Ponti di Identità e Memoria: Lingue, Segni e Simboli dell’Emigrazione Italiana

da Pierpaolo Cicalò

di José Francisco Minetto

Ex Consigliere Comites . Santa Rosa Provincia de La Pampa.

La Facoltà di Scienze Umane dell’Università Nazionale della Pampa (UNLPam) sarà lo scenario di un evento accademico e culturale di profonda rilevanza per comprendere i legami storici e contemporanei tra l’Italia e l’Argentina. Il prossimo 8 ottobre, l’istituzione riceverà in videoconferenza magistrale il prestigioso professor Massimo Vedovelli, una delle massime autorità mondiali in sociolinguistica, storia linguistica dell’emigrazione e contatto tra lingue. Si segnala che Vedovelli ha già tenuto nel 2014 una videoconferenza in collaborazione con José Minetto e il testo è stato pubblicato dalla EdUNLPam nel 2015 insieme a quello realizzato con il professor Umberto Eco. L’attività potrà essere seguita online, previa iscrizione, e/o in presenza presso il Consiglio Direttivo della Facoltà ed è co-organizzata con la Società Italiana di Mutuo Soccorso Carlo Alberto di Toay.

L’incontro, intitolato “Lingue e linguaggi, segni e simboli dell’emigrazione italiana: l’emigrazione tradizionale e la nuova a confronto”, propone un percorso analitico indispensabile per ripensare il fenomeno migratorio non solo come uno spostamento geografico, ma come una complessa rete di trasformazioni culturali, linguistiche e simboliche. E sarà il primo di una serie di incontri con specialisti italiani che includerà storici, politologi e semiologi.

Un Dialogo Transatlantico sull’Esperienza Migratoria

La conferenza stabilirà un ponte diretto tra Siena (Italia) e Santa Rosa (La Pampa), promuovendo uno spazio di riflessione critica coordinato dalle professoresse Lell, Miranda e Pérez che lavorano presso l’IDEAE-FCH-UNLPam, e moderato da José Francisco Minetto.

La proposta centrale della giornata consiste nel contrapporre due grandi momenti della diaspora italiana: l’emigrazione tradizionale, quel flusso massiccio storico (principalmente di fine XIX e primi decenni del XX secolo) che ha messo radici profonde in suolo argentino e pampeano, caratterizzato dalla perdita graduale dei dialetti d’origine, dalla costruzione di identità ibride e dall’emergere di fenomeni di contatto linguistico come il cocoliche o il lunfardo. E, dall’altro lato, la nuova emigrazione, ossia i movimenti contemporanei di cittadini italiani – spinti dalle dinamiche globali del XXI secolo – che si spostano con nuove competenze comunicative, legami tecnologici permanenti con la madrepatria e configurazioni identitarie diverse.

L’Italia si è sempre caratterizzata per i movimenti migratori. All’emigrazione di massa che ha avuto luogo nei decenni successivi all’unificazione nazionale e ai ritorni degli anni settanta si sono aggiunti, negli ultimi cinquant’anni, importanti flussi di immigrati stranieri che hanno coperto le carenze del mercato del lavoro e, con l’introduzione di numerose nuove lingue, hanno trasformato profondamente la struttura dello spazio linguistico nazionale. La complessa situazione migratoria dell’Italia si caratterizza anche per contraddizioni, dato che, insieme all’immigrazione straniera, si è recentemente ripreso un nuovo flusso migratorio significativo. Questi giovani – i nuovi emigranti – possiedono caratteristiche linguistiche e culturali distinte rispetto all’emigrazione tradizionale: per lo più hanno studi superiori; parlano italiano, ma conservano il contatto con i dialetti delle loro famiglie d’origine. Oltre agli emigranti italiani recenti, si trovano anche i figli di immigrati stranieri, nati o cresciuti in Italia, che emigrano all’estero, portando con sé un ricco e diverso patrimonio linguistico strutturato intorno all’italiano e alle lingue delle loro famiglie d’origine. Si affronteranno, in primo luogo, dati statistici sui movimenti migratori che hanno caratterizzato l’Italia negli ultimi decenni, e successivamente ci si concentrerà sulle conseguenze sia per lo spazio linguistico entro i confini nazionali sia nei contesti in cui la nuova emigrazione entra in contatto con comunità di emigranti di lunga data.

Il contributo dei nuovi emigranti allo sviluppo delle società ospitanti continua a caratterizzarsi per la creatività e la brillantezza, sia in ambito materiale che intellettuale.

Verso una Comprensione Globale dell’Identità

Lungi dall’esaurirsi in uno sguardo nostalgico, l’evento del prossimo 8 ottobre presso l’UNLPam invita a svelare i molteplici linguaggi attraverso i quali gli italiani hanno narrato e narrano la loro condizione di espatriati. La lingua non è solo uno strumento di comunicazione, ma il territorio dove si dibatte la memoria, l’integrazione e il senso di appartenenza transnazionale.

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