Fernando Santi è persona che non va rievocata con i toni retorici della commemorazione, confinandolo in un mondo lontano di illustri politici e sindacalisti, quanto come l’esempio della lotta e dell’impegno che vanno assunti tutti i giorni.
Evidente è Il profondo legame dell’azione e dell’insegnamento di Fernando Santi con i problemi attuali, con le lotte nelle quali oggi è impegnato il sindacato.
Quali valori deve esprimere e come li deve concretizzare un vero riformista del nostro tempo in una società attraversata da una crisi del modello di sviluppo che ci sta portando verso una economia di guerra?
Se andiamo ai valori espressi dal suo “riformismo padano”, in cui le lotte sociali e le lotte politiche si intrecciano, il gradualismo è concretezza e precisione degli obiettivi rivendicativi del sindacato, la politica delle riforme complementa e sostiene l’azione sindacale, la democrazia nella vita del sindacato è imprescindibile per il suo ruolo autonomo da partiti, istituzioni e padronato, ne cogliamo l’attualità ed il valore anche nel nostro tempo.
Fernando Santi ha contribuito a dare una risposta socialista ai problemi dello sviluppo economico e sociale partendo dal gradualismo e non dai massimi programmi.
E i risultati sono ancora oggi visibili.
Si sono persi i contorni di una tradizione storica di lotte che hanno avuto ancora un punto alto negli anni ’70.
Il riformismo di Fernando Santi veniva dalle lotte, lotte di classe, cui aveva partecipato nella pianura padana. Una colleganza di una intera vita con quella tradizione socialista, riformista, intransigente dura e ostinata nella difesa degli interessi del “proletariato”.
Un modo di essere lontano dallo pseudoriformismo al quale non pochi immemori si richiamano senza averne alcun diritto perché riformisti nel senso giusto non sono né possono esserlo.
La mobilitazione in piedi da oltre due anni della CGIL e di tanta parte della società che si esprime nel movimento della “via Maestra” per cambiare le politiche di governo, avverse ai lavoratori, trovano nel pensiero e nella pratica di Santi un punto alto sui valori e sul metodo nell’azione mirata a obiettivi sia specifici che d’interesse generale dei cittadini
Aggiornando e rinnovando ed anche modificando, la lezione di Fernando Santi dirigente della CGIL e politico socialista è parte fondamentale della risposta che va data ai problemi attuali della democrazia costituzionale e dello sviluppo del paese in declino.
Manca oggi quell’unità sindacale nella quale Santi e la CGIL hanno creduto e per la quale, per un lungo tempo, la CGIL si è impegnata.
A quella unità di CGIL CISL UIL si devono gli importanti avanzamenti dei lavoratori sul piano contrattuale e su quello delle riforme e nella difesa della democrazia.
L’unità sindacale come corollario dell’unità del movimento sindacale. Un obiettivo primario, alla cui ricerca non rinunciare pur nelle attuali circostanze che non ne favoriscono la realizzazione, se si vuole perseguire un altro modello di sviluppo ed un altro modello di società.
La Direzione dell’Istituto Fernando Santi
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