Argentina: All’Università de la Pampa conferenza del prof Vedovelli su migrazioni e lingua italiana
L’8 ottobre 2026, nel Salone del Consiglio direttivo della Facoltà di Scienze umane dell’Universidad Nacional de La Pampa (UNLPam), in Argentina, si terrà la conferenza “Lingue e linguaggi, segni e simboli dell’emigrazione italiana: emigrazione tradizionale e nuova a confronto”. L’incontro, promosso e moderato dal prof José Francisco Minetto, è dedicato agli aspetti linguistici e culturali dei movimenti migratori italiani. Relatore il prof Massimo Vedovelli, linguista, già Rettore dell’’Università per stranieri di Siena.
Le coordinatrici saranno Helga Lell, Laura Pérez e Raquel Miranda, direttrice dell’Instituto de Estudios Americanos y Europeos (IDEAE) della Facoltà di Scienze umane.
Il programma dell’evento prevede di affrontare il tema partendo dai dati statistici sui movimenti migratori che hanno interessato l’Italia negli ultimi decenni. In seguito, l’attenzione si concentrerà sulle conseguenze linguistiche dei fenomeni migratori, sia nello spazio nazionale italiano sia nei contesti in cui la nuova emigrazione entra in contatto con comunità italiane insediate all’estero da più tempo.
«L’Italia è stata caratterizzata dai movimenti migratori», ha detto Raquel Miranda. «All’emigrazione di massa dei decenni successivi alla riunificazione nazionale e ai rientri degli anni Settanta si sono aggiunti, negli ultimi cinquant’anni, consistenti flussi di immigrati stranieri, che hanno colmato carenze del mercato del lavoro e, con l’introduzione di numerose nuove lingue, hanno trasformato profondamente la struttura dello spazio linguistico nazionale». Secondo la direttrice dell’IDEAE, il quadro migratorio italiano presenta elementi distinti. «Accanto all’immigrazione straniera, recentemente è ripreso un flusso migratorio significativo verso l’estero.
Questi giovani, i nuovi emigranti, hanno caratteristiche linguistiche e culturali diverse da quelle dell’emigrazione tradizionale: nella maggior parte dei casi hanno un’istruzione superiore, parlano italiano, ma mantengono il contatto con i dialetti delle famiglie di origine».
La conferenza prenderà in esame anche le persone nate o cresciute in Italia da famiglie immigrate, che emigrano successivamente all’estero. «Portano con sé un patrimonio linguistico articolato attorno all’italiano e alle lingue delle famiglie di origine», ha osservato Miranda.
Una parte dell’incontro sarà dedicata alle rappresentazioni cinematografiche delle lingue e delle espressioni idiomatiche legate ai nuovi movimenti migratori italiani.
«Saranno proposti esempi di queste manifestazioni linguistiche in relazione all’immigrazione straniera in Italia e alla nuova emigrazione all’estero», ha spiegato Miranda.
L’obiettivo sarà esaminare il contributo dei nuovi emigranti alle società di accoglienza attraverso le loro produzioni linguistiche e culturali.
Vedovelli, nato a Roma nel 1953, è filosofo e linguista. Laureato in filosofia del linguaggio alla Sapienza di Roma nel 1976, è professore ordinario di Linguistica educativa e Semiotica presso la Facoltà di Lingua e cultura italiana dell’Università per stranieri di Siena, della quale ha ricoperto il ruolo di rettore.
Dal 2013 al 2016 è stato assessore alla Cultura del Comune di Siena.
Le sue ricerche riguardano, tra gli altri ambiti, la glottodidattica, la semiotica, la sociolinguistica e la linguistica acquisizionale.
Ha introdotto in Italia il concetto di “lingua immigrata” e ha studiato l’insegnamento e l’apprendimento delle lingue nei contesti migratori.
È stato fondatore e primo direttore della Certificazione di italiano come lingua straniera (CILS) e del Centro di eccellenza della ricerca Osservatorio linguistico dell’italiano diffuso fra stranieri e delle lingue immigrate in Italia, istituiti presso l’Università per stranieri di Siena.
Tra i suoi lavori figura anche la curatela del volume “Storia linguistica dell’emigrazione italiana nel mondo”.
La collaborazione tra Vedovelli e la UNLPam risale ad attività accademiche precedenti. «È già intervenuto in iniziative della UNLPam o collegate all’università», ha ricordato Miranda.
«Partecipò alla videoconferenza con Umberto Eco organizzata dallo stesso José Minetto nel 2014. Gli interventi furono pubblicati dalla EdUNLPam nel 2015». La Facoltà ha inoltre ospitato nel 2020 l’XI Congresso internazionale di linguistica missionaria, al quale parteciparono studiosi provenienti da diversi Paesi, tra cui alcuni linguisti italiani, come Monica Lupetti, Marco Guidi e Matteo Migliorelli. (Fel – 9 set)
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