Luigi Pantisano figlio di emigrati calabresi è il leader del primo partito della sinistra in Germania.

da Pierpaolo Cicalò

Lo ha eletto alla presidenza nel congresso di Potsdam, La Linke, il principale partito della sinistra tedesca. Per l’esponente di origini calabresi si tratta di una partenza impegnativa anche se i sondaggi danno in forte crescita il suo partito

C’è una radice profonda che unisce la Calabria alla svolta storica della politica tedesca.

Luigi Pantisano, 46 anni, originario di Cariati Marina e figlio di immigrati calabresi, è da oggi il primo italo-tedesco a diventare leader di un partito in Germania. Una comunità italiana e calabrese in specie, vede nel paese di accoglienza crescere il proprio ruolo di cittadini tedeschi e al contempo profondamente italiani, fino a raggiungere livelli di grandissima responsabilità.

Come tanti anni or sono successe in Belgio con Elio Di Rupo, socialista, figlio di emigrati in Belgio che ha ricoperto anche più volte la carica di capo del governo del Belgio..

Luigi Pantisano è architetto quarantaseienne, che dal 2025 siede stabilmente al Bundestag come parlamentare e vicecapogruppo del partito, ha incentrato gran parte del suo intervento proprio sul riscatto sociale, rivendicando con fierezza il legame con la propria terra d’origine, dove ha trascorso l’infanzia insieme ai suoi tre fratelli: «Sono figlio di Gastarbeiter (lavoratori immigrati) di famiglia calabrese. I miei genitori hanno lavorato duramente per permettere a me e ai miei fratelli un futuro migliore. Ho imparato da loro a combattere».

Un vissuto personale che Pantisano ha utilizzato per scagliarsi contro il leader della Cdu, Friedrich Merz,. «Merz vuole solo rendere ancora più ricchi i suoi amici ricchi, e i socialdemocratici non fanno altro che collaborare», ha attaccato il neo-leader di origine calabrese di fronte a una platea di oltre 500 delegati. «Mentre la destra dice che dobbiamo lavorare 13 ore invece di 8 e restare occupati fino a 70 anni, noi dobbiamo rimettere i temi e i diritti dei lavoratori al centro del nostro programma».

La sua ricetta per contrastare l’avanzata dell’estrema destra e rafforzare la sinistra tedesca è semplice: basta fare la morale dall’alto dei palazzi. Il partito deve tornare a essere il sindacato dei fatti. In una Germania colpita da un caro affitti sempre più pesante, Pantisano parla di cose concrete: tetti ai canoni di locazione, trasporti pubblici accessibili, tutele per chi lavora e politiche sociali più forti. Senza troppi giri di parole.

I figli della nostra emigrazione vanno all’estero, entrano nei parlamenti, guidano partiti nazionali e riportano al centro temi come casa, salari e welfare.

La storia corre veloce oltre il confine.

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