Emigrazione

Federazione Colonie Libere italiane in Svizzera : Un Congresso lungo un anno

È iniziato lo scorso 30 aprile a Dübendof, nella periferia di Zurigo, il 41° Congresso della Federazione delle Colonie libere Italiane in Svizzera (FCLIS), con una particolarità, che dopo attenta e puntuale discussione ha trovato l’unanime accordo dei delegati e delle delegate: il congresso si svilupperà lungo l’arco di un anno.

Fin dalla sua nascita la FCLIS è stata in prima fila per affrontare le tematiche dell’emigrazione italiana in Svizzera e della sua integrazione in questo Paese.

Alle origini della lotta al fascismo, la FCLIS ha unito varie sensibilità politiche, purché antifasciste. Poi, in particolare nella fase della emigrazione “di massa” italiana in Svizzera, si è fatta carico, spesso guidandole, delle principali lotte politiche e sociali dei lavoratori Italiani in Svizzera, nonché dei fondamentali problemi dell’inserimento scolastico e professionale dei figli dei primi migranti, dello sviluppo dell’assistenza sociale e delle attività culturali e ricreative.

Stante questa premessa – opportunamente ricordata, al fine di circoscrivere il terreno nel quale affondano le radici di questo movimento, e la solidità dei riferimenti fondamentali ai quali si richiama la sua azione – a distanza di quasi un secolo dalla nascita delle prime Colonie libere, indifferibile c’è la consapevole presa d’atto che fisiologicamente – nel contesto socioculturale e politico, nel quale il Movimento si trova ad operare – oltre ai tempi, sono cambiati il modo di porsi, di relazionarsi, di interagire e di comunicare. Accanto ai vecchi, nuovi problemi emergono al pari di nuove preoccupazioni, con cui le comunità italiane residenti nella Confederazione si trovano confrontate al pari DEI cittadini svizzeri, se non DA cittadini svizzeri, visto che oltre il 50% degli italiani che vivono in questo Paese ne ha anche acquisito la cittadinanza.

Oggi, anche in Svizzera, assistiamo ad un rilancio dell’immigrazione italiana. Un fenomeno che – pur determinato, oggi come ieri, dalla legittima volontà o necessità, di migliorare la qualità della vita, cercando altrove opportunità che non si riescono a trovare in Patria – ha caratteristiche nuove. Lo dimostra il fatto che se ne parli definendola ‘nuova mobilità’, e che coloro che ne sono direttamente coinvolti non amino ritenersi “emigrati”, privilegiando la definizione di “espatriati”.

Un fenomeno, con il quale non è semplice rapportarsi. Rispetto al quale trova spazio, talvolta, un sentimento di estraneità.

Da anni la FCLIS, dentro e fuori il movimento, discute sul proprio ruolo, sulla propria ragione di esistere. Sin qui, lo ha fatto soprattutto limitandosi a registrare un disagio, che con il tempo è andato acuendosi.

Oggi, questa consapevolezza impone una profonda riflessione, non più rinviabile. Che si traduca in decisioni operative, che definiscano inequivocabilmente quali siano le fondamenta sulle quali la FCLIS intende costruire il proprio futuro.

È sulla scorta di questa consapevolezza che il Comitato Esecutivo e il Direttivo hanno preso una decisione. Impegnativa, difficile, innovativa. Magari, all’apparenza spiazzante e poco ortodossa, ma necessaria.

Per certi versi, un atto di umiltà: quello di coloro che di fronte a ciò che ormai è un indiscutibile dato di fatto, sono disposti ad ammetterne le criticità e si mettono in gioco convinti che ci sia il modo per superarle.

A tal fine, si è consolidata la convinzione che si debba avviare una riflessione talmente profonda, impegnativa e, si spera, risolutiva, da non poter essere costretta in un Congresso di due giorni, coinvolgendo solamente Delegati e Delegate.

Una riflessione di questa portata, che deve essere articolata e attentamente strutturata, da cui dipende il futuro della FCLIS, deve coinvolgere tutto il Movimento. Tutte e tutti gli iscritti e ha bisogno di tempo.

Da qui, la proposta, presentata in apertura di Congresso il 30 aprile scorso, di concordare che i lavori si protrarranno per un anno. Il resto del 2022 e i primi mesi del 2023 saranno dunque animati da riunioni, discussioni, confronti, proposte che vedranno protagoniste tutte le CLI, ma anche tutto quel mondo con il quale la FCLIS si confronta e si relaziona, per giungere, entro il 30 aprile del 2023, a definire il progetto della FCLIS di domani.

Un progetto che deve poter contare sulla più ampia partecipazione. Degli iscritti, naturalmente. Ma la riflessione avrà senso se saprà attirare anche persone e intelligenze esterne al Movimento, perché è in un campo aperto, libero, come d’altronde sottolinea efficacemente l’aggettivo che caratterizza il nome del Movimento, che va cercato e animato il confronto in proiezione futura.

Una proposta che è stata accolta con particolare attenzione e che – dopo onesta e vibrante discussione, caratterizzata da un rinnovato slancio, già iniziando a profilare proposte e suggerimenti – è stata formalmente accettata all’unanimità dai delegati e apprezzata con sincero interesse dagli ospiti intervenuti.

Fra questi, di particolare stimolo si sono rilevati quelli di Balthasar Glättli, consigliere nazionale e presidente dei Verdi svizzeri, che, tra l’altro, con riferimento anche alla triste attualità, ha toccato temi che mettono in relazione l’ecologia e le migrazioni; di Ada Marra, consigliera nazionale socialista, che ha sottolineato quanto importanti siano la memoria e l’esperienza se poste al servizio dell’interpretazione dell’odierna realtà e dell’azione tesa a renderla migliore; del segretario generale del CGIE, del segretario del PD Svizzera, degli esponenti delle ACLI, dei Comites, delle Federazioni regionali, dell’Avvenire dei Lavoratori. Tutti volti, non solo a manifestare interesse, ma anche ad esprimere una convinta diponibilità ad essere coinvolti in un processo che, in buona sostanza, intende fornire risposte, se ce ne sono, all’ormai annosa questione della cosiddetta crisi dell’associazionismo.

Ne consegue che, i primi due giorni del Congresso si sono conclusi con l’approvazione di un piano di lavoro dei prossimi mesi, che nel dettaglio dovrà essere messo a punto dall’esecutivo e reso noto entro la fine di maggio.

Da un punto di vista pratico, questa lunga fase congressuale sarà presieduta dal Comitato Esecutivo. A tal proposito – preso atto che con l’inizio del Congresso si è concluso il mandato della Presidente uscente Anna-Maria Cimini, alla quale i presenti hanno tributato un caloroso e sentito ringraziamento per la costanza dimostrata e per il lavoro svolto negli ultimi 5 anni – i delegati hanno provveduto a rinnovare gli incarichi al Comitato Esecutivo e al Direttivo, ai quali, in quanto organi dirigenti, spetterà anche il compito di animare, di stimolare e di seguire lo svolgimento e la gestione delle attività programmate nonché di predisporre puntuali verifiche sul loro andamento.

Solo, fra un anno, sulla base del progetto che scaturirà, verranno elette la nuova Presidenza e la rinnovata Direzione della FCLIS

(comunicato FCLIS)