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Notizie dall’Italia

n gruppo di professionisti calabresi (un medico, uno chef, imprenditori e studenti) sorride in Piazza Castello a Torino, con la Mole Antonelliana sullo sfondo. In un angolo, una piccola foto d'epoca in bianco e nero mostra operai alla catena di montaggio della FIAT, creando un parallelo tra la migrazione storica e il successo professionale odierno. In alto compare il logo dell'Istituto Fernando Santi.
Notizie dall'Italia

La Calabria che Siamo: a Torino il racconto di una terra che innova oltre gli stereotipi

da areamarketer 7 Maggio 2025

Un appuntamento da non perdere per riflettere sulle radici e sul futuro di una delle comunità più numerose e attive del Piemonte.

Giovedì 15 Maggio si terrà a Torino l’evento “La Calabria che Siamo”. L’iniziativa, organizzata dal coordinamento delle associazioni dei calabresi in Piemonte, nasce con un intento preciso: raccontare la Calabria positiva, quella che innova e produce cultura, rompendo la narrazione a senso unico spesso legata alla criminalità organizzata.

UNA CALABRIA NUOVA CHE GUARDA AL FUTURO E NON DIMENTICA LE PROPRIE RADICI

Torino è stata, ed è tuttora, una delle più grandi “città del Sud” d’Italia. Il contributo che l’emigrazione calabrese ha dato allo sviluppo industriale del Piemonte nel corso del Novecento è una storia di fatica, ma anche di straordinaria integrazione e successo.

Oltre gli stereotipi

L’incontro vuole essere una risposta culturale forte agli stereotipi negativi legati alla ‘ndrangheta. Si parlerà di eccellenze, di giovani imprenditori, di arte e di legalità. La “Calabria che Siamo” è quella dei professionisti, degli operai, degli studenti e degli artisti che vivono a Torino e che contribuiscono quotidianamente alla crescita del territorio che li ha accolti, mantenendo un legame indissolubile con la terra d’origine.

Memoria e Sviluppo

Non mancherà uno sguardo storico. L’evento sarà l’occasione per ripercorrere le tappe della grande migrazione interna che, dal dopoguerra in poi, ha portato migliaia di calabresi sotto la Mole.

Dalle linee di montaggio della FIAT alle cattedre universitarie, la comunità calabrese è stata un motore essenziale per la trasformazione di Torino in una metropoli moderna. Riconoscere questo contributo significa costruire un ponte tra generazioni, tra chi è partito con la valigia di cartone e chi oggi viaggia connesso col mondo.

Istituto Fernando Santi
(Redazione)


Dettagli Evento:
📅 Data: Giovedì 15 Maggio 2025
📍 Luogo: Torino (Sede da confermare nelle prossime comunicazioni)
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Un'infografica professionale su sfondo blu che mostra una mappa del mondo con frecce che indicano i flussi migratori verso Europa e Nord America. Un grafico a barre a sinistra mostra la crescita dei migranti da 154 milioni nel 1990 a 304 milioni nel 2024. In basso sono elencati i fattori di spinta (guerre, povertà, clima) e di attrazione (economia, governance), con l'illustrazione di un muro che crolla e la scritta "I muri non fermano la storia".
Notizie dall'Italia

Le migrazioni internazionali: il quadro mondiale

da areamarketer 6 Maggio 2025

La Population Division delle Nazioni Unite ha recentemente pubblicato l’edizione 2024 dell’International Migrant Stock, un dataset che contiene le stime del numero e delle caratteristiche dei migranti internazionali nel mondo.

L’International Migrant Stock copre il periodo 1990-2024 e contiene le stime del numero totale di migranti internazionali per sesso, i luoghi di origine e di destinazione per 233 tra paesi e aree geografiche. In questa nuova edizione della banca dati è stata effettuata una revisione delle stime per i paesi con più alta presenza di migranti e con nuove informazioni statistiche.

NEL 2024 I MIGRANTI SONO 304 MILIONI: UN VALORE QUASI DOPPIO RISPETTO AL 1990

Un sesto di tutti i migranti nel mondo è composto da rifugiati e richiedenti asilo. Le crisi umanitarie hanno avuto un peso importante: un quinto dell’aumento registrato tra il 2010 e il 2024 è attribuibile alla crescita delle persone sotto protezione internazionale.

Dimensioni e tendenze recenti

Per 60 stati, tra cui l’Italia, è stata realizzata una revisione completa dei valori. I dati si riferiscono nella gran parte dei casi al paese di nascita, per cui un migrante internazionale è una persona che vive in uno stato diverso da quello in cui è nato.

Il numero di migranti internazionali nel mondo nel 2024 è stato stimato dalle Nazioni Unite in 304 milioni, un valore quasi doppio di quello del 1990 (154 milioni). Nello stesso periodo la loro quota rispetto alla popolazione mondiale è aumentata dal 2,9 al 3,7%. È interessante notare come questo valore sia rimasto stabile fino al 2005, mentre dal 2010 ha iniziato a crescere con una certa regolarità.

Nonostante le crisi economiche, la pandemia di Covid-19 e le politiche di chiusura, i fattori di spinta e quelli di attrazione hanno intensificato la loro azione negli ultimi vent’anni.

Aree e paesi di destinazione

Tra le aree geografiche è l’Europa ad avere con 94 milioni il numero più elevato di migranti internazionali ed è anche quella dove, pure per effetto della guerra in Ucraina, si è registrato l’incremento più elevato dal 2020. La seconda area è il Nord America con 61 milioni, seguita dal Nord Africa e dall’Asia Occidentale con 54.

In termini relativi, invece, è l’Oceania a presentare con il 21,5% la quota di migranti più elevata rispetto alla popolazione.

Scendendo più nel dettaglio si possono individuare quattro principali aree di destinazione:

  • Unione Europea (con UK ed Efta): 79 milioni
  • Nord America: 61,2 milioni
  • Asia Occidentale: 49,2 milioni
  • Australia e Nuova Zelanda: 9,6 milioni

Il sistema migratorio europeo costituisce la più grande area di libera circolazione delle persone esistente al mondo e ha rappresentato in tutto il periodo considerato il polo di maggiore attrazione.

STATI UNITI E GERMANIA GUIDANO LA CLASSIFICA DEI PAESI DI DESTINAZIONE

Il numero più elevato di migranti internazionali si registra nel 2024 negli Stati Uniti con 52,4 milioni, seguiti a lunga distanza dalla Germania (16,8 milioni), dall’Arabia Saudita (13,7) e dal Regno Unito (11,8). La Federazione russa è l’unico paese a registrare una diminuzione dei migranti internazionali tra 1990 e 2024 (-4,1 milioni).

Netta appare anche la differenza tra gli sviluppi del fenomeno nei paesi occidentali e in quelli del Golfo. In questi ultimi, l’immigrazione a forte prevalenza maschile ha raggiunto livelli elevatissimi (negli Emirati Arabi i migranti sono il 74% della popolazione), ma con pochissimi diritti riconosciuti e una condizione di estrema subalternità rispetto ai nativi.

I dati delle Nazioni Unite mostrano un cambiamento radicale ed epocale che aiuta anche a comprendere le ragioni strutturali che fanno da sfondo alla crescita dei movimenti e dei partiti anti-immigrati in molti paesi.

Corrado Bonifazi
(Articolo tratto da Neodemos, 6 Maggio 2025)


Note:
1. United Nations (2025). International Migrant Stock 2024: Key facts and figures.
2. United Nations (2020). International Migration 2020 Highlights.
3. Cfr. Bonifazi, C, (2024), “Secondary analysis of government and official data on international migration”.
4. Nel caso di Arabia saudita ed Emirati arabi i valori si riferiscono ai cittadini stranieri.
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Un fotomontaggio che unisce il passato e il presente del lavoro. A sinistra, il volto di Giacomo Brodolini e un'immagine storica di operai davanti a una fabbrica del Novecento. A destra, rappresentazioni moderne del lavoro: un professionista allo smartphone e un rider in bicicletta. Al centro, il concetto di "portare la Costituzione nelle fabbriche" con un richiamo visivo alla legge e alla dignità del lavoratore.
Notizie dall'Italia

Giacomo Brodolini e lo Statuto dei Lavoratori: portare la Costituzione nelle fabbriche

da areamarketer 17 Marzo 2025

Un approfondimento dedicato al ruolo fondamentale di Giacomo Brodolini nella genesi dello Statuto dei Lavoratori (Legge 300/1970). Una figura chiave della storia politica e sindacale italiana, la cui visione ha plasmato il diritto del lavoro moderno.

Sebbene Brodolini sia scomparso prematuramente nel 1969, pochi mesi prima dell’approvazione finale della legge, fu lui l’architetto politico e morale di quella riforma. Fu lui a volere fortemente una normativa che non si limitasse a regolare i salari, ma che avesse l’ambizione di “portare la Costituzione dentro le fabbriche”, abbattendo i cancelli dell’autoritarismo padronale.

DALLA LIBERTÀ DI OPINIONE AL DIVIETO DI CONTROLLO A DISTANZA: UN’EREDITÀ DA DIFENDERE

Lo Statuto non fu una concessione, ma una conquista. Brodolini capì che la dignità del lavoratore non poteva essere lasciata fuori dal luogo di lavoro. La democrazia non poteva fermarsi sulla soglia dell’azienda.

I pilastri della Legge 300/1970

Lo Statuto dei Lavoratori sancì diritti che oggi consideriamo fondamentali, ma che all’epoca rappresentarono una rivoluzione copernicana nei rapporti industriali. Tra i punti cardine ricordiamo:

  • Libertà di opinione: Il diritto di esprimere il proprio pensiero politico e sindacale senza timore di ritorsioni.
  • Divieto di controlli a distanza: L’Articolo 4 pose un freno alla sorveglianza indiscriminata sui dipendenti, un tema che oggi torna prepotentemente attuale con le tecnologie digitali.
  • Tutela contro i licenziamenti: La protezione contro i licenziamenti ingiustificati e discriminatori, per garantire stabilità e libertà dal ricatto occupazionale.

Aggiornare lo Statuto per il XXI secolo

Riflettere oggi su Giacomo Brodolini non è un esercizio di nostalgia. Il mondo del lavoro è cambiato radicalmente: la fabbrica fordista ha lasciato spazio, in molti settori, al lavoro digitale, parcellizzato e precario della gig economy.

Oggi la sfida è capire come declinare quei principi costituzionali nelle nuove “fabbriche immateriali”. Come applicare il divieto di controllo a distanza quando il capo è un algoritmo? Come garantire i diritti sindacali ai riders o ai lavoratori in smart working isolati nelle proprie case?

L’eredità di Brodolini ci insegna che il diritto del lavoro deve evolversi per proteggere la parte più debole del rapporto contrattuale. Serve un nuovo Statuto che estenda quelle tutele alle nuove forme di sfruttamento digitale, affinché la tecnologia sia uno strumento di liberazione e non di nuova oppressione.

Istituto Fernando Santi
(Redazione)


Note:
Giacomo Brodolini (1920-1969), Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale, è considerato il “padre” dello Statuto dei Lavoratori. La Legge n. 300 fu approvata definitivamente il 20 maggio 1970.
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