Il 25 aprile è libertà e giustizia sociale

da Pierpaolo Cicalò

Il 25 aprile è festa nazionale, una festa che dovrebbe essere condivisa da tutti gli italiani perchè è nella lotta al nazifascismo il fondamento della Repubblica e della nostra Costituzione.

Una lotta contro coloro che quella libertà la negavano al popolo italiano.

25 aprile come fondamento della libertà perduta e riconquistata.

Libertà bene insostituibile: non per alcuni ma per tutti.

Libertà che si completa con il perseguimento della giustizia sociale.

Questo binomio non viene scalfito dal tempo che scorre, resta stabile garanzia che muove la volontà di progresso, di emancipazione di chi meno ha, di coloro che per una libertà di pochi subiscono le diseguaglianze che si riproducono e che crescono.

Il presidente Sandro Pertini lo ha ricordato tante volte:” Libertà e giustizia sociale costituiscono un binomio inscindibile, l’un termine presuppone l’altro: non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà, come non vi può essere vera libertà senza giustizia sociale.”

Colpisce il fatto che la settimana scorsa nell’assise mondiale Global Progressive Mobilisation in Barcellona la parola d’ordine più ricorrente di tanti leaders progressisti di diverse aree geopolitiche sia stata “Libertà e giustizia sociale”.

Principi e valori che si confermano nella loro validità e che vengono riaffermati e difesi da tutti coloro che nelle lotte sociali di questi anni si impegnano perché non prevalgano nel nostro paese scelte securitarie, già messe in atto, che restringono le libertà costituzionali.

Il 25 aprile è una festa da condividere, la ricorrenza di una insurrezione di tutti contro coloro che quella libertà l’avevano tolta al popolo italiano. Una scelta condivisa che già consapevolmente guardava alla ricostruzione della democrazia della quale i cittadini devono poter seguitare a godere.

Il 25 aprile è stato per noi in Europa l’inizio di una lunga stagione di pace.

Il presente nostro e di tanti nel mondo è segnato oggi da una fase troppo lunga di guerre, condizionato da logiche di guerra che influenzano le scelte di tanti governi che peggiorano la vita delle persone. Le guerre vanno fermate.

Non ci stancheremo di batterci perché è con la pace, e non nella sua assenza, con la convivenza pacifica che la libertà e la giustizia sociale possono svilupparsi.

Tutti dobbiamo fare la nostra parte.

FIEI

Rino Giuliani, Rodolfo Ricci

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