Fortunato Velonà: quando l’emigrazione esporta la forza lavoro, l’ideologia e l’arte”, premiato alla IX edizione del Premio Letterario Internazionale “Gerhard Rohlfs – Franco Mosino – Anastasios Karanastasis”, nella sezione Cultura senza confini: il lavoro in emigrazione, bandito insieme a Istituto Fernando Santi
L’emigrazione è da sempre una delle grandi forze che modellano la storia dell’umanità: un fenomeno spesso segnato da sacrifici, ma capace di generare crescita, progresso e scambio. È in questa prospettiva che si inserisce il lavoro del giornalista Letterio Licordari, autore di “Fortunato Velonà: quando l’emigrazione esporta la forza lavoro, l’ideologia e l’arte” (edizioni Apodiafazzi), un’opera che restituisce voce e memoria a una figura emblematica dell’emigrazione italiana.
Si tratta di un lavoro pregiato, di grande interesse, che, per l’argomento trattato, merita la giusta attenzione e un adeguato riconoscimento storico e culturale: un arricchimento per i lettori.
Al centro della narrazione vi è Carmelo Fortunato Velonà, originario di Bova, emigrato negli Stati Uniti come tanti suoi conterranei. Sindacalista, antifascista, artista satirico: Velonà emerge come una figura poliedrica, capace di coniugare impegno civile, attività lavorativa e produzione artistica. A oltre sessant’anni dalla sua scomparsa, il suo percorso rappresenta ancora oggi un esempio significativo di determinazione e coerenza.
Il suo percorso di vita, fondato sui valori della famiglia e del rispetto, ha lasciato tracce indelebili nei campi della solidarietà, libertà e democrazia.
Licordari ricostruisce con attenzione non solo la biografia del protagonista, ma anche il contesto storico in cui si inserisce: dalle cause dell’emigrazione italiana tra Otto e Novecento, come povertà, sovrappopolazione e crisi economiche, fino alle dinamiche più recenti della cosiddetta “fuga dei cervelli”. Ne emerge una riflessione ampia e attuale, che collega passato e presente.
La sua disanima, esaustiva, chiara e di grande interesse, si sviluppa attraverso un articolato impianto narrativo: dallo scenario socio-economico della provincia reggina e dell’area grecanica, al viaggio verso gli Stati Uniti; dal temporaneo rientro in Italia alle soglie del fascismo, fino al definitivo stabilirsi oltreoceano e all’intenso impegno sindacale e politico. Ampio spazio è dedicato anche alle reti dell’antifascismo in America, ai rapporti con organizzazioni come la “Mazzini Society” e la “Federazione Garibaldina d’America”, nonché alla sorveglianza esercitata dalle autorità italiane sugli emigrati considerati sovversivi.
Il testo, scritto con una prosa raffinata e scorrevole, rappresenta un’importante finestra su fenomeni e momenti storico-sociali fondamentali nel campo sindacale e dei diritti umani. Nel corso della lettura, si entra in contatto con la vita del protagonista, si immaginano luoghi, ambienti, botteghe e città; si rivivono momenti storici, trasformazioni sociali, scelte ideologiche e lotte.
Il racconto biografico si intreccia così con la grande storia: il terremoto del 1908, le difficoltà economiche, le tensioni sociali, l’ascesa del fascismo, l’attivismo politico negli Stati Uniti, fino a episodi simbolo come l’esecuzione di Sacco e Vanzetti. In questo scenario, Velonà si distingue per il suo ruolo attivo nel sindacato, curando anche relazioni esterne con il “Circolo mediterraneo dei Sarti” di Napoli, e per l’impegno nella difesa dei diritti dei lavoratori, anche all’interno dell’ACWA.
Non meno rilevante fu la sua attività di “cartoonist”. Velonà fu infatti autore di vignette satiriche di grande efficacia comunicativa, anticipatrici di un linguaggio oggi ampiamente diffuso nella stampa. Le sue opere, spesso critiche nei confronti del regime fascista, rappresentano una forma di resistenza culturale e politica, capace di coniugare ironia e denuncia.
Licordari accompagna il lettore in un percorso che è al tempo stesso umano e storico: dalle origini familiari, era figlio di un falegname, fino al raggiungimento di una certa stabilità economica negli Stati Uniti, senza mai abbandonare l’impegno civile. Ne emerge il ritratto di un uomo che, pur lontano dalla propria terra, ha saputo incidere profondamente nel contesto sociale e politico in cui ha vissuto.
Completa il volume una ricca sezione iconografica, con documenti, immagini e materiali d’epoca, oltre a un accurato apparato bibliografico e archivistico, che conferma il valore scientifico del lavoro.
Il libro si presenta così come un contributo significativo non solo alla memoria dell’emigrazione italiana, ma anche alla riflessione sui diritti, sull’identità e sul ruolo dell’individuo nei processi storici. Una lettura che unisce rigore e coinvolgimento, restituendo dignità e attualità a una storia che merita di essere conosciuta.
Daniela Vellani
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