L’11 giugno a Bruxelles l’incontro “Matteotti e l’Europa”: un’eredità che attraversa i confini

da areamarketer

Nel centenario del vile assassinio di Giacomo Matteotti (1924-2024), si è svolto a Bruxelles un importante convegno per ricordare la sua figura e il suo profondo legame con l’idea di Europa.

L’evento, tenutosi l’11 giugno, non è stato una semplice commemorazione, ma un momento di riflessione attuale sulle radici della nostra democrazia. Matteotti non fu solo un martire antifascista italiano, ma un socialista europeo che aveva compreso in anticipo i pericoli del nazionalismo e del totalitarismo per l’intero continente.

MATTEOTTI NON FU SOLO UN EROE ITALIANO, MA UN PIONIERE DI UN’EUROPA LIBERA E DEMOCRATICA

Aveva compreso prima di molti altri che il fascismo non era un fenomeno locale, ma una minaccia che avrebbe travolto l’intera civiltà europea se non fosse stata fermata in tempo.

Un socialista europeo

L’incontro è stato ospitato nella storica Maison du Peuple, un luogo dal fortissimo valore simbolico. Cuore pulsante del socialismo belga, questo spazio ha accolto per decenni gli esuli antifascisti italiani costretti a lasciare la patria per sfuggire alla persecuzione del regime. Celebrare Matteotti qui significa ricucire i fili di una memoria condivisa tra l’Italia e il Belgio, terra di emigrazione e di lavoro, ma anche di resistenza politica.

All’evento hanno partecipato storici ed esponenti politici italiani ed europei, che hanno sottolineato come la visione di Matteotti trascendesse i confini nazionali. Egli parlava le lingue, viaggiava, e manteneva una fitta corrispondenza con i leader socialisti di tutta Europa, avvertendoli del “contagio” autoritario.

Il coraggio della verità

Durante la serata è stato ricordato con commozione il suo ultimo, celebre discorso alla Camera dei Deputati del 30 maggio 1924. Con una lucidità disarmante e un coraggio fisico ammirevole, Matteotti denunciò i brogli elettorali e le violenze fasciste, consapevole delle conseguenze a cui andava incontro.

Pagò con la vita la difesa della democrazia e della libertà di parola. Il suo corpo fu ritrovato mesi dopo, ma la sua voce non fu mai davvero messa a tacere. Essa risuonò forte proprio tra gli emigrati e gli esuli all’estero, diventando un simbolo di riscatto morale.

L’iniziativa di Bruxelles ci ricorda che l’Europa di oggi, fondata sui valori di pace e libertà, deve molto al sacrificio di uomini come Giacomo Matteotti. Ricordarlo oggi significa rinnovare l’impegno contro ogni forma di prevaricazione e difendere le istituzioni democratiche che egli ha contribuito, con il suo sangue, a preservare nella coscienza collettiva.

Istituto Fernando Santi
(Redazione)


Note:
L’evento si inserisce nel quadro delle celebrazioni per il centenario della morte di Giacomo Matteotti, rapito e ucciso da una squadra fascista il 10 giugno 1924 a Roma.

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