Istituto Fernando Santi                                                 



   Novita' - Appunti



Ddl Senato 2544-B- Modifiche alla Parte II della Costituzione

Una vera e propria aggressione alla costituzione.
Occorre subito andare al referendum per far decidere il popolo italiano.

 


Cambia la Costituzione. Il voto finale sul provvedimento è avvenuto il 23 marzo a palazzo Madama tra le proteste dell'Unione che ha abbandonato l'Aula del Senato, che ha approvato in seconda lettura il ddl di riforma della seconda parte della Costituzione. 
Il via libera alla nuova 'Carta' che ha tra i suoi punti forti devolution e premierato è stato ottenuto con 162 voti a favore e 14 contrari.

Il testo di riforma costituzionale licenziato dal Senato, dà l'impressione di un impianto costituzionale traballante; aver già affrontato, in meno di tre anni, l'esame di altri 3 progetti di riforma molto diversi uno dall'altro pone il giusto focus sulla 'bontà' del testo licenziato.

Di certo, la Camera dei Deputati dovrà per forza trovare delle soluzioni per dotare di un minimo di coerenza interna tutta la parte relativa ai rapporti tra le due Camere e tra il Governo ed il Senato federale.
C'è poi da risolvere la cosiddetta "contestualità affievolita", per cui in nome di non si sa bene quale federalismo, gli elettori potrebbero essere chiamati a votare per un governo regionale che potrebbe durare anche un solo anno.

Riguardo a quest'ultimo aspetto, è netta l'impressione di trovarsi di fronte ad un "testo suicida" che dovrà necessariamente essere cambiato, azzerando così nuovamente il processo di revisione avviatosi con il voto in prima lettura da parte del Senato.

Resta il fatto che, come i numeri del voto di oggi dicono con chiarezza, su queste riforme si sta consumando un ennesimo, fortissimo strappo tra maggioranza e opposizione. A dimostrarlo, anche la tormentata mattinata parlamentare in Senato. Al momento delle dichiarazioni di voto finali, infatti, i membri dell'Unione hanno inscenato una vigorosa protesta, sventolando anche bandiere tricolori. Il presidente dell'assemblea, Marcello Pera, ha deciso di sospendere la seduta.

Nella corsa per sradicare la nostra Costituzione dai suoi principi originari, questo governo non ha concesso nessuna tregua.

L'ultima difesa è ormai affidata al referendum. Le previsioni dicono che in quel referendum prevarrà la grande maggioranza moderata degli italiani: di centro, di sinistra e anche di destra.
Ci si augura che sarà battuto l'estremismo di chi predica e pratica ogni giorno, da quattro anni, un bipolarismo feroce: nelle leggi, nelle nomine, nell'informazione, nella immagine esterna del Paese. Il clima di divisione nazionale, appunto, cristallizzato nel disegno governativo.

Alcune dichiarazioni riportate dai media.

Enrico Boselli

“È davvero paradossale – commenta il presidente dello Sdi, Enrico Boselli - che una riforma di parti fondamentali della Costituzione, debba essere fatta non solo senza il concorso di una larghissimo schieramento parlamentare ma neppure con un pieno convincimento della stessa maggioranza di governo che l’ha votata. La verità è che al Senato è passato il ricatto della Lega. Da tutto questo pasticcio emerge un grave squilibrio nei poteri dello Stato che sarà fonte di notevoli tensioni nelle istituzioni. Speriamo che negli ulteriori passaggi alle Camere vi sia una resipiscenza del centrodestra, almeno per quanto riguarda la forma del governo dato che sulla devoluzione nessuno avrà il coraggio di dire No a Bossi”.

Massimo D'Alema

Anche il presidente dei Ds, Massimo D'Alema, stronca la riforma e spiega di non essere contrario "al rafforzamento dei poteri del premier, e quello che dico lo condivide anche Prodi. Ma un necessario rafforzamento dei poteri del presidente del Consiglio deve essere bilanciato dalla forza dei poteri di garanzia. Il difetto di queste riforme è che , invece, c'è una diminuzione di poteri di garanziache crea uno squilibrio inaccettabile".

Piero Fassino

Per il segretario dei Ds, Piero Fassino, "La maggioranza di centrodestra ha compiuto uno strappo costituzionale". E poi: "Visto che hanno voluto approvare questa riforma senza dare tempo al Parlamento di discuterla adesso si vada al referendum".

Ugo Intini

“Soltanto un referendum – ha detto il presidente dei deputati Sdi Ugo Intini – potrà rimettere in soffitta il vestito da Arlecchino confezionato per l’Italia da improvvisati e faziosi padri costituenti”. “Mai in un Paese normale – ha continuato Intini – una Costituzione è stata scritta senza alcun respiro ed alcuna spinta unitaria, sotto il ricatto di un partito che ha il 5 per cento e con una logica di potere tutta interna alla maggioranza di governo. Con questo spirito “self-service”, che ha portato ciascun partito della maggioranza ad appropriarsi di un pezzo di Costituzione fatto su misura per sé, si è confezionato per l’Italia un ridicolo vestito da Arlecchino che incrinerà l’unità nazionale e darà l’illusione di poter combattere la crisi profonda del Paese con la ricetta dell’autoritarismo, ovvero con maggiori poteri per il capo del governo”.

Romano Prodi

La riforma costituzionale "stravolge veramente l'equilibrio generale della nostra democrazia". Romano Prodi, intervistato dal Gr3 della Rai, ribadisce la netta contrarietà alla nuova Carta delineata dalla Cdl e chiede che il referendum confermativo si tenga prima delle politiche.
"Noi lo vogliamo prima", dice il leader dell'Unione rispondendo a distanza a Berlusconi che, invece, ha parlato di referendum dopo le elezioni. "Certamente - aggiunge Prodi - questo governo sta facendo ogni cosa senza tener conto assolutamente di quello che dice l'opposizione, quindi vedremo".

 


Le novità più significative riguardano:

  • il premier ( il nuovo sistema prevede, di fatto, una forma di elezione diretta del presidente del consiglio, che avrà il potere di nominare e revocare i suoi ministri e di sciogliere la Camera)
  • nasce poi il Senato Federale
  • sparisce il bicameralismo perfetto
  • con la devolution le regioni potranno approvare leggi propri su nuove materie.

Perché la riforma diventi legge in via definitiva, però, dovrà trascorrere altro tempo: trattandosi di un disegno di legge costituzionale è infatti prevista una doppia lettura, a distanza di tre mesi dal primo passaggio parlamentare, su un testo che non deve essere modificato.

Ora il testo torna alla Camera, ma in ogni caso per la seconda deliberazione da parte del Senato occorrerà attendere la fine di giugno. Inoltre la riforma stessa prevede che solo una parte entri in vigore subito dopo l’eventuale referendum confermativo, che invece non può essere chiesto se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.

Oltre alle novità già citate, si tratta delle norme su eleggibilità e immunità dei parlamentari, età per il Quirinale, Authority (che entrano così in Costituzione),federalismo, interesse nazionale.

Una seconda parte andrà in vigore solo a partire dal 2011: Senato federale, iter delle leggi, nuovi poteri del presidente della Repubblica, premierato. Un'ultima parte della riforma andrà in vigore nel 2016, ossia 5 anni dopo l'elezione del primo Senato Federale: riduzione dei parlamentari, età per essere eletti alla Camera, contestualità tra elezione del Senato federale e dei consigli regionali.

Le principali novità della legge:

  • Parlamento:

    È composto dalla Camera dei deputati e dal Senato federale. I senatori saranno eletti in ciascuna regione contestualmente ai rispettivi consigli. Ogni regione dovrà eleggere almeno sei senatori (ma a Molise e Val d'Aosta ne spettano rispettivamente due e uno).

    Ai lavori del Senato partecipano, ma senza poter votare, rappresentanti delle regioni e delle autonomie locali.

  • Riduzione del numero dei parlamentari:

    I deputati scendono da 630 a 500, i senatori da 315 a 252.

    Restano 18 (ma saranno tutti deputati) i parlamentari eletti dagli italiani all'estero.

    I “deputati a vita” prendono il posto dei senatori a vita e scendono da cinque a tre.

  • Età ed eleggibilità:

    Si abbassa il limite d'età per poter essere eletti: basterà aver compiuto 21 anni (ora ne servono 25) per entrare a Montecitorio e 25 (invece di 40) a palazzo Madama.

    Al Quirinale potrà entrare anche chi ha solo 40 anni (oggi ne servono 50). Resta sempre in carica 7 anni.
  • Durata della legislatura:

    La Camera è eletta per 5 anni.

    I senatori eletti in ciascuna regione restano in carica fino alla data della proclamazione del nuovo consiglio regionale.
  • Alle opposizioni le commissioni di garanzia:

    Esponenti dei gruppi di opposizione presiederanno le commissioni o i comitati con compiti di ispettivi, di controllo e di garanzia.
  • Cambia l'iter delle leggi:

    Sparisce il bicameralismo perfetto: che ha funzionato fino ad oggi. La Camera esamina le leggi su materie riservate allo Stato (ad esempio politica estera, difesa, giustizia, ecc.)

    Il Senato ha 30 giorni (15 se si tratta di decreti) per proporre modifiche, ma la parola definitiva spetta a Montecitorio.

    Il Senato esamina leggi che riguardano le materie concorrenti, cioè quelle riservate sia allo Stato che alle Regioni. La Camera può proporre modifiche ma è il Senato ad avere la parola definitiva.

    Alcune questioni quali la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni che riguardano i diritti civili e sociali (che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale), Senato e Camera legiferano alla pari. Se non trovano l'accordo entra i campo una terza assemblea, una commissione mista i cui 60 componenti sono indicati dai presidenti delle due Camere.
  • La Devolution:

    Alle regioni viene affidata la legislazione “esclusiva” per quanto riguarda l'assistenza e l'organizzazione sanitaria, l'organizzazione scolastica, la gestione degli istituti scolastici e di formazione, la definizione della parte dei programmi scolastici e formativi di interesse specifico della regione, la polizia amministrativa regionale e locale.

    Il governo però può bloccare una legge regionale se ritiene che pregiudichi l'interesse nazionale: invita la regione a cancellarla ma se la risposta è negativa sottopone la questione al Parlamento in seduta comune che ha 15 giorni di tempo per annullarla.
  • Referendum confermativo sempre possibile:

    Il referendum sulle leggi costituzionali sarà sempre possibile anche quando i testi vengono approvati dal entrambe le Camere con un'ampia maggioranza nella seconda votazione (i due terzi dei componenti).
  • I poteri del Quirinale:

    Il presidente della Repubblica rappresenta la nazione, è garante della Costituzione e dell'unità federale della Repubblica. È eletto da un'assemblea formata da deputati, senatori, presidenti delle Regioni, e da due delegati per ciascun consiglio regionale.

    l capo dello Stato, rispetto ad oggi, perde il potere di sciogliere le Camere e di dare l'incarico di formare il governo. Può inviare messaggi alle Camere, promulga le leggi, nomina i funzionari dello Stato, i presidenti delle Authority e del Cnel, comanda le forze armate, presiede il Csm e ne nomina il vicepresidente, può concedere la grazia.
  • Il Premier:

    Arriva l’elezione diretta.

    Non ha più bisogno della fiducia della Camera per insediarsi (ma solo un voto sul programma).

    La sua legittimazione avviene al momento dell'elezione, che è di fatto una elezione diretta.

    I candidati premier si collegano con i candidati alla Camera (oppure con una o più liste di candidati a deputati).

    Sulla base del risultato elettorale il Capo dello Stato deve nominare premier il candidato della coalizione vincente. Il premier è un vero capo del governo, determina (e non più dirige) la politica dell'esecutivo e ha il potere di nomina e revoca dei ministri e di sciogliere la Camera.
  • Sfiducia costruttiva e norma antiribaltone:

    Se il premier decide di sciogliere la Camera, i deputati della maggioranza possono reagire presentando una mozione di sfiducia che deve indicare anche il nome del nuovo premier.

    Per salvarsi dalla sfiducia, il premier non potrà contare sul voto delle opposizioni: se si verificasse un caso del genere sarebbe costretto ugualmente alle dimissioni.

    Dunque sono impossibili i ''ribaltonì', cioè i cambi di maggioranza durante la legislatura.
  • Il CSM:

    I componenti del Consiglio superiore della magistratura vengono eletti per i due terzi dai magistrati, per un sesto dalla Camera e per un sesto dal Senato federale.
  • La Corte Costituzionale:

    I giudici che la compongono sono sempre 15 ma salgono da cinque a sette quelli di nomina parlamentare: quattro ne nomina il Senato federale e tre la Camera.

    Il presidente della Repubblica ne nomina altri quattro (uno in meno di oggi), mentre gli ultimi quattro sono indicati dai magistrati.

Tornano, invece, (rispetto alla riforma varata nella scorsa legislatura dal centrosinistra) ad essere di competenza dello Stato la tutela della salute, le grandi reti strategiche di trasporto e di navigazione di interesse nazionale, l'ordinamento della comunicazione, l'ordinamento delle professioni intellettuali, la produzione, il trasporto e la distribuzione nazionali dell'energia, l'ordinamento di Roma, la promozione internazionale del made in Italy.

I riflettori della politica fanno appena in tempo a spegnersi sull'Aula del Senato, che già sul ddl di riforma della Costituzione prende il via la 'guerra dei tempi' per il referendum confermativo. Il governo li indica dopo le elezioni politiche del 2006, mentre l'opposizione ritiene indispensabile si faccia prima.



 


 N o t i z i e
  IL CIRCOLO SARDO ICHNUSA DI MADRID PRESENTA IL LIBRO "HOMBRES Y DINERO" DI PIETRO MAURANDI.   08/05/2012

Lunedi' 14 Maggio, Madrid (Festa di San Isidro), alle ore 20 presentazione del romanzo, "HOMBRES Y DINERO" di e con, Pietro Maurandi, letture drammatizzate, attrice Lia Careddu (Teatro Stabile della Sardegna) - Spazio, "I Saloni di Milano", Istituto Italiano di Cultura, c/Mayor 86 (Metro L 2, 5, Ramal, OPERA)

"Pensavo di dover indagare semplicemente su due delitti…" disse don Herrera a Pasqual."E non è così?" gli chiese l’archivista. "Non proprio, perché mi sono trovato di fronte alla Sardegna spagnola, una cosa ben più complicata."

Ventun giugno 1668: don Agustin de Castelvì, marchese di Laconi, prima voce dello Stamento militare, muore in un agguato presso la carrer Mayor del Castell.  

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  INIZIATIVE DI FORMAZIONE DELL'ISTITUTO FERNANDO SANTI DELL'EMILIA ROMAGNA A MAR DEL PLATA.   08/05/2012

Il 14 maggio prossimo prenderà il via a Mar del Plata  un nuovo corso di formazione e riqualificazione per operatori di Piccola e Media Impresa (PYME) del settore agroalimentare.
L'iniziativa - sottolinea Renzo Bonoli consultore per l'Istituto Fernando Santi- vuole contribuire all'obiettivo della Regione Emilia Romagna per il rafforzamento, con legami concreti, delle relazioni fra  emiliano romagnoli impegnati in attività produttive.
Il progetto formativo, rivolto ad imprenditori emiliano romagnoli della zona,  si svolgerà presso la sede dell'INTA e si articola in due moduli didattici che saranno svolti dalla dr.ssa Claudia Ferreyra che da alcuni anni opera con profitto e grande professionalità in collaborazione con l'Istituto Fernando Santi dell'Emilia Romagna.

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  DAL 30 APRILE AL 9 MAGGIO 2012 LO STAGE ITINERANTE PER GIOVANI DISCENDENTI SARDI RESIDENTI ALL'ESTERO.   08/05/2012

"E' necessario un graduale ricambio generazionale all'interno dell'organizzazione dei 'Sardi nel mondo',affiancando coloro che hanno avuto il grande merito di creare una fitta rete di associazioni e di attività." Lo ha detto l'assessore del Lavoro della Regione Sardegna, Antonello Liori,incontrando un gruppo di giovani argentini, tra i 18 edi 30 anni, discendenti di emigrati sardi. I ragazzi partecipano ad un progetto regionale, finanziato dall'Assessorato regionale ed organizzato dalla Federazione Argentina con la collaborazione dell'Istituto Fernando Santi, che punta a far conoscere la terra dei loro avi. In nove giorni, i giovani argentini, che appartengono ai circoli di Buenos Aires, Tucuman, Rosario, Mar del Plata, San Isidro, VillaBosch e La Plata, visiteranno Cagliari (dove hanno assistito alla sagra di Sant'Efisio), Iglesias, Carbonia, Barumini, Nuoro,Orgosolo, Olbia, Sassari, Alghero e Castelsardo.

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  I CIE: UNO DEGLI "SPRECHI DA SEGNALARE".   07/05/2012

Il presidente del Consiglio Monti invita i cittadini italiani a segnalare via web gli sprechi che potrebbero essere eliminati. Insieme al taglio della spesa per gli F35 e alla cancellazione della parata militare del 2 giugno, suggeriamo un altro capitolo di bilancio della spesa pubblica che potrebbe essere utilmente tagliato per finanziare invece le politiche di welfare e di inclusione sociale. Si tratta degli stanziamenti previsti per i Centri di identificazione ed espulsione (CIE).

Nel pieno di una crisi economica che non ha precedenti nel secondo dopoguerra, la legge di bilancio 2012 ha previsto un aumento delle risorse destinate alla attivazione, alla locazione e alla gestione dei centri di identificazione e espulsione per stranieri irregolari.

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  LA MANIFESTAZIONE DI GENOVA PER I 120 ANNI DEL PSI.   02/05/2012

A Genova centoventi anni fa, nella sala Sivori, i socialisti di Filippo Turati celebravano nel giro di poche ore la nascita del partito e la loro prima divisione: in giornata si consumo' la rottura con gli anarchici e Turati con i suoi cambio' sede.

Il 15 agosto del 1892 nacque a Genova, nella sala Sivori, il Partito dei Lavoratori Italiani, unione della corrente riformista di Filippo Turati e di tutti quei movimenti operai di ispirazione marxista che si battevano per l’uguaglianza e la giustizia sociale. Un anno dopo, durante il congresso di Reggio Emilia, il partito assunse finalmente il nome che porterà con orgoglio per più un secolo, quello di Partito Socialista Italiano. A cento eventi anni di distanza, sabato 28 aprile 2012, il PSI sceglie di celebrare quello storico evento a Genova, nella stessa sala che diede la luce a cuore ed anima del riformismo italiano. Il nostro giornale Avanti! ha voluto ricostruire un affresco con il ricordo di quanti tra i più importanti giuristi, storici e sociologi italiani hanno vissuto in prima persona gli anni critici del socialismo italiano.

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  CONTRIBUTO PER IL RILASCIO ED IL RINNOVO DEL PERMESSO DI SOGGIORNO.   02/05/2012

Circolare del Ministero dell’Interno - Direzione centrale dell’immigrazione e della polizia delle frontiere del 2 aprile 2012 prot. 2665

Il Ministero dell’Interno chiarisce i dubbi sul "Contributo per il rilascio ed il rinnovo del permesso di soggiorno", entrato in vigore il 30/01/2012 con il Decreto 6 ottobre 2011.
Con circolare del 2 aprile 2012 n. 2665, informa che:
    il duplicato del permesso di soggiorno non è esentato dal nuovo contributo. I cittadini stranieri sono tenuti al pagamento del contributo nei casi di richiesta di "duplicato". L’importo da corrispondere è in relazione al periodo di validità del nuovo permesso di soggiorno rilasciato;

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  DECRETO FLUSSI 2012: DAL 20 APRILE LA PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE.   27/04/2012

Dal 20 aprile 2012 è possibile presentare le domande di nulla osta per ingresso per lavoro per i lavoratori extracomunitari stagionali e per i lavoratori extracomunitari non stagionali che abbiano completato nei paesi di origine programmi di istruzione e formazione.

A seguito della pubblicazione in Gazzetta ufficiale del DPCM di programmazione transitoria dei flussi d'ingresso dei lavoratori non comunitari stagionali e di altre categorie nel territorio dello Stato per l'anno 2012 del 13 marzo 2012, dalle ore 8,00 del 20 aprile e fino alle ore 24 del 31 dicembre 2012 i datori di lavoro residenti in Italia potranno inoltrare domanda di nulla osta al lavoro.

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  IN FRANCIA I LAVORATORI ATTIVI ED I PENSIONATI SINDACALIZZATI SONO CON HOLLANDE.   26/04/2012

Il recente  voto nelle elezioni presidenziali di Francia  conferma i risultati dell'indagine campione sugli orientamenti al voto pubblicata dal sito della Fondazione Jean Jaures.
Dal 21 al 23 aprile 2012 per conto del giornale l'Humanite' un sondaggio dell'IFOP  ha preso in esame un campione di 6120 persone  rappresentative della popolazione francese di 18 anni e più anni, iscritte nelle liste elettorali, all'interno del quale sono state isolate le risposte di 3610 persone in attività (salariati o disoccupati che avevano già lavorato) di cui 1342 si dichiarano vicini ad una organizzazione sindacale. La rappresentatività del campione è stata assicurata con il metodo delle quote( sesso, età,professione della persona intervistata) a seguito di una stratificazione per regione e categoria.

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  25 APRILE: ACLI E PARTIGIANI CRISTIANI PER LA RESISTENZA.   26/04/2012

Gruppi di lavoro per formare i giovani ai valori della Resistenza e della Costituzione. "Non dell’antipolitica c’è bisogno, ma della partecipazione e della responsabilità"

Le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani (Acli) e l’Associazione nazionale dei partigiani cristiani (Anpc), per celebrare insieme il 25 aprile, anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, annunciano la promozione di "Gruppi di lavoro per la Resistenza e la Costituzione". L’iniziativa mira a formare i giovani e le nuove generazioni, attraverso iniziative comuni, alla responsabilità sociale e alla partecipazione, sul solco tracciato dalla tradizione politica dei cattolici.

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