"L'ASSOCIAZIONISMO SOCIALE ALL'ESTERO: RUOLO E RAPPRESENTANZA". Intervento di Laura Garavini, coordinatrice organizzativa Uim.
14/12/2006
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CONVEGNO 13 DICEMBRE 2006 - Sala Convegni di "Casa S. Bernardo" Via Laurentina 229 Roma
Intervento di Laura Garavini, coordinatrice organizzativa Uim
Politiche regionali per l'emigrazione - Un'analisi comparativa delle Consulte
Le associazioni che si occupano di italiani all'estero hanno a che fare sempre di più con le diverse politiche regionali in materia di emigrazione. Ecco perché abbiamo ritenuto opportuno partire proprio da un'analisi comparativa delle politiche regionali per l'emigrazione, analizzando lo strumento fondamentale di cui si sono dotate le Regioni per realizzarle, vale a dire le Consulte regionali all'emigrazione. Le Consulte esistono ormai da trent'anni. Sono un punto di collegamento fondamentale tra le Regioni e gli italiani all'estero e negli ultimi anni hanno svolto un ruolo sempre più determinante tra l'Italia e i corregionali fuori dall'Italia. Ma che cosa hanno significato e che cosa significano concretamente per gli italiani all'estero le Consulte all'emigrazione e qual è la Consulta ideale? Molto spesso le nostre associazioni all'estero riscontrano grosse differenze tra gli interventi di una Regione e l'altra. Si verifica infatti che connazionali nelle stesse condizioni di bisogno e muniti degli stessi requisiti ottengono aiuti diversi dalle singole Consulte, dalle singole Regioni, a seconda della diversa provenienza regionale. In modo analogo tanti cittadini italiani non possono partecipare a misure formative o socio-culturali dal momento che sono offerte solo da alcune Regioni e possono andare ad esclusivo beneficio degli appartenenti alla Regione stessa. Questo studio non pretende di essere esaustivo. Vuole contribuire ad illuminare l'importante lavoro svolto dalle Consulte regionali all'emigrazione, mettendone in risalto gli aspetti più positivi ed individuando al contempo quegli aspetti per i quali ci possono essere margini di miglioramento che possano rendere le Consulte ancora più moderne, più efficaci e più vicine alla realtà dei nostri connazionali all'estero. Lungi dal pretendere l'omogeneizzazione delle leggi regionali in materia di emigrazione, il presente lavoro vuole essere uno spunto di riflessione in direzione di un'armonizzazione delle singole Leggi regionali, al fine di arrivare a garantire un più equo esercizio dei diritti da parte dei connazionali all'estero, indipendentemente dalla provenienza regionale. Per arrivare a questo risultato siamo partiti dall'analisi delle strutture delle diverse Consulte, dei riferimenti legislativi delle singole Regioni e le abbiamo comparate sotto molteplici punti di vista.
Una legislazione relativamente recente Più della metà delle leggi regionali di riferimento in materia di emigrazione sono leggi recenti, infatti sono state emanate per il 53% delle Regioni dopo il 2000 (11/21). Un ulteriore 19% di Regioni fa riferimento a leggi emanate tra il 1995 e il 1999 (4/21). Invece più di un quarto delle leggi regionali (28%) sono alquanto datate e risalgono a normative emanate negli anni 80 o comunque prima del 1994 (6/21).
Le consulte all'emigrazione: un'esperienza ormai consolidata La maggior parte delle Regioni vanta un'esperienza ormai pluriennale nell'attività delle Consulte all'emigrazione, basti pensare che: " un quarto delle Consulte è stato costituito già nella metà degli anni '70 (5/18) " un quarto si è costituito negli anni '80 (4/18) " quasi la metà delle consulte oggi operanti si è costituita nel corso degli anni '90 (8/18)
Quanti consultori all'interno delle Consulte? Le Consulte all'emigrazione delle Regioni italiane coinvolgono complessivamente oltre 700 consultori, con un numero medio di 40 componenti per ogni Consulta, numero ragionevole al fine di consentire una proficua operatività alla Consulta stessa.
Politiche per il futuro: i giovani presenti nelle Consulte Solo 6/20 prevedono per legge una presenza minima di giovani tra i componenti della Consulta. Il coinvolgimento e la partecipazione attiva delle giovani generazioni è lo strumento migliore a nostro avviso per garantire da un lato il futuro dell'associazionismo in emigrazione e dall'altro per permettere un salto di qualità dell'associazionismo stesso. Giovani partecipi, protagonisti e attori delle politiche per l'emigrazione possono contribuire a trasformare l'associazionismo emigratorio da un fenomeno datato, storicamente negativo, ad una realtà positiva, innovativa e al passo con i tempi. E' importante secondo noi che le politiche regionali all'emigrazione puntino sui giovani e li coinvolgano in prima persona. Ecco perché sono sicuramente da lodare quelle regioni che hanno previsto nella loro legislazione un numero minimo di consultori giovani (Puglia, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Molise) provenienti dall'estero. Particolarmente positivi sono inoltre i casi della Toscana, della Calabria e del Molise che hanno previsto anche l'istituzione di una vera e propria Consulta (o Consiglio) dei giovani. Ottimo l'impegno da parte di Toscana, Puglia, Sardegna, Emilia e Lazio di prevedere una quota di fondi specifici a favore di iniziative rivolte a giovani corregionali all'estero. Particolarmente utili possono rivelarsi gemellaggi, interscambi, finanziamenti di stage e di permanenze in Italia rivolti ai giovani. Tutto questo può avere un riscontro positivo sulle giovani generazioni aumentando la loro motivazione a partecipare e a rendersi promotori della vita associazionistica all'estero, e quindi a tenere vivo l'impegno della società civile in termini solidaristici, civili, rappresentativi con la Regione di provenienza.
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