Istituto Fernando Santi                                                 



SICILIA - LA DENUNCIA DELLA FLAI CGIL : "NELLE NOSTRE CAMPAGNE C'E' LA SCHIAVITU' "    16/1/2006

"Migliaia di persone provenienti dall'Est europeo vengono utilizzate nelle campagne della Sicilia in condizioni quasi di schiavitu', con forme estreme di sfruttamento che arrivano fino all'abuso sessuale". Una denuncia grave e circostanziata, quella lanciata oggi dalla Flai Cgil siciliana, nel corso di una conferenza stampa sui problemi del mondo agricolo dell'isola in vista del congresso regionale di categoria che si terra’ il 9 e 10 gennaio a Catania. Il segretario generale della categoria, Salvatore Lo Balbo, ha parlato di 'imprenditori senza scrupoli che nelle piazze delle principali citta' siciliane rastrellano manodopera di extracomunitari ai quali sottraggono persino i passaporti, in cambio di pochi euro di paga ed estorcendo alle donne anche prestazioni sessuali'. La lotta contro 'le illegalita' e le nuove schiavitu' nel settore agroalimentare-ambientale, che non soffre peraltro di crisi -ha sottolineato Lo Balbo- sara' uno dei temi del congresso regionale della Flai Cgil siciliana', che ha l'obiettivo della 'valorizzazione del lavoro agricolo. Oltre alle nuove schiavitu' permangono infatti nel comparto -ha affermato Lo Balbo-  sottosalario e sommerso. Ad ogni giornata regolare di lavoro ne corrisponde una in nero'.

Il congresso della Flai Cgil regionale, che con 56.268 iscritti e’ la categoria piu’ numerosa della Cgil siciliana con presenza nei settori dell’agroindustria, della forestazione, della pesca, della zootecnia, trattera’ anche, tra gli altri, i temi della lotta contro la mafia delle campagne e della sicurezza alimentare. Dopo la relazione di Lo Balbo (intorno alle 11 del 9), alla guida della categoria da tre mesi, e’ in programma la comunicazione di Antonio Federico, direttore della fondazione Metes, su “L’agroalimentare energetico e le fonti rinnovabili”. Nel pomeriggio, alle 16.45, si svolgera’ una tavola rotonda coordinata dal giornalista Gianbattista Pepi, su “La mafia nelle campagne e la gestione delle aziende agricole confiscate”. Vi parteciperanno Rita Borsellino, Giuseppe Gennaro (magistrato a Catania), Gianluca Faraone, presidente della cooperativa Placido Rizzotto, Italo Tripi, segretario generale della Cgil siciliana. Le conclusioni del congresso saranno affidate martedi’ al segretario generale nazionale della Flai Cgil, Franco Chiriaco.

Nel documento politico che servirà da base di discussione per il congresso, la Flai denuncia "con chiarezza" che "l’utilizzo delle risorse pubbliche, comunitarie, nazionali e locali continua a coincidere con una mancata ristrutturazione dell’apparato produttivo e ad essere fonte di speculazioni, di assistenzialismi, di finanziamento di attività mafiose e criminali".

"La mafia - accusa il sindacato -, attraverso le sue organizzazioni territoriali, permane, con tutta la sua opprimente presenza, come ostacolo per lo sviluppo competitivo del comparto Agro-Alimentare-Ambientale e per l’apertura della nostra economia al resto del paese. Dove c’è denaro pubblico, inefficienza, condiscendenza sociale il sistema mafioso allunga i propri tentacoli per limitare le libertà individuali e collettive e per soggiogare interi territori. Dal controllo della immigrazione clandestina agli aiuti comunitari, dal controllo dei mercati generali e ittici alla macellazione illegale, dal condizionamento burocratico al mercato del lavoro, dalla gestione delle reti di trasporto alla compra-vendita dei terreni, le organizzazioni mafiose, forti di un retroterra culturale diffuso, riescono a fare sentire la loro presenza in maniera opprimente".

Per questo motivo - si legge sempre nel documento - "diventa sempre più pressante l’esigenza di rivendicare una forte e costante presenza dello Stato in tutto il territorio e non solo nelle città, di dare una maggiore visibilità alla gestione della cosa pubblica, di affermare una chiara presenza antimafiosa nel tessuto associativo e democratico. Dalle dichiarazioni di antimafiosità bisogna passare al contrasto territoriale, attraverso l’utilizzo delle armi della legalità e della coerenza democratica. La lotta contro l’economia clandestina, il lavoro nero, il neo-schiavismo, l’evasione fiscale, l’uso distorto del denaro pubblico, è elemento essenziale per contrastare la “cultura” e le organizzazioni mafiose che pregiudicano lo sviluppo del settore".
 
 
Fonte Rassegna Sindacale  

 


 N o t i z i e
  LIBRO VERDE DELLA COMMISSIONE EUROPEA SUL RICONGIUNGIMENTO FAMILIARE DEI CITTADINI DEI PAESI TERZI.   31/01/2012

Il ricongiungimento familiare è un istituto necessario per permettere agli immigrati di avere una vita familiare. Dal 2003 sono in vigore norme comuni europee in materia di immigrazione che regolano a livello dell'Unione le condizioni per l'esercizio del diritto al ricongiungimento familiare dei cittadini di paesi terzi1. La direttiva fissa le condizioni per l'ingresso e il soggiorno in uno Stato membro dei familiari di un cittadino di un paese terzo che soggiorna legalmente in quello Stato e che sono anch'essi cittadini di un paese terzo. La direttiva non si applica ai cittadini dell'Unione.

La direttiva, che al momento dell'adozione era considerata unicamente un primo passo verso l'armonizzazione, è stata successivamente criticata dalle ONG e dal mondo accademico perché stabiliva un livello di armonizzazione piuttosto limitato.

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  PSICHIATRIA DEMOCRATICA: "NECESSARIO REGOLAMENTO ATTUATIVO PER CHIUDERE GLI OPG".   31/01/2012

Per Emilio Lupo, Cesare Bondioli e Luigi Attenasio di Psichiatria Democratica (Pd), il riconoscimento da parte del Senato che gli Opg vanno chiusi al più presto, è un fatto politico importante, anche se - ammoniscono i tre Dirigenti di Pd - il processo di deistituzionalizzazione è soltanto all’inizio.

Per Pd non bisogna avere indugio alcuno e puntare dritti all’obiettivo, concretamente, attraverso un programma-percorso che preveda quanto segue:
1) che il Governo emani - dopo l’approvazione del testo anche da parte del Parlamento - un Regolamento attuativo che detti tempi e modi del processo di dismissione, d’intesa con le Regioni e con il coordinamento del Presidente Errani;

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  GUIDA: 18 ANNI IN COMUNE - I TUOI PASSI VERSO LA CITTADINANZA ITALIANA.   31/01/2012

Flavio Zanonato Vice Presidente ANCI con delega all’Immigrazione apre la guida con una prefazione che ricordando i 150 anni dell'unità d'Italia rammenta che storicamente il nostro Paese e' stato terra di emigranti ed è divenuto un Paese con una società multiculturale.

Cari ragazzi, care ragazze, a 150 anni dall’unità d’Italia, possiamo affermare che il nostro Paese, storicamente terra di emigranti, è diventato una società multiculturale. Voi, ragazzi nati da genitori stranieri che vivono la loro infanzia e adolescenza in Italia, contribuirete in maniera significativa a definire il livello e la qualità futuri del capitale umano della nostra comunità nazionale. Per mettere a frutto la ricchezza che rappresentate è indispensabile predisporre meccanismi efficaci di integrazione, a partire dal riconoscimento della cittadinanza italiana.

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