LA FONDAZIONE ANNA LINDH PER IL DIALOGO EUROMEDITERRANEO 21/12/2005
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La Fondazione Anna Lindh per il dialogo fra le culture euromediterranee (ALF) è la prima istituzione comune creata e finanziata dai 35 partner euromediterranei (25 UE e 10 Paesi Terzi Mediterranei - PTM). L’idea di questa Fondazione per il dialogo fra le culture euromediterranee è stata lanciata formalmente durante la Conferenza dei ministri degli esteri euromediterranei di Napoli, nel dicembre 2003; un anno dopo, la sua istituzione è stata ratificata dalla Conferenza dei ministri degli esteri dell’Aja.
La missione assegnata alla Fondazione è di avvicinare i popoli e gli organismi delle due sponde del Mediterraneo e avviare una partnership fra l’UE e i PTM nei settori sociale, culturale e umano e in particolare sviluppare le risorse umane, promuovere la comprensione reciproca fra le culture e incoraggiare gli scambi fra componenti della società civile.
Per realizzare tale missione la Fondazione si impegna a promuovere un concetto dinamico di dialogo fra le culture e le civiltà (intendendo il termine cultura nel suo significato più ampio, comprendente tutti gli aspetti della vita) e incoraggia la cooperazione intellettuale e le attività di capacity building in settori multidisciplinari, quali i diritti umani, la cittadinanza democratica, lo sviluppo sostenibile, l’apprendimento, la società dell’informazione e della conoscenza, le politiche di genere e i giovani.
La Fondazione, almeno nel suo stadio iniziale, opererà come una rete di reti: ognuno dei 35 Stati partecipanti ha identificato le istituzioni e gli organismi che, a livello nazionale, stanno operando per lo sviluppo del dialogo nel quadro delle società mediterranee e ha quindi creato la propria rete nazionale di tali enti, fra i quali ha selezionato quello che agirà come capo e referente della rete nazionale (nodo nazionale): per l’Italia il referente nazionale è la Fondazione Mediterraneo, che ha sede a Napoli; i membri della rete sono 49.
La Fondazione svolgerà un ruolo centrale nel mobilitare le reti nazionali, in particolare attraverso il sostegno della rete dei nodi nazionali e l’assistenza ai membri delle reti perché possano attivare scambi di esperienze e condividere buone prassi per lavorare al meglio insieme al fine di incoraggiare il dialogo fra le culture.
La Fondazione è attiva dall’aprile 2005: il suo direttore esecutivo è il Dr. Traugott Schoefthaler, di nazionalità tedesca, coadiuvato da un Consiglio di amministrazione. In base al suo programma di lavoro, la Fondazione per il triennio 2005-2008, sarà attiva nei seguenti settori:
1. Il nostro futuro comune (Our common future), linea d’azione finalizzata a raggiungere il più alto numero possibile di giovani per invitarli a condividere le loro esperienze e lavorare insieme senza frontiere di divisione.
2. Il viale delle multiprospettività (Avenues of multiperspectivity), che si propone di offrire contenuti dedicati all’istruzione e invitare i giovani ad apprendere insieme in tutti gli aspetti della vita.
3. La nostra diversità creativa (Our creative diversity), con l’obiettivo di tradurre i benefici dall’emergente consenso internazionale sul concetto di diversità culturale in proposte di cooperazione euromediterranea.
4. Scienza senza frontiere: programma Fernand Braudel-Ibn kaldoun, con lo scopo di disegnare un meccanismo sinergico per la promozione di uno spazio euromediterraneo per l’alta formazione e per le scienze
5. Società dell’informazione euromediterranea
6. Empowerment delle donne
Una parte delle attività della Fondazione saranno attuate attraverso progetti realizzati dai membri delle reti, in collaborazione con altri soggetti (riuniti in partenariati di almeno 2 soggetti, 2 UE e 2 PTM, dei quali almeno uno per ogni parte sia membro della propria rete nazionale), co-finanziate dalla fondazione sulla base di inviti a presentare proposte il primo dei quali è stato pubblicato nel novembre 2005 (illustrata nella sezione "news bandi").
La Fondazione è stata intitolata ad Anna Lindh, ministro degli esteri svedese che aveva promosso l’idea della creazione di una fondazione per il dialogo fra le culture e che è stata assassinata nel settembre 2003, prima di veder realizzato il suo desiderio.
La sede della Fondazione è Alessandria d’Egitto, ospitata congiuntamente dalla Biblioteca alessandrina e dall’Istituto svedese ad Alessandria. Come riconoscimento per le offerte fatte da Italia, Cipro e Malta nelle loro attività all’interno della rete, la Fondazione presterà particolare attenzione a realizzare eventi in tali Paesi.
Maria Grazia Gotti
Fonte Europa facile
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PSICHIATRIA DEMOCRATICA: "NECESSARIO REGOLAMENTO ATTUATIVO PER CHIUDERE GLI OPG".
31/01/2012 |
Per Emilio Lupo, Cesare Bondioli e Luigi Attenasio di Psichiatria Democratica (Pd), il riconoscimento da parte del Senato che gli Opg vanno chiusi al più presto, è un fatto politico importante, anche se - ammoniscono i tre Dirigenti di Pd - il processo di deistituzionalizzazione è soltanto all’inizio.
Per Pd non bisogna avere indugio alcuno e puntare dritti all’obiettivo, concretamente, attraverso un programma-percorso che preveda quanto segue:
1) che il Governo emani - dopo l’approvazione del testo anche da parte del Parlamento - un Regolamento attuativo che detti tempi e modi del processo di dismissione, d’intesa con le Regioni e con il coordinamento del Presidente Errani;
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GUIDA: 18 ANNI IN COMUNE - I TUOI PASSI VERSO LA CITTADINANZA ITALIANA.
31/01/2012 |
Flavio Zanonato Vice Presidente ANCI con delega all’Immigrazione apre la guida con una prefazione che ricordando i 150 anni dell'unità d'Italia rammenta che storicamente il nostro Paese e' stato terra di emigranti ed è divenuto un Paese con una società multiculturale.
Cari ragazzi, care ragazze, a 150 anni dall’unità d’Italia, possiamo affermare che il nostro Paese, storicamente terra di emigranti, è diventato una società multiculturale. Voi, ragazzi nati da genitori stranieri che vivono la loro infanzia e adolescenza in Italia, contribuirete in maniera significativa a definire il livello e la qualità futuri del capitale umano della nostra comunità nazionale. Per mettere a frutto la ricchezza che rappresentate è indispensabile predisporre meccanismi efficaci di integrazione, a partire dal riconoscimento della cittadinanza italiana.
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MIGRAZIONE TUNISINA: UNA RICERCA INDAGA LE MOTIVAZIONI DEI PIU' GIOVANI.
31/01/2012 |
I giovani tunisini hanno lasciato il loro paese non tanto a causa del processo di cambiamento politico in atto ma per l’impossibilità di pensare e progettare il loro futuro in patria. E’ quanto emerge dalla ricerca “La mobilità giovanile tunisina all’indomani della rivoluzione dei gelsomini” realizzata dall’Organizzazione internazionale delle migrazioni.
Svolta nell’ambito del progetto Pro.me.t.e.o – PROmoting Migration Expertise for Trafficking Eradication and Opposition e finanziata dal Ministero degli Affari Esteri italiano, la ricerca ha avuto l’obiettivo di esplorare le ragioni individuali e collettive che hanno portato i giovani tunisini alla decisione di partire verso l’Europa, fornendo così elementi utili allo sviluppo di strategie di prevenzione della migrazione vulnerabile in Tunisia e di accoglienza in Italia.
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