Istituto Fernando Santi                                                 



CULTURA - Allestita a Spalato la mostra degli artisti dalmati italiani.    13/12/2005

Recuperare la secolare tradizione di amicizia tra due popoli con la medesima matrice storica

SPALATO - Dopo Roma, Trieste e Zara, è stata allestita anche a Spalato la mostra itinerante "Artisti dalmati italiani contemporanei", che, inaugurata il 18 novembre scorso, presso il Museo dei Monumenti Archeologici Croati, è rimasta aperta al pubblico sino al 4 dicembre. L'iniziativa, realizzata con il contributo del Governo italiano, è stata organizzata dalla Fondazione Rustia Traine di Trieste, che svolge un'interessante opera di rilancio della cultura dalmata e si inserisce nell'ambito delle manifestazioni che accomunano la cultura italiana e quella croata.

La Fondazione, che ha già rivisitato in Italia e in Croazia autori musicali come Francesco de Suppé Demelli, noto anche come Franz von Suppé, con una raffinata edizione della Missa dalmatica e di concerti che hanno rivalutato le ouvertures di operette, con questa mostra ha inteso valorizzare la componente italiana della Dalmazia, al fine di recuperare la secolare tradizione di amicizia tra i popoli che è stata interrotta per oltre mezzo secolo dalle guerre che hanno lacerato l'Europa e trasformato in nemici popolazioni che hanno la medesima matrice culturale e storica.

Così in mostra vi sono le opere più significative di sei artisti: Tullio Crali, nato a Igalo, nella Dalmazia montenegrina, aeropittore di fama mondiale amico e collaboratore del movimento Futurista di Marinetti, le cui opere sono presenti in numerosi musei italiani, francesi e spagnoli; Giuseppe Lallich di Spalato, che ritrasse il folclore dei Morlacchi, le donne ragusee nei loro abiti tradizionali e numerose vedute della Dalmazia centro meridionale; Ottavio Missoni di Ragusa, che con i suoi arazzi, già esposti in musei americani e italiani ed in una mostra a Zagabria, ha rivisitato artisticamente colori e accostamenti dei vestiti tradizionali dalmati; Secondo Raggi Karuz di Zara, un pittore particolarmente apprezzato alla Corte del Crisantemo, presente in numerosi musei di Tokyo e a cui va ascritto il merito di aver conciliato attraverso la simbologia dalmatica il pensiero zen e la tradizone spiritualista occidentale; Franco Ziliotto di Zara, astrattista, pittore della luce, che ha conciliato i colori solari e mediterranei della Dalmazia con gli esperimenti della più spinta avanguardia pittorica europea; ed, infi ne, Waldes Coen di Spalato, laureato a Zagabria e a Venezia, autore di numerose sculture lignee e di bronzetti che ricordano le esperienze del croato Rendic e della scuola veneta dalmatica.

L'esposizione è stata accompagnata da un ricco catalogo in lingua italiana, croata e francese, distribuito anche a Roma, Trieste e Zara, e che sarà disponibile anche per le prossime mostre di Milano e Parigi, che concluderanno, nella primavera del 2006, il viaggio ideale di questa esposizione itinerante internazionale.

La mostra ha trovato largo consenso in Italia e in tutta la Croazia, come dimostra il successo riscontrato nella cinquecentesca sala del Primaticcio a Roma. Ospite d'onore all'inaugurazione di quella prima tappa dell'esposizione è stato l'ambasciatore di Croazia a Roma, Drago Kraljevic, ma molte sono state le autorità e gli uomini di cultura che hanno poi visitato la mostra. Tra questi, il ministro italiano per i Rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi, il sottosegretario agli Affari Esteri Roberto Antonione, il regista premio Oscar Giuseppe Tornatore, l'attore dalmata Gianni Garko e lo scrittore spalatino Enzo Bettiza.

La mostra si è avvalsa, inoltre, del patrocinio della città di Trieste concesso al fine di facilitare l'incontro tra le due sponde. D'altronde, come ha sottolineato il presidente della Fondazione Rustia Traine, Renzo de'Vidovich, "spetta all'arte e alla cultura faticosamente recuperare attraverso gli intellettuali e gli uomini politici d'avanguardia il ricongiungimento di tutti i popoli del Vecchio continente riuniti in un'unica Patria europea".

Dopo i successi di Roma, Trieste e Zara, purtroppo l'allestimento della mostra itinerante degli artisti dalmati italiani contemporanei a Spalato ha avuto una coda polemica a causa della presenza nel Catalogo dell'esposizione di un accenno alla nazione dalmata.

L'on. Renzo de'Vidovich ha chiarito tutti i malintesi con una conferenza stampa a Spalato nella quale ha sottolineato gli intenti esclusivamente culturali e artistici dell'iniziativa. Le polemiche, in ultima analisi, hanno avuto il merito di pubblicizzare ulteriormente la mostra e il ruolo della cultura italiana dalmata quale ponte fra le due sponde dell'Adriatico.



 N o t i z i e
  ALFREDO ZOLLA CI HA LASCIATI.   01/02/2012

Ieri pomeriggio se ne è andato  nel sonno Alfredo Zolla. Accanto a lui sua moglie Antonella.

Se ne va un pezzo di storia antirazzista di Roma Capitale, ci lascia uno dei primi che si impegnarono a sostegno dei migranti e delle loro famiglie,  tramutando la solidarietà di base,  allora diffusa, in organizzazione dei diritti delle persone immigrate e contribuendo alla crescita di ruolo dei lavoratori immigrati dentro l'organizzazione della CGIL.

Alfredo fa parte di una cerchia non estesa di persone che ha lasciato il segno nella rete  di persone ed organizzazioni sociali che operano accanto alle persone immigrate,per l'impegno forte e per la capacità di dare  concretezza alle idee di nuova cittadinanza e di reciproca integrazione fra vecchi e nuovi cittadini.

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  IL PAESE DI FRONTE - Gli albanesi d'Italia festeggiano i 100 anni dell'Indipendenza.   01/02/2012

L’Ambasciata della Repubblica d’Albania, "Bota Shqiptare" - il giornale degli albanesi in Italia, e la Consulta Cittadina per l'Immigrazione di Roma Capitale organizzano il mese della cultura albanese a Roma.

Dal 4 febbraio al 3 marzo 2012, in un mosaico culturale fatto di mostre di pittura e fotografiche, di un’esposizione di importanti documenti e stampe dell’Archivio Centrale, che hanno segnato i 100 anni dello Stato, di convegni e proiezione di film e tanto altro ancora, verrà presentata nella città eterna l’Albania, il paese di fronte.

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  LIBRO VERDE DELLA COMMISSIONE EUROPEA SUL RICONGIUNGIMENTO FAMILIARE DEI CITTADINI DEI PAESI TERZI.   31/01/2012

Il ricongiungimento familiare è un istituto necessario per permettere agli immigrati di avere una vita familiare. Dal 2003 sono in vigore norme comuni europee in materia di immigrazione che regolano a livello dell'Unione le condizioni per l'esercizio del diritto al ricongiungimento familiare dei cittadini di paesi terzi1. La direttiva fissa le condizioni per l'ingresso e il soggiorno in uno Stato membro dei familiari di un cittadino di un paese terzo che soggiorna legalmente in quello Stato e che sono anch'essi cittadini di un paese terzo. La direttiva non si applica ai cittadini dell'Unione.

La direttiva, che al momento dell'adozione era considerata unicamente un primo passo verso l'armonizzazione, è stata successivamente criticata dalle ONG e dal mondo accademico perché stabiliva un livello di armonizzazione piuttosto limitato.

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