Istituto Fernando Santi                                                 



L'ASCESA DI AMIR PERETZ.    9/12/2005

QUESTIONI DI CLASSE

Nei paesi normali i sindacalisti possono arrivare a guidare partiti politici e persino governi. Ma Israele, finora, non è stato un paese normale. Amir Peretz, leader della federazione sindacale israeliana Histadrut, ha sbalordito gli esperti politici di tutto il mondo conquistando la guida del partito laburista e togliendola al vecchio Shimon Peres.

Un giornalista israeliano ha definito Peretz "l'ultimo socialdemocratico" del paese. Di solito è descritto come un leader sindacale appassionato e carismatico, mentre per i suoi oppositori è populista e demagogico, uno che divide. A prescindere da cosa si pensi, però, la sua vittoria ha sconquassato la scena politica israeliana con la forza di un uragano. Per capire cosa sta avvenendo, è necessario fare un passo indietro.

Dal 1967 gli israeliani si sono divisi tra “colombe” e “falchi”, cioè tra chi era disposto a rinunciare al territorio per avere la pace e chi no. Peretz è sicuramente una colomba, ma i suoi modi e la base del suo sostegno hanno poco a che fare con questa visione del processo di pace. Peretz sta cercando di ridefinire la politica israeliana su questioni completamente diverse, questioni “di classe”. Fino a una settimana dalle elezioni primarie, con quasi tutti i candidati (compreso l’ex primo ministro Eduh Barak) a sostegno dell’ottantaduenne Shimon Peres, a chiunque sembrava impossibile che si potesse realizzare il sogno di riportare la politica israeliana su questioni di classe. Chiunque tranne Peretz, ovviamente.

Il sindacalista e i suoi molti seguaci, lavoratori e attivisti, erano convinti che l’ex sindaco di una città dinamica come Sderot, il capo di numerosi scioperi e manifestazioni di protesta, sarebbe riuscito a risvegliare la sensazione di ingiustizia profonda nel paese, in cui la distanza tra i ricchi e i poveri non è mai stata tanto grande come in questi anni. Avevano ragione. Le aree popolari e operaie che rientrano nei 100 mila iscritti al partito laburista hanno votato in massa per Peretz. È stato un trionfo anche in città povere e periferiche come Afula e Beersheeba, dove il Likud ha dominato per una generazione. Shimon Peres invece ha avuto successo a Ra’anana e Kfar Saba, dove la piccola e media borghesia sostiene il Labour da molto tempo.

Peretz è stato fondatore del movimento Peace now e ha sempre sostenuto l’indipendenza di uno Stato palestinese, definendo l’occupazione della Cisgiordania “immorale”. Come leader di Histadrut, ha tentato di costruire ponti tra il sindacato israeliano e quello palestinese. La sua prima mossa da nuovo leader del partito è stata la visita alla tomba di Yitzhak Rabin, ucciso dieci anni fa, come per riaffermare che la pace tra Israele e Palestina è possibile. Poi ha annunciato il ritiro del partito laburista dal governo di unità nazionale, il che ha contribuito ad anticipare le elezioni al 28 marzo 2006.

Per quella data, come dice lo stesso Peretz, gli israeliani si troveranno a fare una scelta drastica. In altri paesi non è una novità. Ma in Israele segna la fine di decenni di paralisi e la possibilità che si ridefinisca il significato di destra e sinistra. Peretz ha mostrato che può attrarre il sostegno della gente tradizionalmente legata al Likud. La sua elezione è molto più che un semplice cambio di leadership nel partito laburista. E con la trasformazione della politica di questo paese, potrebbe avviarsi anche la conclusione del lungo conflitto tra israeliani e palestinesi.



Fonte Rassegna Sindacale


 N o t i z i e
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L'antologia  di scritti e discorsi di Prampolini,  che copre un arco di tempo che va dal 1910 al 1930, è a cura di Giorgio Boccolari, Mirko Carratteri e Nando Odescalchi.
L'iniziativa s'inquadra nell'attività storiografica promossa da ISMOS - Istituto per la Storia del Movimento Operaio fondato nel 1982 . L'istituto promosso da un gruppo di studiosi di area socialista è dedicato alla figura dell' avvocato Pietro Marani, originario di Fabbrico (RE), fine intellettuale e senatore socialista nell'immediato dopoguerra.
Le sue finalità sono quelle di promuovere ricerche sul movimento operaio e socialista, studi di storia orale, etnografia e folklore, monografie di storia economica e sociale, saggi e bibliografie prevalentemente calibrati sul territorio Reggiano e/o regionale.

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