Novita' - Appunti |
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IL DEBITO ECOLOGICO al World Social Forum
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La Campagna internazionale per il riconoscimento del Debito Ecologico è uno dei temi centrali del World Social Forum di Porto Alegre 2005. Dal 26 al 31 gennaio movimenti e associazioni si uniranno per discutere |
| 21/2/2005 |
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NON VIOLENZA: Da Gandhi a Capitini
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Ghandi, Il Mahatma
La pace internazionale.
In questa sezione si riporta che Gandhi pensi che se un uomo è buono o cattivo, ciò non riguarda soltanto lui ma anche tutta la comunità. Tutti gli uomini sono uguali agli occhi di Dio, sebbene esistano differenze di razza, di condizioni e di abitudini, e quindi deve esistere una fratellanza tra gli uomini che esclude il razzismo. |
| 19/2/2005 |
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L'ISTITUTO FERNANDO SANTI IN BRASILE
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A fine gennaio il vicepresidente dell’Istituto Fernando Santi, Rino Giuliani, in visita in Brasile há incontrato i soci dell’associazione presenti nello stato di San Paolo.
L’incontro e’ stato introdotto da Gianbattista Serra responsabile dell’Istituto per il Brasile.
I numerosi intervenuti si sono soffermati sulle iniziative in corso, formulando proposte di at-
tivita’ che verranno portate avanti nei mesi prossimi. |
| 18/2/2005 |
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ROMANIA SENZA TEMPO La parola al fotografo.
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Mi recai la prima volta in Romania nel 1993, al seguito di una missione umanitaria. Fu un’esperienza molto importante sul piano umano ma frustrante su quello della fotografia: ogni volta che incontravo una situazione o un luogo interessanti bisognava riprendere il viaggio.
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| 17/2/2005 |
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BARACK OBAMA: OSSERVAZIONI SU UNA POLITICA DELL'IMMIGRAZIONE INCLUSIVA.
09/07/2010 |
La questione migratoria è da sempre, negli Stati Uniti, argomento di aperto dibattito. All’inizio del secolo scorso, quando si pose il problema di limitare l’immigrazione europea, particolarmente quella meridionale e orientale; alla fine del New Deal, quando la mobilitazione bellica rese necessaria l’immigrazione di braccianti messicani; negli anni ’80, quando venne decretata l’unica grande sanatoria che regolarizzò la posizione di 3 milioni di immigrati. E nel decennio che ora si chiude, caratterizzato dai frustrati tentativi di risolvere la situazione di milioni di irregolari – prevalentemente latino-americani – fortemente radicati nel paese, ma con incerti diritti e a rischio di deportazione. A un anno e mezzo dal suo insediamento, varata la riforma sanitaria, Obama sembra deciso ad affrontare l’irrisolto problema. Il discorso del 1 luglio scorso all’American University di Washington è forse un primo decisivo passo. Ne presentiamo i passaggi più importanti.
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LA PAGELLA DEGLI IMMIGRATI E QUELLA DEL LEGISLATORE.
09/07/2010 |
Un anno fa, la legge n. 94/2009 ("Disposizioni in materia di sicurezza pubblica"), introduceva nella nostra legislazione l’istituto dell’"accordo di integrazione" a punti (art. 25 di detta legge), una sorta di pagella che dovrebbe certificare il percorso d’inserimento dell’immigrato nella società, e quindi la sua idoneità a restare nel nostro paese. C’è adesso una bozza del regolamento attuativo, in attesa dell’approvazione del Consiglio dei Ministri, che dovrebbe rendere operativo tale accordo. Potosì l’ha letta e non gli è per niente piaciuta e ve ne riferisce nelle righe che seguono, con qualche commento. La motivazione principale del giudizio fortemente negativo è semplice: la permanenza dell’immigrato nel paese non è subordinata al fatto che faccia un lavoro utile, che non incorra in reati, che viva in pace col suo prossimo o che sappia badare a se stesso e ai suoi familiari, ma al fatto che "superi" una serie di prove previste dall’accordo stesso e che, in parte, non sono condizione necessaria di civile convivenza.
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RIFUGIATI ERITREI IN LIBIA. CIR: NON C'E' PIU' TEMPO. SUBITO UNA SOLUZIONE.
05/07/2010 |
Dal centro di detenzione di Braq vicino Sebah nel sud del deserto libico arrivano allarmanti notizie sul rischio di vita a cui sono esposti i 245 rifugiati eritrei che, dopo i maltrattamenti subiti negli ultimi giorni, chiedono l’intervento internazionale per salvarsi.
"Abbiamo motivo di pensare che il governo italiano finalmente si stia muovendo, come dimostra anche il fatto che il Ministro degli Esteri Franco Frattini ha chiamato stamattina Savino Pezzotta Presidente del CIR. Ma non c’è più tempo da perdere. Ripetiamo con forza la nostra richiesta al Governo Italiano di trasferire e reinsediare i rifugiati in Italia" dichiara Christopher Hein, Direttore del Consiglio Italiano per i Rifugiati – CIR.
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MANOVRA: TAGLIATI 18 MILIONI DI EURO DAL DAP, DI CUI 7,4 MLN A MANTENIMENTO E RIEDUCAZIONE DEI DETENUTI.
23/06/2010 |
Il taglio ai fondi Fas previsto in manovra, nel 2011, ammonta a quasi 900 milioni di euro. Lo si legge nella tabella sui tagli lineari ai ministeri consegnata oggi in commissione Bilancio dal sottosegretario all'Economia, Luigi Casero. Nella tabella, alla voce ministero dello Sviluppo economico, si legge che nel 2011 la riduzione della dotazione finanziaria del Fas ammonta a 897.079.644, nel 2012 di 459.723.950, nel 2013 la riduzione è di oltre 1 miliardo di euro. Nella lista dei tagli, in testa per sacrifici nel 2011, ci sono poi: le politiche economico finanziarie e di bilancio del ministero del Tesoro con 159.908.003 euro di riduzione; l'istruzione, università e ricerca scientifica con 104.245.378 euro; pesanti anche le riduzioni di stanziamenti per la cultura che deve subire un taglio di oltre 58 milioni di euro.
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GIUSTIZIA: MA L'ERGASTOLO NON E' PEGGIO DELLA PENA DI MORTE? 21/06/2010 |
È stato ucciso mediante fucilazione un detenuto dello Utah condannato a morte nel 1985 per duplice omicidio. L’esecuzione solleva nel pubblico americano un’ondata di soddisfazione, riassumibile nel motto: meglio tardi che mai. Tutti sentono la morte come una pena più grave dell’ergastolo. La morte è la vera pena, spietata e totale, l’ergastolo è una mezza grazia. Eppure gira in questi giorni per il mondo un film bellissimo, premio Oscar 2010 come miglior film straniero, imperniato proprio su questo problema: il protagonista vuol far condannare chi ha ucciso la sua donna, ci riesce, gli danno l’ergastolo, ma purtroppo diventa un collaboratore della polizia (siamo in Argentina, con i militari al potere), e ben presto esce, libero, protetto, armato.
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