Il 21 marzo presso l'Aula magna della scuola Duca degli Abbruzzi in Roma si è svolto un dibattito dal titolo "Orientare per non escludere"
Tale evento è stato promosso da tre scuole superiori (via Asmara, G. Bruno, Catullo) della Provincia di Roma, dall'Istituto Fernando Santi e dall'Università di Tor Vergata che insieme sono anche promottori di un progetto pilota della Regione Lazio mirato al sostegno dei giovani che intendono accedere alle facoltà a numero chiuso. Cento saranno i giovani interessati all'attività di orientamento posta in essere dai promotori mentre oltre trecento sono state le domande di partecipazione.
L'intervento del prof. Piero Sammartino dell'Istituto Fernando Santi.
Piero Sammartino ha sottolineato come nelle prove di ammissione alle facoltà con numero programmatovi sia anche riservata una quota di posti per studenti non comunitari. Nella facoltà di Medicina per l'anno 2004 erano oltre 400 su un totale di circa 7000 in tutte le università pubbliche italiane.
C'è ragione di credere- ha proseguito Sammartino- che questa riserva non sia adeguata né tantomeno abbondante . Del resto l'università è stata fin dalla sua nascita il luogo privilegiato degli scambi internazionali e del dialogo fra culture e deve mantenere questo carattere come ragione costitutiva.
Chiunque i abbia frequentato l'università anche in anni lontani ricorda colleghi greci, iraniani, egiziani per ricordare solo alcune nazionalità fra le più frequenti nelle facoltà di medicina e nelle facoltà scientifiche.
Eppure in una prova di ammissione come quelle che si svolgono nelle nostre università uno studente, anche italiano di origine e magari con passaporto italiano proveniente dai paesi dell'emigrazione italiana e che quindi non abbia studiato in Italia, o che abbia pure studiato in Italia ma su un manuale non italiano appartiene a un gruppo svantaggiato.
Esiste quindi anche nella tematica dell'orientamento in uscita dalla scuola superiore e delle politiche del diritto allo studio come ormai in tanti altri aspetti della vita sociale ed economica del nostro Paese uno specifico problema dei migranti cui l'Istituto Fernando Santi intende contribuire a risolvere in collaborazione con le istituzioni scolastiche.
L'impegno dell'Istituto nel progetto "ORIENTARE PER NON ESCLUDERE"- ha sottolineato Sammartino- va inteso come concreta manifestazione della volontà di contribuire a ridurre, se non proprio di eliminare, le difficoltà aggiuntive per quei gruppi svantaggiati che vogliono frequentare le università italiane e provengono dagli ambienti dell'emigrazione italiana nei più diversi paesi del mondo come anche da popolazioni recentemente immigrate nel nostro paese e con le difficoltà di integrazione culturale e linguistica di cui si è già accennato.
E' in grado questo progetto di realizzare questo obiettivo? Di ridurre le difficoltà di gruppi svantaggiati nell'accesso all'università?
Il carattere della individualizzazione delle attività che si può conseguire seguendo i materiali prodotti e le prove simulate disponibili on line rende possibile procedere in questa direzione. E così pure la disponibilità di un forum assistito che aggiunge spazi di diversificazione dei percorsi e momenti dialogici.
Nel nostro Istituto- ha ricordato Sammartino- speravamo anche nella realizzazione di un altro progetto di cui ci siamo fatti promotori insieme all'Istituto Carducci di via Asmara più direttamente finalizzato all'acquisizione di capacità linguistiche per studenti immigrati che praticano l'italiano come seconda lingua, e che avrebbe potuto essere un primo stadio formativo al quale si poteva aggiungere il secondo stadio rappresentato da questo progetto. Sopraggiunte difficoltà burocratiche non lo hanno consentito. Contiamo di riproporlo in una prossima occasione.
Intanto potremmo diffondere alle associazioni e alle scuole italiane all'estero l'esistenza del progetto ORIENTARE PER NON ESCLUDERE e, anche senza poter ammettere nuovi corsisti alla fase finale dei corsi in presenza, concedere però una password per permettere a quei giovani che vorranno venire a sostenere le prove di affacciarsi a un portale formativo di sicura utilità.
Certamente e lo svantaggio culturale esistente tra le nuove generazioni può essere superato ma ci vuole tempo in specie a fronte di mezzi disponibili ancora così esigui.
Pensiamo tuttavia - ha concluso Sammartino - che anche soltanto un accorciamento delle distanze potrà favorire i giovani più meritevoli e offrir loro strumenti e informazioni indispensabili.
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