Istituto Fernando Santi                                                 



   Convegni

 

 

 

 

 

 



Minori immigrati a ricshio di devianza
Francesca Scalzo, Psicologa dell'Istituto penale minorile Meucci di Firenze

 

Il riferimento di questa comunicazione ha un valore di testimonianza, di un vissuto.  In questi anni ho prestato ascolto a molte persone straniere, sia nel contesto legato al penale minorile, l'IPM "Meucci" di Firenze, sia all'esterno, nel contesto sociale della realtà romana, essendo impegnata in qualità di psicoterapeuta transculturale in un'associazione di volontariato denominata U.I.S. (Unione Italiana di Solidarietà) e in una associazione internazionale contro il razzismo SOS Italia.

La mia esperienza di psicologa mi introduce spesso nell'interiorità degli altri in particolare degli emigranti, spesso, si tratta di storie di vita avventurose, personalità sradicate.  Si tratta di minori maghrebini costretti ad espatriare da uno stato assente, dalla messa in crisi dei valori patriarcali, che abbandonano il loro ambiente famigliare ed affettivo per un sogno: vivere in un occidente spesso mitizzato dagli stessi mass media e dai connazionali come fonte di benessere materiale sociale e culturale.  Sbarcano in Italia, spesso sprovvisti di un permesso di soggiorno o con un visto turistico di novanta giorni.  Poi molti decidono di fermarsi, e la loro permanenza diventa irregolare per finire in clandestinità.  Spesso la miseria materiale in cui vivono, condizioni di lavoro, alloggio, sfruttamento in varie forme, li spinge a forme di rischio: devianza, spaccio, abuso di sostanze stupefacenti, furti, prostituzione ed entrare nel circuito della devianza.  Un circolo vizioso che aggrava le condizioni di disagio e di solitudine.

Il lavoro psicologico che ho effettuato è stato quasi sempre supportato dall'aiuto di un mediatore culturale.  Probabilmente questo è l'unico modo per conoscere la solitudine dell'immigrato, e non solo l'effetto che la solitudine stessa genera, miseria, nevrosi e paura di esternare la propria sofferenza.  Per condividere con altri, il proprio mondo culturale, è importante, soprattutto nel contesto di accesso al servizio psicologico, contrastare il consolidamento di una condizione di svantaggio.  La perdita della lingua, infatti, provoca potenzialmente: la perdita dell'autostima.  La sensazione di una perdita di intelligenza, una regressione, un senso di esclusione e di inadeguatezza.

Le tappe del vissuto che emergono nelle storie di vita si possono tradurre in sue momenti: "Le radici" e "Il viaggio".  I problemi relativi alle condizioni economiche e di lavoro nel paese di origine dove le condizioni di sopravvivenza sono difficili e costituiscono solitamente le condizioni dell'emigrazione.  Immagini di povertà e di miseria, si susseguono nella memoria dei narranti, la fuga verso la sopravvivenza o un altro modo di vivere da conquistare ad ogni costo è praticamente l'unica alternativa, ed il grado di libertà di scelta presente nella decisione di partire è praticamente nulla, contenuti, questi che si riscontrano soprattutto nelle storie di vita dei minori albanesi.
L'altro contenuto di base è rappresentato dall'impatto con la nuova realtà ospitante, intorno alla quale ruotano problemi relativi al lavoro, al problema abitativo e soprattutto l'impatto duro del carcere. 
Anche il primo impatto visivo con il nuovo spazio appare affascinante, ma ben presto le difficoltà del lavoro, l'emigrazione, la mancanza di una abitazione proiettano nella memoria di molti immigrati l'immagine di un "oggi mostruoso", freddo, privo di speranza, sprovvisto di una struttura organica un tempo lacunare che separa ed unisce il passato dal futuro, il tempo dell'emigrato, non coincide, infatti, con quello dell'ambiente che lo circonda, ma è strettamente influenzato dall'articolazione interna del vissuto tempo spaziale.  Lo spazio del corpo viene modificato da un cambiamento dell'abbigliamento e dell'alimentazione, da un cambiamento nella distanza relazionale, da diversi modi di manifestare gli affetti, da diverse percezioni di benessere e rischio, da diverse concezioni e cura di sé, da diverse concezioni della malattia.

Alcuni immigrati marocchini si trovano ad affrontare ormai rotto i vecchi legami con il paese di origine, nuovi rapporti, di dare un significato diverso alla propria vita in condizioni molto difficili, isolati e completamente estranei al mondo circostante e in alcuni casi sono vittime di organizzazioni criminali: vengono reclutati per spaccio di droga o per effettuare furti e rapine.

Sono minori che saltano completamente la fase dell'infanzia e dell'adolescenza, un vuoto questo che produce un disagio mentale che dà incertezza, confusione, disorganizzazione, labilità psichica.

Da questa breve analisi che descrive in generale le caratteristiche qualitative della attuale utenza dei servizi minorili emerge che la specificità dell'operatività psicologica è sempre più specializzata e differenziata a seconda del contesto dove opera.  In ogni caso lo psicologo deve assicurare la valutazione di personalità, la diagnosi differenziale, la gestione della crisi, gli interventi psicoterapeutici, sia pure in un setting che spesso non è proprio ortodosso sia come ambiente fisico, spesso vengono destinati alla consulenza gli spazi più angusti e meno protetti, e in considerazione del fatto che spesso ci sono dei limiti imposti dall'istituzione restrittiva.  Un ruolo questo, dello psicologo, che richiede una funzione ed una professionalità clinica che non è stata mai riconosciuta dal Ministero di Grazia e Giustizia.  Un ruolo accessorio, subalterno soggetto a condizionamenti, questo è quello che emerge da una analisi dell'associazione degli psicologi operanti nella giustizia minorile, mi riferisco soprattutto ai cinquanta psicologi operanti nei servizi minorili delle diverse regioni, a convenzione in base ad un accordo individuale rinnovato annualmente, psicologi, questi, che operano nell'Amministrazione della Giustizia da almeno un ventennio.

Nei confronti di questa popolazione minorile straniera che è ristretta in carcere, sofferente e gravemente compromessa sul piano psicosanitario è necessario garantire una comprensione attenta a valori e culture diverse.  L'incontro con il minore deve potersi svolgere in condizioni più favorevoli, per garantirgli maggiore tutela e accoglienza.  Tutto questo si può effettuare solo all'interno di un servizio territoriale a rete, più attrezzato e, svincolato dai condizionamenti propri del contesto carcerario, concetti questi ultimi che ispirano la filosofia sottostante del Decreto 230 che garantisce una omogeneità di trattamento tra detenuto e il cittadino libero e la continuità della tutela psicosanitaria, allineandosi alla normativa degli altri paesi europei che prevedono l'appartenenza al sistema sanitario esterno all'amministrazione penitenziaria.
Purtroppo, questo decreto legislativo è osteggiato nella sua attuazione e comunque, non specifica l'inclusione del settore Minorile e le modalità di attuazione, di certo si sa che la sperimentazione riguarderà alcune regioni e durerà fino al 2002.
Pertanto è indispensabile prevedere la creazione di un Servizio Psicologico autonomo che intervenga con specifiche professionalità nel contesto della giustizia minorile, evitando il rischio di una medicalizzazione del disagio psichico.

 

 N o t i z i e
  SI APRE LA CONFERENZA MONDIALE DEI GIOVANI ITALIANI NEL MONDO.   04/12/2008

Serata di benvenuto del Comune di Roma per i delegati  domenica 7 dicembre alle ore 19,30 presso l'Hotel Radisson ES.
Indetta nel luglio scorso dal Ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, si svolgera’ a Roma presso la Fao dal 10 al 12 dicembre prossimo, la prima Conferenza dei giovani italiani nel mondo che sara’ presieduta dal Ministro Frattini o dal Sottosegretario con delega per gli Italiani all’estero, Alfredo Mantica. La seduta inaugurale della Conferenza sarà ospitata dalla Camera dei Deputati e sarà aperta dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

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  "LINA MERLIN, FATA O STREGA ? ENTI LOCALI, PROSTITUZIONE, TRATTA, IL GIUSTO RAPPORTO TRA TUTELA DEI DIRITTI E SICUREZZA SOCIALE".   03/12/2008

Il prossimo 11 dicembre, dalle 9.00 fino alle 18.00, presso la sala Mechelli del Consiglio regionale del Lazio, in via della Pisana n.1301, si terrà un convegno seminario sul tema della tratta e della prostituzione dal titolo "Lina  Merlin, fata o strega? Enti locali, prostituzione, tratta, il giusto rapporto tra tutela dei diritti e sicurezza sociale ".
L'evento vedrà la partecipazione degli eletti della Regione, delle Province, del Comune di Roma e dei Municipi.
Sono stati invitati il Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, il Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, il Sindaco di Roma Gianni Alemanno e il Procuratore della Repubblica Luigi De Ficchy.

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  CONVEGNO DELLA CNE SUL PROTAGONISMO DELLE ASSOCIAZIONI ITALIANE ALL'ESTERO.   03/12/2008

Gli interventi di Consiglio (Acli), Coppotelli (Regione Lazio), Amoruso (Unaie), Ricci (Fiei), Prencipe (Cser), Di Mascio (Uim), Volpini (Acli), Simonetti (Consulta Basilicata), Chinedu (Consulta di Roma) Vedovelli (Università per Stranieri di Siena) e del senatore del Pd Micheloni.
"Allargare il campo d’azione dell’associazionismo italiano all’estero, perché possa confrontarsi con i cambiamenti avvenuti sul territorio, dovuti ai grandi processi economici, e con le esigenze delle ultime generazioni e delle nuove emigrazioni". Lo ha rilevato il vice presidente delle Acli Michele Consiglio durante il convegno della Cne "Le associazioni protagoniste all’estero", svoltosi venerdì scorso presso la sede della Regione Lazio.

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  CONVEGNO NAZIONALE CNE: "LE ASSOCIAZIONI COSTRUISCONO IL FUTURO" - RELAZIONE INTRODUTTIVA DEL PRESIDENTE DELLA CNE RINO GIULIANI.   02/12/2008

Ci avviciniamo alla fine dell'anno, occasione di bilanci e di propositi per il futuro.
A tutto campo in questi ultimi mesi si è imposta nel confronto all'interno del mondo dell'emigrazione  la scelta del governo di ridurre drasticamente il disavanzo del bilancio dello stato anche attraverso una contrazione  severa  dei capitoli  riferiti agli italiani all'estero. I toni della discussione sono stati forti, a volte estremi, dentro e fuori del Parlamento .
Ad oggi tuttavia non si vede  all'orizzonte non dico una inversione di tendenza ma un ripensamento da parte dell'esecutivo nazionale.

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