Istituto Fernando Santi                                                 



   Convegni

 

 

 

 

 

 




"STRANIERI IMMIGRATI IN CARCERE: PECULIARITA'
DELLA TUTELA DELLA SALUTE"

FRANCESCA SCALZO, PSICOLOGA DELL'ISTITUTO PENALE MINORILE MEUCCI DI FIRENZE


Porto l’esperienza di chi ha lavorato per dieci anni nel carcere minorile Meucci di Firenze in qualità di consulente psicologa. Uso il passato prossimo perché da qualche tempo il mio contratto a Firenze si è concluso anche se spero di poter dare continuità al mio intervento qui nell’area romana.
Parlare di minori stranieri significa fare riferimento ad una molteplicità di tipologie: minori ricongiunti, richiedenti asilo e rifugiati, profughi di guerra e sfollati, minori stranieri non accompagnati ed accolti temporaneamente in provenienza da paesi colpiti da carestie, guerre civili, irregolari per inadempienza dei genitori, clandestini, minori zingari. A tutti va dedicata un’attenzione particolare, sia per i problemi che scaturiscono dalla lacerazione della loro identità culturale che alla trasformazione della quale sono loro stessi portatori.
Le difficoltà più evidenti sono imputabili all’inserimento degli oltre ottomila minori non accompagnati, i quali sono costretti ad affrontare problemi legati alla ricerca di un alloggio, estinguere il debito contratto per il viaggio, ponendoli nella necessità del guadagno facile: lavoro in nero, spostamenti territoriali e quando la ricerca fallisce di solito sopravviene un atteggiamento delinquenziale.
Rispetto al minore italiano, inoltre, lo straniero ha la probabilità di entrare in carcere per ben 72 volte in più, dato, quest’ultimo rilevato da un’indagine CENSIS del ’99.
Ma qual è l’area di provenienza dei minori detenuti? Al primo posto l’ex Iugoslavia in particolare i gruppi ROM, dall’Albania e dal Marocco.
Mentre oggi registriamo un abbassamento dell’età dei minori stranieri detenuti sembra essersi abbassato in questi ultimi anni il numero delle presenze, comunque alto parimenti agli italiani.
Si tratta, generalmente di ragazzi, che non riuscendo ad emergere da quella condizione di precarietà e fragilità sociale, diventano, purtroppo, vittime predestinate di quelle organizzazioni legate alla criminalità ed alla micro-criminalità.
L’attività lavorativa in qualità di consulente psicologa  dal 93 fino al 2002 è stata caratterizzata, a parte la precaria condizione contrattuale che possiamo definire capestro e dalla scarsa considerazione del ruolo, dall’interessante intervento diretto sui minori, che rappresenta il totale di interventi diretti sugli stessi, in particolare dall’attività di osservazione di personalità. E’ caratterizzata, altresì, dalla produzione di dati di diagnosi e prognosi attraverso le relazioni psicologiche .Ma  anche il tentativo di allargare il confine operativo ad altre forme di programmazione e intervento sui minori stranieri che rappresentavano  quasi la totalità dei detenuti in I.P.M. fattori transculturali che rappresentavano una pecularietà legata al mio lavoro di consulenza Psicologica.
La massiccia presenza di minori stranieri prevalentemente provenienti dall’area del Maghreb, ha determinato una sempre maggiore specializzazione e riflessione in riferimento al riconoscimento ed alla valorizzazione delle differenze.
Questi motivi, unitamente alla scelta di compiere un percorso di tipo valoriale di tutela dei minori, ha spinto gli operatori dell’area minorile educatori, psicologi insegnanti) ma anche alcuni agenti di custodia, a riflettere sulla propria esperienza sia di tipo relazionale e psicologica che di trattamento intramurario, e a trovare delle soluzioni alternative.
Una possibile risposta ai problemi menzionati precedentemente è rappresentata dal progetto di mediazione culturale.
Il nucleo centrale  della mediazione è la relazione con l’altro: tra operatori e nuovi utenti, tra linguaggi verbali e non verbali. La caratteristica fondamentale dell’utilizzazione del mediatore si snoda su due livelli: sul piano linguistico e su quello comunicativo culturale.
Il mediatore informa, traduce le informazioni, in un certo senso rende più accessibile il servizio stesso, comunica agli operatori specificità culturali, differenze e tratti propri della cultura di origine. Una sperimentazione questa, della mediazione che ha favorito la comunicazione tra operatori .
Le tappe del vissuto che emergono nelle storie di vita, frutto dei colloqui effettuati nel contesto penitenziario, si possono tradurre in due momenti: “Le radici e il viaggio”. I problemi relativi alle condizioni economiche e di lavoro nel paese di origine dove le condizioni di sopravvivenza sono difficili e costituiscono solitamente le condizioni dell’emigrazione, per i minori maghrebini si aggiunge spesso la messa in crisi dei valori patriarcali , abbandonano il loro ambiente familiare ed affettivo per  sogno: vivere in un occidente spesso mitizzato dagli stessi mass media e dai connazionali, come fonte di benessere materiale sociale e culturale.
L’altro contenuto di base è rappresentato dall’impatto con la nuova realtà ospitante, intorno alla quale ruotano i problemi relativi al lavoro e soprattutto quello abitativo.
Le tappe del vissuto che emergono dalle storie di vita si possono tradurre in due momenti : “Le radici” e il “viaggio”. I problemi relativi alle condizioni economiche e di lavoro nel paese di origine dove le condizioni di sopravvivenza sono difficili e costituiscono solitamente le condizioni dell’emigrazione. L’altro contenuto di base è rappresentato dall’impatto con la nuova realtà ospitante, intorno alla quale ruotano i problemi relativi al lavoro e soprattutto quello abitativo.
Anche il primo impatto visivo con il nuovo spazio  appare affascinante, ma ben presto le difficoltà del lavoro, l’emigrazione, la mancanza di una abitazione , proiettano nella memoria di molti immigrati l’immagine di un “oggi mostruoso”, freddo, privo di speranza, sprovvisto di una struttura organica un tempo lacunare che separa ed unisce il passato dal futuro. Il tempo dell’emigrato, non coincide, infatti, con quello dell’ambiente che lo circonda, ma è strettamente influenzato dall’articolazione interna del vissuto “temporo –spaziale”.  Lo spazio del corpo viene modificato da un cambiamento dell’abbigliamento e dall’alimentazione, da un cambiamento nella distanza relazionale, da diversi modi di manifestare gli affetti da diverse percezioni di benessere e rischio, da diverse concezioni e cura di sé, da diverse concezioni della malattia.
Al di là del disagio vissuto dai minori in carcere soprattutto stranieri a cui, insieme alle persone amate, vengono tolti i suoi valori, le sue abitudini e tutto quanto possiede non dobbiamo dimenticarci della storica divisione che ha reso lontani ed estranei la realtà sociale ed il mondo penitenziario.
Credo che ancora oggi il “problema carcere è ancora più gravoso, ed ancora di più  mi sembra il problema legato al carcere minorile” sia guardato con indifferenza dall’opinione pubblica, potrebbe essere ad emblema della condizione del nostro paese. Attualmente avvilito, sfiduciato frammentato ed afflitto da un male morale e materiale dal quale deriva l’impedimento a venire a capo di qualsivoglia difficoltà. Pensate: alla legge del 1999 n.230 che doveva in qualche modo migliorare la salute in carcere dei detenuti, relativamente alla prevenzione, all’assistenza dei detenuti e agli internati tossicodipendenti con il passaggio del personale sanitario alle dipendenze funzionali del Sistema Sanitario Nazionale, la proposta regressiva del ministro alla giustizia Castelli la sua intenzione di abbassare la punibilità del minore a 12 anni. Di  fronte alle esigenze che si venivano presentando, si è riaffacciata in questi ultimi tempi la tendenza a prendere dei provvedimenti privi di filo conduttore, pensate a quando è stato necessario inasprire il regime detentivo per i soggetti, appartenenti alle organizzazioni di stampo mafioso, si sono tolte le misure alternative correttamente applicate nei confronti di quei detenuti che avevano dimostrato concretamente la volontà di abbandonare la via della criminalità. 
Come sciogliere questi nodi? Affinché non restino  come nel caso del decreto legislativo 230/99 una pura enunciazione di principi indubbiamente molto bella ed affascinante, ma concretamente inapplicata?
Indispensabile e prevedere la creazione di un Servizio Psicologico autonomo che intervenga con specifiche professionalità nei contesti penitenziari e nei servizi della Giustizia Minorile
Sicuramente non bastano le leggi a dare vita al progetto di un rapporto sinergico tra carcere e territorio, tra istituzione penitenziaria, A.S.S.L., Provveditorati agli Studi, e Associazioni del volontariato  del tessuto sociale; occorre la volontà e l’impegno costruttivo di consolidare intorno ai minori in detenzione un umanesimo solidaristico che rappresenterebbe un segnale prezioso di attenzione ad una delle parti più fragili del tessuto sociale, rappresenterebbe una reale volontà di una società che comincia a capire le solitudini che la circondano.

 N o t i z i e
  LA MANIFESTAZIONE DI GENOVA PER I 120 ANNI DEL PSI.   02/05/2012

A Genova centoventi anni fa, nella sala Sivori, i socialisti di Filippo Turati celebravano nel giro di poche ore la nascita del partito e la loro prima divisione: in giornata si consumo' la rottura con gli anarchici e Turati con i suoi cambio' sede.

Il 15 agosto del 1892 nacque a Genova, nella sala Sivori, il Partito dei Lavoratori Italiani, unione della corrente riformista di Filippo Turati e di tutti quei movimenti operai di ispirazione marxista che si battevano per l’uguaglianza e la giustizia sociale. Un anno dopo, durante il congresso di Reggio Emilia, il partito assunse finalmente il nome che porterà con orgoglio per più un secolo, quello di Partito Socialista Italiano. A cento eventi anni di distanza, sabato 28 aprile 2012, il PSI sceglie di celebrare quello storico evento a Genova, nella stessa sala che diede la luce a cuore ed anima del riformismo italiano. Il nostro giornale Avanti! ha voluto ricostruire un affresco con il ricordo di quanti tra i più importanti giuristi, storici e sociologi italiani hanno vissuto in prima persona gli anni critici del socialismo italiano.

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  CONTRIBUTO PER IL RILASCIO ED IL RINNOVO DEL PERMESSO DI SOGGIORNO.   02/05/2012

Circolare del Ministero dell’Interno - Direzione centrale dell’immigrazione e della polizia delle frontiere del 2 aprile 2012 prot. 2665

Il Ministero dell’Interno chiarisce i dubbi sul "Contributo per il rilascio ed il rinnovo del permesso di soggiorno", entrato in vigore il 30/01/2012 con il Decreto 6 ottobre 2011.
Con circolare del 2 aprile 2012 n. 2665, informa che:
    il duplicato del permesso di soggiorno non è esentato dal nuovo contributo. I cittadini stranieri sono tenuti al pagamento del contributo nei casi di richiesta di "duplicato". L’importo da corrispondere è in relazione al periodo di validità del nuovo permesso di soggiorno rilasciato;

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  DECRETO FLUSSI 2012: DAL 20 APRILE LA PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE.   27/04/2012

Dal 20 aprile 2012 è possibile presentare le domande di nulla osta per ingresso per lavoro per i lavoratori extracomunitari stagionali e per i lavoratori extracomunitari non stagionali che abbiano completato nei paesi di origine programmi di istruzione e formazione.

A seguito della pubblicazione in Gazzetta ufficiale del DPCM di programmazione transitoria dei flussi d'ingresso dei lavoratori non comunitari stagionali e di altre categorie nel territorio dello Stato per l'anno 2012 del 13 marzo 2012, dalle ore 8,00 del 20 aprile e fino alle ore 24 del 31 dicembre 2012 i datori di lavoro residenti in Italia potranno inoltrare domanda di nulla osta al lavoro.

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  IN FRANCIA I LAVORATORI ATTIVI ED I PENSIONATI SINDACALIZZATI SONO CON HOLLANDE.   26/04/2012

Il recente  voto nelle elezioni presidenziali di Francia  conferma i risultati dell'indagine campione sugli orientamenti al voto pubblicata dal sito della Fondazione Jean Jaures.
Dal 21 al 23 aprile 2012 per conto del giornale l'Humanite' un sondaggio dell'IFOP  ha preso in esame un campione di 6120 persone  rappresentative della popolazione francese di 18 anni e più anni, iscritte nelle liste elettorali, all'interno del quale sono state isolate le risposte di 3610 persone in attività (salariati o disoccupati che avevano già lavorato) di cui 1342 si dichiarano vicini ad una organizzazione sindacale. La rappresentatività del campione è stata assicurata con il metodo delle quote( sesso, età,professione della persona intervistata) a seguito di una stratificazione per regione e categoria.

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  25 APRILE: ACLI E PARTIGIANI CRISTIANI PER LA RESISTENZA.   26/04/2012

Gruppi di lavoro per formare i giovani ai valori della Resistenza e della Costituzione. "Non dell’antipolitica c’è bisogno, ma della partecipazione e della responsabilità"

Le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani (Acli) e l’Associazione nazionale dei partigiani cristiani (Anpc), per celebrare insieme il 25 aprile, anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, annunciano la promozione di "Gruppi di lavoro per la Resistenza e la Costituzione". L’iniziativa mira a formare i giovani e le nuove generazioni, attraverso iniziative comuni, alla responsabilità sociale e alla partecipazione, sul solco tracciato dalla tradizione politica dei cattolici.

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  PRIMA PERSONA BASILICATA: AL VIA LA CAMPAGNA "LO SCONTRINO ... LO CHIEDI, IO LO FACCIO ... E TU ?"   17/04/2012

L’Associazione Prima Persona Basilicata nell’ambito delle sue attività sociali intende realizzare una campagna di sensibilizzazione anti-evasione, diffusa su tutto il territorio regionale, relativa all’emissione dello scontrino fiscale per gli esercenti commerciali. L’obiettivo è promuovere tra i cittadini la consapevolezza dell’importanza del rilascio dello scontrino fiscale, quando si effettua un acquisto o si paga una prestazione di servizio di qualunque genere.

L’intento di tale iniziativa, poiché si è fortemente convinti che la maggior parte dei commercianti lavori con onestà e puntualità; è tutelare chi lavora in modo corretto, nonché salvaguardare gli interessi dei cittadini che proprio a causa delle pratiche elusive pagano tasse sempre maggiori pur usufruendo di servizi non soddisfacenti.

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