Molte
volte l'impatto con una nuova realtà sociale provoca quello
che alcuni psicologi chiamano lo "shock culturale"
che non perdura nel tempo, ma quello che successivamente
sembra un adattamento, spesso, cela disagi quali l'isolamento,
la solitudine, l'emarginazione, le paure, le angosce legate
al ricongiungimento familiare o alla sua divisione, problemi
legati all'essere donna, all'essere madre, etc. Problemi,
questi ultimi, che si affacciano anche quando l'immigrato
ha dato risposta e strutture a quelli che nella scala dei
valori vengono definiti "bisogni primari" (lavoro,
alloggio, etc.).
Questo,
è il motivo che ci ha indotto ad offrire a questi nuovi
cittadini un servizio psico-sociale pilota che ha servito
un'utenza a livello regionale. Il progetto Nylan,
che in lingua "Bulu" significa progetto Inserimento.
Questo servizio ha visto un'utenza di immigrati di varia
nazionalità nell'arco di due anni di attività. Esse
è nato, appunto, con l'intento di dare una sostanziale risposta
al "disagio" dello straniero in rapporto alle
istituzioni ed, in maniera più aperta, in rapporto alla
società. Ma cosa è emerso al di là del disagio psicologico?
Naturalmente un disagio lavoristico ed abitativo ma anche
una serie di patologie fisiche oltre che psichiche.
Le
patologie riscontrate, in prevalenza, sono manifestate da
sindrome depressiva (34%), presenti in maniera maggioritaria
negli utenti Latino-Americani. Diversa la sintomatologia legata agli
utenti provenienti dal continente africano che accusano
disturbi psicosomatici.
Contrariamente agli utenti Latino-Americani, che
più frequentemente ci hanno richiesto psicoterapie, grazie
alla conoscenza della competenza e all'accettazione del
ruolo dello psicologo, gli Africani ci hanno richiesto visite
specialistiche presso le UU.SS.LL. e gli Ospedali.
Frequenti nelle etnie africane sono state le patologie della
pelle: dermatiti, allergie, eczema, etc., che noi abbiamo
inviato al servizio medicina preventiva delle migrazioni
del San Gallicano, struttura che più di ogni altra lavora
in questo settore. Non sono mancati problemi gastroduodenali,
che chiamano in causa il ruolo dell'alimentazione (spesso
mangiano poco e male), dell'apparato digerente, e quello
dello stress di adattamento che potrebbe contribuire alla
somatizzazione di questi organi.
Ed ancora, patologie asmatiche, malattie respiratorie,
unite a quelle reumatiche e miologiche che possono essere
ricondotte da una parte alle condizioni economiche inadeguate
e dall'altra a problemi psicosomatici.
Numerose
sono state le richieste di invio nelle strutture presenti
nel territorio per effettuare analisi, ecografie, visite
ginecologiche (23,7%). Il tutto ha determinato la
nostra scelta di offerta di un supporto di mediazione culturale
e linguistica presso le strutture pubbliche, effettuata
dalle nostre operatrici straniere.
Rimangono
poi da definire i problemi di salute derivante dalla migrazione
in quanto tale. Gli effetti della salute mentale e fisica,
dovuti allo sradicamento da una cultura e da un contesto
sociale e del successivo adattamento in un altro contesto
sociale, i quali si associano ai problemi derivanti dalla
clandestinità.
Un
quadro complesso quello che è emerso da questo nostro servizio,
nato da un progetto che l'Istituto Fernando Santi, in maniera
lungimirante ha effettuato agli inizi degli anni '90 insieme
al sindacato e che io, oggi, voglio ricordare e citare perché
più che mai attuale. Il primo servizio ad inserire
la figura nuova, quella del mediatore culturale e linguistico
che fungeva da raccordo fra noi e loro, fra il singolo e
l'Istituzione.
Il
problema della salute fisica e psichica è un tema ricorrente
nella storia delle migrazioni, lo sappiamo bene noi quanto
hanno sofferto gli emigrati Italiani nelle Americhe prima
e in nord Europa poi. Quante patologie, a volte inesistenti,
gli venivano attribuite, quante ne attribuiamo noi, oggi,
agli immigrati presenti nel nostro paese dalla lebbra all'AIDS.
L'immigrazione,
oggi, è regolamentata da una legge quadro, la n.40 del 1998,
denominata "Napolitano/Turco", che ne esamina
positivamente tutti gli aspetti, soprattutto quelli legati
all'integrazione nel nostro paese, ed è proprio con l'intento
di affrontare uno dei più importanti elementi del fenomeno
immigratorio in Italia che oggi, in questa giornata di studio
e di confronto, di fronte a molti esperti di settore che
voglio ringraziare, analizzeremo la problematica legata
alla salute dell'immigrato, intesa in senso lato.
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