Istituto Fernando Santi                                                 



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Progetto inserimento su immigrati e salute
Luigi Bloise, Presidenza dell'Istituto Fernando Santi

Molte volte l'impatto con una nuova realtà sociale provoca quello che alcuni psicologi chiamano lo "shock culturale" che non perdura nel tempo, ma quello che successivamente sembra un adattamento, spesso, cela disagi quali l'isolamento, la solitudine, l'emarginazione, le paure, le angosce legate al ricongiungimento familiare o alla sua divisione, problemi legati all'essere donna, all'essere madre, etc.  Problemi, questi ultimi, che si affacciano anche quando l'immigrato ha dato risposta e strutture a quelli che nella scala dei valori vengono definiti "bisogni primari" (lavoro, alloggio, etc.).

Questo, è il motivo che ci ha indotto ad offrire a questi nuovi cittadini un servizio psico-sociale pilota che ha servito un'utenza a livello regionale.  Il progetto Nylan, che in lingua "Bulu" significa progetto Inserimento.  Questo servizio ha visto un'utenza di immigrati di varia nazionalità nell'arco di due anni di attività.  Esse è nato, appunto, con l'intento di dare una sostanziale risposta al "disagio" dello straniero in rapporto alle istituzioni ed, in maniera più aperta, in rapporto alla società.  Ma cosa è emerso al di là del disagio psicologico?  Naturalmente un disagio lavoristico ed abitativo ma anche una serie di patologie fisiche oltre che psichiche.

Le patologie riscontrate, in prevalenza, sono manifestate da sindrome depressiva (34%), presenti in maniera maggioritaria negli utenti Latino-Americani.   Diversa la sintomatologia legata agli utenti provenienti dal continente africano che accusano disturbi psicosomatici.  Contrariamente agli utenti Latino-Americani, che più frequentemente ci hanno richiesto psicoterapie, grazie alla conoscenza della competenza e all'accettazione del ruolo dello psicologo, gli Africani ci hanno richiesto visite specialistiche presso le UU.SS.LL. e gli Ospedali.  Frequenti nelle etnie africane sono state le patologie della pelle: dermatiti, allergie, eczema, etc., che noi abbiamo inviato al servizio medicina preventiva delle migrazioni del San Gallicano, struttura che più di ogni altra lavora in questo settore.  Non sono mancati problemi gastroduodenali, che chiamano in causa il ruolo dell'alimentazione (spesso mangiano poco e male), dell'apparato digerente, e quello dello stress di adattamento che potrebbe contribuire alla somatizzazione di questi organi.  Ed ancora, patologie asmatiche, malattie respiratorie, unite a quelle reumatiche e miologiche che possono essere ricondotte da una parte alle condizioni economiche inadeguate e dall'altra a problemi psicosomatici.

Numerose sono state le richieste di invio nelle strutture presenti nel territorio per effettuare analisi, ecografie, visite ginecologiche (23,7%).  Il tutto ha determinato la nostra scelta di offerta di un supporto di mediazione culturale e linguistica presso le strutture pubbliche, effettuata dalle nostre operatrici straniere.

Rimangono poi da definire i problemi di salute derivante dalla migrazione in quanto tale.  Gli effetti della salute mentale e fisica, dovuti allo sradicamento da una cultura e da un contesto sociale e del successivo adattamento in un altro contesto sociale, i quali si associano ai problemi derivanti dalla clandestinità.

Un quadro complesso quello che è emerso da questo nostro servizio, nato da un progetto che l'Istituto Fernando Santi, in maniera lungimirante ha effettuato agli inizi degli anni '90 insieme al sindacato e che io, oggi, voglio ricordare e citare perché più che mai attuale.  Il primo servizio ad inserire la figura nuova, quella del mediatore culturale e linguistico che fungeva da raccordo fra noi e loro, fra il singolo e l'Istituzione.

Il problema della salute fisica e psichica è un tema ricorrente nella storia delle migrazioni, lo sappiamo bene noi quanto hanno sofferto gli emigrati Italiani nelle Americhe prima e in nord Europa poi.  Quante patologie, a volte inesistenti, gli venivano attribuite, quante ne attribuiamo noi, oggi, agli immigrati presenti nel nostro paese dalla lebbra all'AIDS.

L'immigrazione, oggi, è regolamentata da una legge quadro, la n.40 del 1998, denominata "Napolitano/Turco", che ne esamina positivamente tutti gli aspetti, soprattutto quelli legati all'integrazione nel nostro paese, ed è proprio con l'intento di affrontare uno dei più importanti elementi del fenomeno immigratorio in Italia che oggi, in questa giornata di studio e di confronto, di fronte a molti esperti di settore che voglio ringraziare, analizzeremo la problematica legata alla salute dell'immigrato, intesa in senso lato.

 

 N o t i z i e
  IL BRASILE NEL CLUB DEI PAESI A BASSA FECONDITA'.   15/12/2008

Nel 2007, secondo l’indagine dell’IBGE (l’ente della statistica ufficiale brasiliana) sulle famiglie, la fecondità brasiliana risulta pari a 1,9[1], inferiore dunque al livello di sostituzione di due figli per donna: una contrazione rapidissima, dagli oltre cinque prevalenti appena una generazione addietro. Il Brasile aveva una popolazione poco superiore a quella italiana nel 1950 (53 milioni contro 47), ma conta oggi (2008) 190 milioni di abitanti, cioè più del triplo dell’Italia.

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  SITO CGIE: LINK DEI DOCUMENTI E DEGLI INTERVENTI DELLA CONFERENZA DEI GIOVANI ITALIANI ALL'ESTERO.   15/12/2008

Sul sito del CGIE è possibile reperire tutti i documenti della Conferenza. L'indirizzo della pagina con l'elenco dei documenti è:
http://www.cgie.it/ricerca_comites.asp
A partire dal documento scaturito dalla riunione di Stoccarda del 1 dicembre 2007 a cui hanno preso parte i rappresentanti dei giovani italiani in Germania e Austria.
Il secondo link si riferisce al documento scaturito dalla riunione del 15 dicembre a Santiago del Cile a cui hanno preso parte i rappresentanti dei giovani italiani in Cile.

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  EUROSTAT PUBBLICA IL RAPPORTO: ITALIA VERSO L'ANALFABETISMO INFORMATICO.   15/12/2008

Eurostat ha pubblicato un’indagine sul rapporto tra cittadini europei e Internet. A quanto pare il livello della cultura informatica in Italia è piuttosto basso…
MOSTRO TECNOLOGICO - Abbiamo parlato del dominio.it quando compiva vent’anni, di come la fruizione di internet sorpassi quella della tv, scriviamo queste righe su un giornale online e chi le sta leggendo può dirsi in grado di navigare il “World Wide Web”. Eppure, un’indagine Eurostat ci avverte che, rispetto a quasi tutti gli altri paesi europei, il nostro è arretrato. I dati che indagano sul rapporto tra cervelli umani e cervelli elettronici ci disegnano insomma poco “internet friendly”: “le potenzialità della Rete – si legge – vengono sottovalutate per scarsa diffusione della cultura informatica”.

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