Istituto Fernando Santi                                                 



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La Vita
di Gaetano Arfé

Fernando Santi nacque, il 13 novembre del 1902 alle porte di Parma, a Golese, un paese di braccianti stagionali, di carrettieri e di pochi ferrovieri. La propaganda socialista quando egli nacque vi aveva già da tempo fatto presa e suo padre, ferroviere e socialista, arrivò ad essere assessore. Sua madre, discendente da una famiglia di braccianti, morì quando Fernando, primo di tre figli, aveva solo quattro anni e fu a prezzo di duri sacrifici che il padre poté portarlo fino alla licenza tecnica.

  Foto: Gaetano Arfè con Fernando Santi

Nel 1917, a quindici anni, aderisce al partito socialista, iscrivendosi alla sezione degli "adulti" perché i giovani sono quasi tutti al fronte.

Le esperienze fatte a Parma - egli stesso amava ripeterlo -a partire da allora sono tali da segnare profondamente e definitivamente la sua personalità morale e politica e da conferire tratti inconfondibili alla sua milizia socialista.

La prima esperienza è la guerra. I giovani soldati hanno i nomi e i volti di amici e compagni e la causa per la quale erano stati mandati a combattere e a morire non era quella della libertà e della giustizia quale egli l'aveva concepita tra i braccianti e carrettieri di Golese. Il 1917 è l'anno di Caporetto, di un evento, cioè, dal quale trae nuova esca e nuova virulenza la polemica interventista e nazionalista contro i socialisti, accusati di antipatriottismo e di disfattismo.

L'avversione alla guerra concepita allora lo accompagnerà per tutta la vita, dalla "grande guerra" alle guerre di Mussolini, alla guerra del Vietnam.

Parma era negli anni dell'adolescenza di Santi - ed è questa la seconda esperienza - una roccaforte del sindacalismo rivoluzionario, un movimento che credeva nella virtù creatrice della violenza, che aveva calata la propria dottrina nella pratica promuovendo e guidando nel Parmense scioperi di una durata e di una asprezza mai prima toccate, che aveva fatto dell'agitazione contro il nazionalismo e il militarismo la sua bandiera, che si era convertito nella maggioranza dei suoi quadri all'interventismo, fiducioso, questa volta, nella virtù rivoluzionaria della guerra. Il giovane Santi non soltanto sfugge alle suggestioni dell'estremismo, ma dalla diretta conoscenza del fenomeno trae motivi per una vigile diffidenza nei confronti di ogni manifestazione dottrinale e pratica di estremismo e sarà anche questo uno dei tratti caratterizzanti della sua milizia politica e sindacale.

La terza esperienza, che ha, questa volta, i segni del positivo è il rapporto ch'egli stabilisce con un gruppo di socialisti di confessione ortodossamente riformista, tra i quali Guido Albertelli, più volte deputato, Giovanni Faraboli, uno dei grandi pionieri del cooperativismo padano, il sindacalista Biagio Riguzzi.

Il riformismo di Santi trova qui il suo primo alimento. È un riformismo che sceglie la via, inscindibile dalla democrazia, delle conquiste graduali per ragioni etiche e politiche, ma che tiene fermo il fine - "gradualismo rivoluzionario", lo definirà egli stesso - che è quello della costruzione di una società socialista. Protagonista di quest'opera è il movimento dei lavoratori nel suo insieme senza guide carismatiche: l'autonomia delle istituzioni di classe e la loro unità sono le condizioni perché il potenziale liberatorio del movimento possa sprigionarsi in tutta la sua potenza creativa.

A guerra finita Santi passa dalla sezione adulti a quella dei giovani, viene eletto segretario della Federazione Giovanile parmense e membro del Comitato centrale nazionale, dando allo sviluppo dell'organizzazione un fortissimo impulso. Diventa anche vicesegretario della Camera del Lavoro a fianco di Alberto Simonini, collabora attivamente all'organo locale dei socialisti, L'Idea.












 

 

  
Foto: La famiglia

Il clima è quello delle aspre lotte sociali e politiche seguite ai lutti e alle miserie della guerra, arroventato e esaltato dal mito della rivoluzione russa. Santi condivide la convinzione che la crisi del sistema capitalistico sia ormai entrata in una fase di irreversibilità e che tocchi al proletariato ricostruire sulle macerie della guerra una società nuova.

La sua convinzione, però, non è inquinata da dottrinarismo e ancor meno da fanatismo. Da dirigente sindacale, pur solidarizzando senza riserve con le lotte proletarie e contadine e pur concorrendo a

organizzarle e dirigerle, resta immune dalla diffusa "scioperomania" di quegli anni e in sede politica, quando da Mosca arrivano le condizioni cui il partito socialista è tenuto ad adeguarsi per rimanere membro della Terza Internazionale, Santi è tra i pochi giovani che oppongono un fermo rifiuto. Al Congresso della Federazione Giovanile che si tiene a Firenze sul finire del gennaio del 1921, a qualche settimana di distanza dalla scissione già consumata a Livorno, la stragrande maggioranza della Federazione Giovanile Socialista aderisce al partito comunista. Santi con pochi altri in una riunione tenuta a Fiesole dà vita a un piccolo comitato per la ricostituzione della Federazione e ne viene nominato segretario. Nel giro di pochi mesi, a coronamento di un'attività febbrile che lo porta da una regione all'altra d'Italia, i seimila iscritti censiti a Fiesole sulla carta risultano pressoché triplicati. Un comizio tenuto presso Parma nella sua nuova veste, nel quale incitava le future reclute a non sparare sui fratelli e a far propaganda socialista tra i soldati gli valse un primo arresto e una blanda condanna a due mesi con la condizionale.

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 N o t i z i e
  Ministero dell'Interno: Il permesso di soggiorno diventa 'unico'. Dal 6 aprile scorso sono in vigore nello Stato italiano le norme Ue sulla procedura unica di rilascio   10/04/2014

Dal 6 aprile scorso sono in vigore nello Stato italiano le norme Ue sulla procedura unica di rilascio Dal 6 aprile 2014 gli Stati membri dell’Unione europea sono tenuti ad esaminare, con un’unica procedura, le domande di autorizzazione a cittadini stranieri a soggiornare e lavorare nel territorio e a rilasciare, in caso di esito positivo, un’autorizzazione unica al soggiorno e all’esercizio del lavoro subordinato. E' quanto, infatti, prevede il decreto legislativo 40 del 4 marzo 2014, attuativo della direttiva 2011/98/UE del parlamento europeo. Il decreto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (serie generale n.68 del 22 marzo 2014) ed entrato in vigore il 6 aprile 2014, introduce nel nostro ordinamento la procedura per il rilascio del 'permesso unico lavoro'. All’articolo 1 il decreto introduce modifiche agli articoli 4-bis, 5 e 22 del Testo Unico delle norme sull'immigrazione, prevedendo l'allungamento a 60 giorni del termine massimo per il rilascio di tutti i permessi di soggiorno.

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  Al via corsi A2 e B1 di italiano come L2 per immigrati (per informazioni: presidenza@istitutosanti.org)   07/04/2014

Sono ormai numerosi gli organismi che, come l’Istituto Fernando Santi, stanno realizzando concrete attività di integrazione degli immigrati basate su percorsi formativi professionalizzanti di vario tipo. Dalle loro esperienze è ormai emerso chiaramente che affinché i neo-cittadini riescano ad acquisire efficacemente saperi tecnici, scientifici e professionali è indispensabile perseguire un preventivo o parallelo miglioramento della loro dimestichezza con il sistema linguistico italiano. Non si devono solo superare le difficoltà intrinseche di ogni processo formativo, derivanti dal dover affrontare testi anche di elevata difficoltà in diversi ambiti settoriali. Ma si devono trovare le chiavi di accesso a un’enciclopedia testuale articolata, complessa, polistratificata e poliedrica nella quale gli immigrati residenti sono già immersi da tempo e con la quale quelli futuri devono presto cominciare a confrontarsi. Una variatio testuale che va dall’interazione quotidiana, apparentemente semplice, ma caratterizzata dai maggiori scarti culturali, ai testi ufficiali della pubblica amministrazione che ancora oggi rappresentano anche per gli italiani stessi dei veri dedali verbali. (per informazioni:presidenza@istitutosanti.org)

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  Regione Emilia-Romagna: Asilo e protezione, le tendenze del 2013 Rapporto Unhcr: le domande di protezione nell'Unione europea sono state 398.200, 27.800 in Italia. Crescono le domande   06/04/2014

L’Unchr ha pubblicato “Asylum Trends 2013", il rapporto annuale sui flussi delle domanda di asilo nei primi 44 paesi industrializzati. Dalle statistiche emerge come il 2013 sia stato l’anno con il maggior numero di domande di protezione internazionale, precisamente 612.700, dal 2001, con una crescita dal 28% rispetto al 2012. Crescita ancora più evidente in UE, dove è stata del 32%, per un totale di 398.200 domande. >> Il rapporto integrale

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  LA SCOMPARSA DI PADRE TASSELLO di Rino Giuliani, Vicepresidente della CNE   26/03/2014

"La scomparsa di Padre Graziano Tassello, missionario scalabriniano, è una grave perdita per l'associazionismo e per quanti si battono per la lingua e la cultura italiane nel mondo". Vicepresidente della CNE, Rino Giuliani si fa portavoce delle condoglianze delle associazioni italiane all’estero per la scomparsa di Padre Tasello, morto ieri in Svizzera dopo una lunga malattia. "Padre Tassello, membro del CGIE, una persona con grande cultura e competenza specifica, attivo protagonista della vita del CGIE e nell’emigrazione italiana in Svizzera mancherà a tutti noi", continua Giuliani che invia "le più vive condoglianze alla sua famiglia, agli amici scalabriniani del CSER e del CGIE per la grave perdita".

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