Istituto Fernando Santi                                                 



   Processo ESMA


LE EROICHE MADRI DI "PLAZA DE MAYO" DALLE ANDE AGLI APPENNINI : Una mostra fotografica "Memoria Verità e Giustizia" sul processo ESMA nella casa della Memoria e della Storia in Trastevere.
di Piero Sammartino - aderente all'Istituto Fernando Santi e militante di Amnesty International
  

ESMA è il nome della caserma della Scuola Superiore di Meccanica dell'Armata. Da questa caserma della Marina militare, sita nel centro di Buenos Aires, sono passate 5.500 persone, delle quali 4.400 sono state uccise e buttate in mare con i "voli della morte". Il 14 marzo 2007 sono stati condannati all'ergastolo dalla II° Corte d'assise di Roma, cinque ufficiali argentini responsabili degli omicidi di Angelamaria Aieta Gullo, e di Giovanni e Susana Pegoraro. Nella conferenza stampa periti e avvocati di parete civile commenteranno il risultato dell'udienza preliminare tenutasi alle ore 10 (del 16.5.2007) davanti al GUP Marco Mancinetti, riguardante la perizia svoltasi in Argentina il 5.3.2007 sull'imputato Emilio Massera, la cui posizione venne stralciata per problemi di salute.

Esma mostra fotograficaCon la dichiarazione dell'incostituzionalità dell'indulto al generale Riveros, la Corte Suprema Argentina ha compiuto in questi giorni gli ultimi passi che aprono la via alla ripresa dei processi ai militari responsabili di 30.000 desaparecidos degli anni del regime militare dal '76 all'83.

La abolizione della ley de punto final e della obedienza debida è stata sanzionata in maniera ormai definitiva e irreversibile consentirà ai giudici argentini di riprendere l'azione penale contro gli autori di quel massacro.

Quelle madri e quelle nonne che dal paese delle Ande hanno ripercorso il cammino verso il paese degli Appennini alla ricerca di giustizia per i loro figli scomparsi e uccisi, per i loro nipoti sottratti e poi consegnati a coppie fedeli al regime che volevano un bambino o perché loro non potevano averlo o perché volevano una femminuccia quando avevano già un maschietto o che volevano un figlio biondo……quelle madri e quelle nonne sono tornate nel Paese da dove i loro padri si erano mossi per cercare fortuna o per cercare salvezza prima dell'ultima guerra ai tempi delle leggi razziali e hanno chiesto alla giustizia italiana quello che non potevano chiedere alla giustizia argentina perché le due leggi di Alfonsìn del 1986 ora cancellate e l'indulto di Menem del 1989 assicuravano l'impunità ai carnefici.

Quelle madri e quelle nonne hanno avuto finalmente ragione. Dopo le due condanne comminate dalla giustizia italiana ora potranno continuare la loro battaglia anche in Argentina.

La Escuela Superior de Mecanica de la Armada (ESMA) è il luogo nel centro diEsma mostra fotografica Buenos Aires in cui sono passati almeno 5.000 di oppositori al regime o solo presunti tali. Ne sono usciti non più di 300. Alcuni di questi sono stati ascoltati come testimoni nel processo ESMA che si è concluso nel Marzo 2007 a Roma con cinque condanne all'ergastolo agli imputati. Tutti in contumacia: Acosta, Astiz, Vildoza, Vanek, Febres

Chi volesse scrutare le facce di quelle eroiche donne e di quei coraggiosi testimoni, chi volesse riconoscere nei loro occhi i segni della tragedia che ha travolto l'Argentina può essere grato al fotografo Maurizio Mirrione che ha fissato in immagini i momenti decisivi del processo.

I giudici, il Pubblico Ministero, gli avvocati di parte civile, i testimoni, il pubblico dei fedelissimi presenti al processo sono ritratti nelle loro autentiche espressioni vitali dove la gioia coesiste con l'amarezza e il tormento con la speranza.

Esma mostra fotograficaUn processo poco seguito dalla grande stampa, se non forse nella sua conclusione, ma sostenuto da un robusto comitato promotore e con il sostegno logistico delle Provincia e del Comune di Roma
Le foto di Mirrione danno conto della comune tensione di tutti i protagonisti nella ricerca e nell'attesa della verità.

Ma soprattutto - come ha attestato proprio Maurizio Mirrione nella presentazione della mostra il 5 luglio nella Casa della Memoria e della Storia del Comune di Roma - dalle foto della mostra emerge la grandezza tragica delle donne protagoniste del processo, sopravvissute o testimoni, instancabili eumenidi di una giustizia che arriva troppo tardi.

E' bello che la mostra si tenga nella Casa della Memoria e della Storia del Comune di Roma e Primo de Lazzari, vicepresidente dell'ANPI di Roma, non manca di sottolineare il sentimento comune degli eredi della Resistenza e degli oppositori della dittatura argentina in una solidale testimonianza che tenga vivo il ricordo per le giovani generazioni.

Alle immagini fissate dal fotografo si sono poi aggiunte le immagini in movimento, il cinema appunto, di Daniele Cini, che ha ripercorso in un primo montaggio di 36 minuti i momenti salienti del processo e le deposizioni in una tensione inquietante e commovente fino alle lacrime. Qualche sequenza di fiction completa il racconto che diventerà presto un film dell'Istituto Luce da distribuire nelle sale: Noi che siamo ancora vive.

Esma mostra fotograficaAlle foto di Mirrione nella mostra "Memoria,Verità e Giustizia" si aggiungono le didascalie di Jorge Ithurburu, infaticabile sostenitore del comitato promotore del processo e animatore del sito www.24marzo.it , che dedica ampio spazio alla raccolta illustrata delle foto e alle vicende del processo ESMA. In questo sito sarà possibile guardare ancora a lungo le immagini della mostra..

Chi scrive ha seguito le udienze del processo per l'Istituto Fernando Santi, che è parte del comitato promotore e che nel sito www.Istitutosanti.org ha raccolto le cronache del processo in un racconto a puntate che rovescia il titolo del celebre racconto deamicisiano.

Non posso fare a meno di esprimere personale gratitudine a Maurizio Mirrione che ha voluto inopinatamente accostarmi sullo fondo alla nitida espressione del dolore e della speranza di Vera Vigevani seduta proprio davanti a me in una delle udienze più significative del processo.



 N o t i z i e
  MESSO IN DISCUSSIONE L'ACCESSO ALLE PRESTAZIONI SANITARIE PER I MIGRANTI. - UN APPELLO DELLA S.I.M.M.   18/06/2008

Società Italiana di Medicina delle Migrazioni ha scritto una lettera aperta su:"Immigrati irregolari e clandestini e diritto all’assistenza sanitaria" in risposta ad alcune sollecitazioni provenienti da vari servizi sanitari in merito al “pacchetto sicurezza”.

In questi giorni ci giungono diversi quesiti sulle nuove norme sulla sicurezza e diritti sanitari e segnalazioni circa la difficoltà di accesso all’assistenza sanitaria da parte degli immigrati irregolari e clandestini. La Società Italiana di Medicina delle Migrazioni è un network scientifico che dal 1990 si occupa dei temi legati all’assistenza sanitaria ed alla salute degli immigrati presenti in Italia e che collega molte delle realtà del privato sociale, del volontariato e del pubblico che si interessano di tale problematica (attualmente circa 620 soci e 7 coordinamenti territoriali ed oltre un centinaio di strutture di riferimento pubbliche e del volontariato laico e confessionale), ed in base a questa vasta esperienza vogliamo precisare alcune cose e fare delle considerazioni nel merito.

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  DUE INIZIATIVE DELL'ISTITUZIONE GIANFRANCO MINGUZZI DELLA PROVINCIA DI BOLOGNA.   17/06/2008

Con il patrocinio della Provincia di Bologna - Assessorato Cultura e Pari Opportunità - Archivio Storico Provinciale.

"Lettere al buio della mente"

Lettere dal vivo di documenti originali ritrovati negli archivi dell'Ospedale Psichiatrico Francesco Roncati, conservati presso l'Istituzione Gian Franco Minguzzi e presso l'Archivio Storico Provinciale:
la corrispondenza fra Francesco Roncati e l'Amministrazione Provinciale, le lettere dei pazienti, le cartelle cliniche, ripercorrono la storia di Francesco Roncati e del Manicomio Provinciale di Bologna.

Lettura di Barbara Baldini, Paolo Bondioli, Giuseppe Cervino, Angela Gaspari, Stefano Morettini.

Condotto da Franco Foschi
Regia di Roberto Benati.

7 e 8 luglio - ore 21,30 - Cortile di vicolo Bolognetti, 2 - Bologna
ingresso libero

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  L'EMIGRAZIONE PERUVIANA VERSO I PAESE DELL'UNIONE EUROPEA: IL CASO ITALIA.   15/06/2008

PREAMBOLO STORICO
E' noto che durante quasi tutto il secolo XIX e la prima metà del secolo XX l'Europa è stata fonte di esportazione di manodopera migrante, destinata nella maggioranza dei casi alle Americhe, del Nord innanzitutto, ma in misura importante anche ai paesi del sud di questo continente: milioni di tedeschi, russi, spagnoli, italiani, greci, irlandesi, polacchi, si sono insediati, con effetti visibili fino al giorno di oggi, in paesi tanto lontani e differenti come Venezuela, Colombia, Brasile, Argentina, etc.
In realtà nessun paese sud-americano è rimasto escluso da questa "invasione", pacifica ma non esente di problemi, come lo è ogni fenomeno di migrazione, dal Vecchio Continente verso il sud dell'emisfero occidentale del pianeta. 
Questo fenomeno ora sembra essersi rovesciato, quasi senza soluzione di continuità, nelle ultime decadi del secolo scorso: milioni di sud-americani, molti di essi discendenti degli antichi emigranti europei, hanno preso rotta verso i paesi da cui anticamente avevano ricevuto i figli.

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  SERVIZIO CIVILE CON LA CARITAS DI FROSINONE.   13/06/2008

Le domande fino al 7 luglio 2008 per 7 posti in Ciociaria e 4 in Rwanda.C'è tempo fino al 7 luglio 2008 per la presentazione delle domande per accedere al servizio civile volontario con la Caritas diocesana di Frosinone-Veroli-Ferentino. Sono stati inseriti nel Bando nazionale 2 progetti, di cui 1 in Ciociaria e 1 in Rwanda.
Un progetto riguarda l'attività dei Centri di ascolto di Frosinone, Ferentino, Ceccano e Ceprano, per un totale di 7 posti.
Per il secondo anno c'è la possibilità di prestare anche il servizio civile all'estero, in Rwanda, dove dal 2002 la Diocesi ha attivato un gemellaggio con la Diocesi di Nyundo, nella parte nord-occidentale del Paese. I giovani vengono inseriti nel progetto Caschi bianchi e coinvolti nel progetto di sostegno scolastico a distanza, nell'attività con i ragazzi di strada e nelle altre attività sociali della Caritas di Gisenyi. Il progetto prevede 4 posti.

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  GINO BUCCHINO, DEPUTATO PD, SULLE PENSIONI DEGLI EMIGRATI IN SVIZZERA RIENTRATI IN ITALIA.   13/06/2008

La Consulta affossa le speranze dei pensionati emigrati in Svizzera e rientrati in Italia.

L'On. Gino Bucchino rende noto che la Corte Costituzionale con sentenza n.172 depositata il 23 maggio 2008 ha definitivamente affossato le speranze di decine di migliaia di pensionati italiani che avevano trasferito i loro contributi in Italia dalla Svizzera.
La recente pronuncia stabilisce in pratica che le loro pensioni non potranno  essere ricalcolate con il sistema più favorevole prescritto da alcune sentenze della Corte di Cassazione che teneva conto della retribuzione effettivamente percepita in Svizzera e che avrebbe fatto aumentare gli importi pensionistici.

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  APPROVATA LA "CARTA DI ROMA", IL CODICE DEONTOLOGICO PER I GIORNALISTI SUI TEMI DELL'EMIGRAZIONE E DELL'ASILO.   13/06/2008

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, condividendo le preoccupazioni dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) circa l’informazione concernente richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti; richiamandosi ai dettati deontologici presenti nella Carta dei Doveri del Giornalista - con particolare riguardo al dovere fondamentale di rispettare la persona e la sua dignità e di non discriminare nessuno per la razza, la religione, il sesso, le condizioni fisiche e mentali e le opinioni politiche - ed ai princìpi contenuti nelle norme nazionali ed internazionali sul tema; riconfermando la particolare tutela nei confronti dei minori così come stabilito dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia e dai dettati deontologici della Carta di Treviso e del Vademecum aggiuntivo, invitano, in base al criterio deontologico fondamentale ‘del rispetto della verità sostanziale dei fatti osservati’ contenuto nell’articolo 2 della Legge istitutiva dell’Ordine...

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