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Quando è cominciato il primo processo agli uomini che avevano avuto responsabilità nella tortura e nell'uccisione di desaparecidos in Argentina due leggi dello stato impedivano che lì potessero svolgersi quei processi. Il viaggio in Italia delle madri e delle nonne di Plaza de Mayo era sostenuto dalla speranza di poter trovare nella terra degli Appennini quello che era loro negato nel paese delle Ande. Oggi sappiamo che quella speranza era fondata. Il tribunale della Corte d'assise di Roma ha condannato a cinque ergastoli gli imputati Jorge Eduardo Acosta, Alfredo Ignacio Astiz, Jorge Raul Vildoza, Hector Antonio Febres e Antonio Vanek, ufficiali operanti nella Escuela Superior de Mecanica de la Marina (ESMA) dove avevano avuto luogo le torture. Il ministro degli Esteri Massimo D'Alema ha dichiarato che l'Italia sta considerando la possibilità di richiederne l'estradizione affinché la condanna non resti solo sulla carta. Avevamo incontrato Estella Carlotto nell'autunno scorso nella conferenza stampa dopo la sua testimonianza al processo ESMA e le avevamo chiesto che ruolo avevano svolto le associazioni e i gruppi italiani in Argentina al momento della sua tragedia famigliare. Ci sarebbe piaciuto che di poter apprendere che qualche gruppo le era stato vicino nella sua disperata ricerca di giustizia. Ma il volto di Estella Carlotto si è rabbbuiato a questa domanda e ripetè alcune frasi già pronunciate in aula: ci furono persino padroni di aziende che denunciarono i loro operai come oppositori del regime. E poi quando le abbiamo chiesto della scuola italiana in Bueonos Aires, se fossero noti i nomi dei giovani che frequentavano la scuola e poi torturati e uccisi Estella Carlotto ci ha risposto :E' una vergogna che ancora oggi non ci sia almeno una lapide in quella scuola che ricordi i nomi degli studenti desaparecidos che la frequentavano. Dopo la sentenza del 14 Marzo resta alta l'attesa della comunità italiana in Argentina per lo svolgimento del processo Massera ancora in corso. Ma l'indicazione di Estella Carlotto perché si ponga una lapide nella sede della Scuola Colombo con i nomi degli studenti desaparecidos che frequentavano la scuola potrebbe essere una giusta direzione verso cui indirizzare la solidarietà alle famiglie e la testimonianza delle associazioni e dei gruppi italiani in Argentina. LA CORTE DI ASSISE DI ROMA dispositivo di sentenza REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Alla pubblica udienza del 14 marzo 2007 ha pronunciato e pubblicato mediante lettura del dispositivo la seguente S E N T E N Z A Visti gli artt. 533, 535, 538 e 539 c.p.p.; dichiara Acosta Jorge Eduardo, Astiz Alfredo Ignacio, Vildoza Jorge Raúl, Vañek Antonio e Febres Héctor Antonio colpevoli del reato continuato loro ascritto e li condanna ciascuno alla pena dell'ergastolo con isolamento diurno per un anno, con interdizione perpetua dai pubblici uffici e con interdizione legale durante il periodo di espiazione della pena; ordina la pubblicazione della sentenza, per estratto, sui quotidiani "Il Corriere della Sera" e "La Repubblica", e mediante affissione nel Comune di Roma; condanna i suddetti imputati, in solido, al pagamento delle spese processuali, al risarcimento dei danni subiti dalle parti civili costituite nella misura da liquidarsi in separata sede, nonché al pagamento di una provisionale immediatamente esecutiva di Euro 100.000,00 (centomila) ciascuno per Humberto Carmelo Gullo, Emiliano Demian Gullo, Carlos Nicolás Gullo, Leopoldo Benito Gullo, Inocencia Luca ved. Pegpraro e Juan Carlos Dante Gullo e di Euro 50.000,00 (cinquantamila) per Juan Ernesto Gullo; condanna gli imputati, in solido, alla rifusione delle spese di costituzione e difesa, che liquida in complessivi Euro 40.000 (di cui 30.000,00 per onorari) in favore delle parti civili assistite dall'Avv. Maniga, Euro 25.000 (di cui 20.000,00 per onorari) per le parti civili assistite dall'Avv. Gentili, Euro 7.500,00 (di cui 7.000,00 per onorari) per la parte civile assistita dall'Avv. Brigida, Euro 15.000,00 (di cui 8.000,00 per onorari) per la Provincia di Cosenza ed di Euro 15.000,00 (di cui 5.000,00 per onorari) per la parte civile assistita dall'Avv. Magorno, il tutto IVA e CPA; fissa in giorni 90 il termine per il deposito della motivazione. IL PRESIDENTE
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