Istituto Fernando Santi                                                 



   Processo ESMA


DALLE ANDE AGLI APPENNINI - Cronache di un processo (4)
di Piero Sammartino - aderente all'Istituto Fernando Santi e militante di Amnesty International
  


A distanza di trenta anni si celebra in Italia il processo ai militari argentini responsabili della scomparsa e dell'uccisione di tre emigrati italiani sospetti solo di idee avverse al regime.
IL PROCESSO ACOSTA E ALTRI o PROCESSO ESMA (Escuela Superior de Mecanica de la Armada, luogo del campo terminale di reclusione e tortura)

Nell'estate del 1976 ho viaggiato a Mosca e Leningrado. L'agenzia di viaggi della CGIL si affacciava al mercato del turismo di massa offrendo combinazioni vantaggiose anche grazie ai canali preferenziali di cui ancora disponeva, attraverso i fiorenti contatti politico-sindacali con il Partito Comunista.

Oltre alle fugaci impressioni di un viaggio vorticoso di cui oggi confondo nel ricordo i parchi e i monumenti delle due città, mantengo salde due percezioni: la invisibilità di una condizione di miseria estrema e la evidente mancanza di libertà in ogni aspetto del vivere sociale.

Proprio mentre ero lì, per qualche giorno inspiegabilmente non arrivò in albergo il quotidiano del Partito Comunista Italiano L'Unità che leggevamo sempre con un giorno di ritardo. Altri quotidiani italiani non erano ammessi.

Seppi poi al ritorno in Italia che Berlinguer aveva rilasciato la famosa intervista in cui esplicitamente sceglieva l'Occidente e la Nato. Mi sento più sicuro al di qua, diceva. Ma era ancora lontano il tempo in cui avrebbe dichiarato che la rivoluzione sovietica aveva esaurito la sua spinta propulsiva. Del resto anche nel simbolo del Partito Socialista Italiano c'erano ancora la falce e il martello imposti da Lenin e solo nel '78 Craxi avrebbe rimesso esplicitamente in discussione il pensiero di Marx con quel famoso articolo in cui rivalutava Proudhon.

La fame nelle strade di Mosca non si vedeva. Eppure l'agricoltura era al disastro. Ma il grano arrivava dall'Argentina. Quale fu la reazione dell'URSS al golpe dei militari in Argentina? Fu tiepida e di fatto insignificante. Gli interessi commerciali prevalevano su tutte le altre considerazioni e per gli stessi motivi la diplomazia italiana fu così timida e avara di aiuti, se si eccettuano brillanti casi umani come quello del Console Calamai che ha testimoniato in aula nell'udienza del 5 Ottobre.

Ma in Italia la ragion di stato interpretata allora ai massimi livelli da Andreotti e Forlani porta con sé un aggravante rispetto a quella di altri Paesi. I milioni di italiani emigrati in Argentina in gran parte subivano e in altra parte gestivano gli orrori della dittatura. Vedremo anche in altre testimonianze affacciarsi l'ombra inquietante di Licio Gelli che ottiene ben quattro passaporti falsi dal laboratorio grafico della ESMA per mano di un detenuto che si autodefinisce schiavo del regime militare, ma che in questo processo fornirà importanti testimonianze sulla base di prove e documenti accuratamente conservati.

Oltre alle prove raccolte dai testimoni è iniziato in Argentina un lavoro di scavo per la ricostruzione delle identità dei corpi ritrovati e dei giovani che ora hanno trent'anni o poco meno e, per qualche fondato sospetto, dubitano della loro identità. Esiste anche un'associazione benemerita che si occupa di questo. Antropologos Forenses è composta di specialisti in medicina legale e antropologia che sono in grado di confrontare i caratteri genetici dei defunti con quelli dei parenti in vita e anche accertare le condizioni di tortura e le modalità dell'uccisione dei tanti desaparecidos.

Magdalena Ruiz Guinazù è una giornalista de La Naciòn molto nota in Argentina, e ha fatto parte del CONADEP istituito nell'83 al tempo di Alfonsìn. Con quel nome si indicava la Commissione nazionale per le indagini sui desaparecidos.

Nel CONADEP si divisero i compiti e a Magdalena Ruiz toccò, tra l'altro, occuparsi dell'ESMA e delle sue attività insieme con un gruppo di civili che per la prima volta poterono entrare a visitare il campo.
In quel tempo le forze armate erano sì sottomesse al Governo democratico, ma conservavano ancora un'autonomia molto forte. Per visitare il campo si dovevano usare le stesse macchine usate dai militari e gli autisti si salutavano con i fari in segno di amicizia. C'era una tensione sgradevole.
Entrando nel casino Ufficiali i sopravvissuti che erano fra i visitatori chiusero gli occhi per riprodurre le loro sensazioni dentro quei locali dove avevano camminato con gli occhi bendati.
Una grande stanza al pian terreno e sul pavimento ancora i segni delle torture. Poi il cortile dove ogni mercoledì venivano a prelevare prigionieri. Ma non si sapeva dove li portassero.
Quando una volta il mare in tempesta su La Plata fece riaffiorare alcuni corpi, la dittatura parlò di problemi e conflitti fra mercanti del luogo, ma nessuno ci credette.

Oltre all'ESMA esistevano anche altri campi da dove partivano i prigionieri per i voli della morte. Ma non si conoscevano i dettagli.
I prigionieri dell'ESMA non stavano - come si potrebbe pensare - in un sotterraneo. La Capucha era una soffitta e da lì si poteva vedere il fiume.
Magdalena Ruiz afferma di aver provato una forte emozione entrando in quella sala, come di una persistente presenza di tutte le persone che erano passate di lì.
Nel libro Nunca Màs c'è uno schema molto chiaro di come era fatto quel posto e il tetto del locale. Tutto intorno alla Capucha c'era una tubatura dell'acqua a cui venivano incatenati i prigionieri. Per le necessità fisiologiche c'era solo un secchio. Poi un bagno con un lavandino. I sopravvissuti parlavano di una stanza più piccola - la Capuchita - dove si torturava.
Nell'angolo che guarda il Rio de La Plata i militari avevano ammassato gli oggetti rubati nelle case dove erano andati a sequestrare la gente. Forse per venderli.
In quella visita i redivivi hanno offerto una ricostruzione della loro vita al campo ESMA trasmettendo a tutti una grande emozione. Con un calcolo approssimativo possono essere stati 5000 a passare di lì.

Altre informazioni possiamo averle da Nunca Màs : potevamo vedere molte donne per terra, alcune su un materasso che aspettavano un figlio…

C'era il dottor Euforbio Magnago, ginecologo, che aiutava nel momento del parto.

…La madre era invitata a scrivere una lettera alle famiglie come se il bambino andasse dai nonni.
Parlavano di maternità modello alla ESMA. Nell'ospedale navale c'erano coppie disposte ad adottare bambini figli dei desaparecidos.


 N o t i z i e
  UN'ITALIA SEMPRE PIU' STRANIERA E CON SEMPRE PIU' RUMENI.   07/11/2008

I risultati definitivi della rilevazione dell’Istat sulla popolazione straniera residente[1] hanno sostanzialmente confermato le anticipazioni contenute nel Rapporto annuale dell’Istituto di Statistica[2], pubblicato prima dell’estate. Nel corso del 2007 gli stranieri regolarmente residenti sono aumentati di quasi 494 mila unità, portando il totale a 3,4 milioni pari al 5,8% dell’intera popolazione del paese. In termini assoluti siamo in presenza dell’aumento più elevato mai registrato in Italia da quando sono iniziati ad arrivare i primi flussi di immigrazione straniera. In termini relativi, invece, la crescita del 16,8% avvenuta nello scorso anno risulta inferiore sia a quella del 2004 (20,7%) che a quella del 2003 (28,4%), i due anni in cui nelle anagrafi comunali si sono iscritti gli stranieri che si erano avvalsi delle regolarizzazioni che avevano accompagnato la Bossi-Fini.

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  IL LUSSEMBURGO LANCIA UN FORUM DEI GIOVANI DELLA MACROREGIONE SAAR-LORENA-LUSSEMBURGO PER SUPERARE I PREGIUDIZI.   07/11/2008

Arrogante, vantone, ingenuo, sfrontato, quale di queste parole descriverebbe al mglio i cittadini dei paesei a voi vicini? Molto spesso noi soccombiamo alla tentazione di avere deinostri vicini ina visione stereotipata basata su pregiudizi.
Il Forum mira a:
Sensibilizzare alla realtà culturale, sociale ed economica della Macroregione(scambio d'espereinze,raforzamento del sentimento di appartenenza, presa di coscienza dei punti comuni).
Sviluppare una dichiarazione politica dei giovani sulla tematica de "I pregiudizi nella Macroregione"da porre all'attenzione dei rappresentanti politici della Macroregione.

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  "STORIEMIGRANTI" - Recital in tre atti al teatro Ambra Jovinelli.   07/11/2008

Con il patrocinio della Provincia di Roma, il Clan "Il Nomade" ed il Gruppo Scout Agesci Roma 8, presentano "StoriEmigranti" un recital in tre atti che andrà in scena a Roma il 13 e 14 gennaio al teatro Ambra Jovinelli di Roma, via Guglielmo Pepe 43/47.

Duecento milioni di immigrati nel mondo, quasi 4 milioni nel nostro paese. In Italia oggi, 1 nato ogni 10 è figlio di immigrati, e un matrimonio su 8 coinvolge almeno un cittadino straniero.
Questi semplici dati mostrano come il fenomeno "migrazioni" assuma oggi proporzioni mai raggiunte prima. A fronte di grandi cambiamenti che questo haportato, però, nel nostro paese spesso il dibattito sulle migrazioni è fermo ai luoghi comuni che circolavano vent’anni fa, quando gli immigrati erano ancora centinaia di migliaia.

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  IL BLUES ITALIANO IN PIAZZA A SAARBRUCKEN. ISTITUTO FERNANDO SANTI E ARCI DI IMPERIA TRA I PROMOTORI.   06/11/2008

Tra il 31.10 e il 2.11 e con il patrocinio della città di Saarbrücken, si è svolto il 2° "Saarländisches blues festival". Fautori di questa 2° manifestazione, Gisela Bahr - responsabile culturale del "Bürgercentrum Breite63" - e Bernd Dahlmanns,  direttore artistico del Blues Festival, assistiti da Gioacchino Di Bernardo dell'IFS e Pino Piscitelli, responsabile "wanna blues" dell'ARCI di Imperia.
Dedicato alla scena blues italiana sotto il motto "Italo Speciale" il festival ha ospitato musicisti di Verbania, Milano e Imperia.

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  "AGGIORNAMENTI GIURIDICI SULL'IMMIGRAZIONE".   03/11/2008

Presidenza della Repubblica Decreto Legislativo 159/2008.
La G.U. n. 247 del 21-10-2008 pubblica il decreto legislativo correttivo delle norme di attuazione delle direttive comunitarie in materia di procedura di esame delle domande di asilo.

Le nuove norme introducono, tra l'altro, restrizioni alla libertà di circolazione dei richiedenti asilo, nell'effetto sospensivo del ricorso avverso le decisioni in prima istanza nei confronti dei richiedenti asilo per i quali l'istanza sia stata considerata manifestamente infondata, l'estensione del trattenimento obbligatorio ai richiedenti asilo che siano oggetto di un provvedimento di respingimento al momento del loro arrivo in Italia ed il dimezzamento dei termini di ricorso per i richiedenti asilo trattenuti.

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  DI PADRE IN FIGLIO: LE DIFFICOLTA' DI APPRENDIMENTO DELLA SECONDA GENERAZIONE.   31/10/2008

Nelle società europee sta crescendo l’importanza dei fenomeni di stabilizzazione e integrazione degli immigrati e delle loro famiglie, in particolare della seconda generazione. Accanto a paesi più maturi rispetto a queste esperienze, ve ne sono altri, come l’Italia, che, diventati solo recentemente mete dei flussi migratori, sono meno pronti ad affrontarle. Le esperienze dei primi possono perciò servire ai secondi affinché l’immigrazione rimanga una risorsa e non diventi un problema sociale.

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