Istituto Fernando Santi                                                 



   Processo ESMA


DALLE ANDE AGLI APPENNINI - Cronache di un processo (3)
di Piero Sammartino - aderente all'Istituto Fernando Santi e militante di Amnesty International
  


A distanza di trenta anni si celebra in Italia il processo ai militari argentini responsabili della scomparsa e dell'uccisione di tre emigrati italiani sospetti solo di idee avverse al regime.
IL PROCESSO ACOSTA E ALTRI o PROCESSO ESMA (Escuela Superior de Mecanica de la Armada, luogo del campo terminale di reclusione e tortura)

Nell'udienza del 15 Novembre abbiamo ascoltato per prima la testimonianza di Julio Velasco, noto allenatore che ha portato al successo mondiale la squadra italiana di pallavolo femminile. Il fratello di Julio era nel movimento studentesco al Colegio
Nacional de La Plata
. Julio era stato leader del Movimento e poi assunto come precettore, ma già nel '74 tutti i precettori furono sostituiti con precettori di destra per controllare i ragazzi che saranno poi perseguiti come se fossero tutti appartenenti a gruppi armati e per lo più eliminati.

Qualcuno veniva rilasciato. Non si sapeva perché. Forse per poter diffondere il terrore. Non se ne conosceva il motivo. Loro dicevano: "Noi siamo Dio. Decidiamo la vita e la morte".

Il fratello di Julio rimase in casa ignorando il consiglio di rifugiarsi a B.Aires e fu sequestrato. Oltre alla tortura fisica vigeva la pratica di simulare la fucilazione. E per molti anni i sopravvissuti non hanno voluto parlarne, forse anche perché presi dal senso di colpa.

L'orrore era diventato abitudine. Hanno preso Maria... E'sparito Ignazio... Era come sotto un bombardamento. Sparire era una possibilità della vita. Bisognava stare molto attenti a come si parlava. Stare attenti a non dire mai più del 20% di quello che si pensava. Almeno chi aveva idee chiare si comportava così. Poi c'era anche chi, accondiscendente alla dittatura, venendo a sapere dell'ultima sparizione diceva: "Ci sarà un motivo…"

Ci fu il caso di un giudice che sapendo che il figlio era ricercato lo convinse a presentarsi alla polizia. Non lo avrebbe visto mai più.
Il fratello di Julio è stato più fortunato. Dopo due mesi di assenza suona il campanello di casa. E' lui. Ma la madre non sarà più la stessa.

Dopo Julio Velasco è chiamata a testimoniare Vera Vigevani, fondatrice delle Madri di Plaza de Mayo. Dopo il rapimento tutte le madri facevano gli stessi passi e si trovavano negli stessi posti. Si parlavano. Ma era proibito riunirsi e le guardie di servizio agli edifici del governo dicevano: Circolate! Così le madri cominciarono a manifestare in circolo a Plaza de Mayo davanti alla Casa Rosada.

La famiglia Vigevani - ebrei italiani - si trasferisce a Buenos Aires nel 1939, quando Vera è una ragazzina di 11 anni, ma lei conserverà sempre la nazionalità italiana. Al momento del suo sequestro, nel '76, la figlia era parte della UES, associazione di studenti della sinistra peronista (Uniòn de Estudiantes Secundarios). I famigliari avevano creduto di poterla salvare. A 15 giorni dal rapimento avevano ricevuto una telefonata della figlia che li aveva riempiti di gioia e di speranze. Questa era una tecnica molto usata dai militari per dissuadere parenti e amici dal fare denuncie e azioni clamorose in attesa di un prossimo possibile rilascio.

La figlia di Vera fu reclusa alla ESMA dal 25 giugno fino a metà luglio. Poi ci furono nuovi arrivi di prigionieri e c'era bisogno di spazio. Finì nei voli della morte. Una sua compagna di prigionia, Marta Alvarez, ha riferito alla madre di averla vista. Estaba entera. Sembrava ancora forte e aveva conservato perfino il suo senso dell'umorismo. Ma alla domanda se fosse stata torturata, Marta non ha voluto rispondere.

E' la seconda storia tragica in famiglia. Il nonno di Vera era ad Auschwitz. Anche lui senza una tomba.

Del caso Vigevani si occupò anche Arrigo Levi, amico di famiglia, quando era direttore de La Stampa. Vera è italiana e con l'aiuto di Arrigo Levi viene ricevuta dal Presidente della Repubblica Pertini e anche dal Papa. Non poteva saperlo, ma tutto ormai era inutile.

Dopo la dittatura, con la Presidenza Kirchner i luoghi dell'ESMA sono stati restituiti a Buenos Aires per creare lì uno spazio della memoria.

La signora Vigevani ha visitato due volte quei luoghi e racconta del forte impatto emotivo che le hanno trasmesso. Dopo la prima volta, alla forza d'animo dimostrata durante la visita ha corrisposto un crollo psicofisico che le ha fatto perdere i sensi al ritorno, appena varcata la soglia di casa. In aula, fra le altre cose, ha descritto una stanza dove portavano le donne incinte per partorire. Era come una rudimentale sala parto da cui i neonati venivano poi immediatamente dirottati per le adozioni pilotate dai militari. Avremo altre conferme di questa pratica dalle altre testimonianze.

All'avvocato di parte civile che le domanda se avesse pensato a chiedere aiuto all'Ambasciata Italiana la Sig.ra Vigevani risponde:

Entrai una volta all'Ambasciata. Parlai con il Console. Ci espresse il suo rammarico. Ci diede consigli …ci servì per conoscerci fra italiani, per una solidarietà fra di noi, ma dall'Ambasciata nessun aiuto.

 

 N o t i z i e
  "STORIEMIGRANTI" - Recital in tre atti al teatro Ambra Jovinelli.   07/11/2008

Con il patrocinio della Provincia di Roma, il Clan "Il Nomade" ed il Gruppo Scout Agesci Roma 8, presentano "StoriEmigranti" un recital in tre atti che andrà in scena a Roma il 13 e 14 gennaio al teatro Ambra Jovinelli di Roma, via Guglielmo Pepe 43/47.

Duecento milioni di immigrati nel mondo, quasi 4 milioni nel nostro paese. In Italia oggi, 1 nato ogni 10 è figlio di immigrati, e un matrimonio su 8 coinvolge almeno un cittadino straniero.
Questi semplici dati mostrano come il fenomeno "migrazioni" assuma oggi proporzioni mai raggiunte prima. A fronte di grandi cambiamenti che questo haportato, però, nel nostro paese spesso il dibattito sulle migrazioni è fermo ai luoghi comuni che circolavano vent’anni fa, quando gli immigrati erano ancora centinaia di migliaia.

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  IL BLUES ITALIANO IN PIAZZA A SAARBRUCKEN. ISTITUTO FERNANDO SANTI E ARCI DI IMPERIA TRA I PROMOTORI.   06/11/2008

Tra il 31.10 e il 2.11 e con il patrocinio della città di Saarbrücken, si è svolto il 2° "Saarländisches blues festival". Fautori di questa 2° manifestazione, Gisela Bahr - responsabile culturale del "Bürgercentrum Breite63" - e Bernd Dahlmanns,  direttore artistico del Blues Festival, assistiti da Gioacchino Di Bernardo dell'IFS e Pino Piscitelli, responsabile "wanna blues" dell'ARCI di Imperia.
Dedicato alla scena blues italiana sotto il motto "Italo Speciale" il festival ha ospitato musicisti di Verbania, Milano e Imperia.

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  "AGGIORNAMENTI GIURIDICI SULL'IMMIGRAZIONE".   03/11/2008

Presidenza della Repubblica Decreto Legislativo 159/2008.
La G.U. n. 247 del 21-10-2008 pubblica il decreto legislativo correttivo delle norme di attuazione delle direttive comunitarie in materia di procedura di esame delle domande di asilo.

Le nuove norme introducono, tra l'altro, restrizioni alla libertà di circolazione dei richiedenti asilo, nell'effetto sospensivo del ricorso avverso le decisioni in prima istanza nei confronti dei richiedenti asilo per i quali l'istanza sia stata considerata manifestamente infondata, l'estensione del trattenimento obbligatorio ai richiedenti asilo che siano oggetto di un provvedimento di respingimento al momento del loro arrivo in Italia ed il dimezzamento dei termini di ricorso per i richiedenti asilo trattenuti.

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  DI PADRE IN FIGLIO: LE DIFFICOLTA' DI APPRENDIMENTO DELLA SECONDA GENERAZIONE.   31/10/2008

Nelle società europee sta crescendo l’importanza dei fenomeni di stabilizzazione e integrazione degli immigrati e delle loro famiglie, in particolare della seconda generazione. Accanto a paesi più maturi rispetto a queste esperienze, ve ne sono altri, come l’Italia, che, diventati solo recentemente mete dei flussi migratori, sono meno pronti ad affrontarle. Le esperienze dei primi possono perciò servire ai secondi affinché l’immigrazione rimanga una risorsa e non diventi un problema sociale.

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  7 NOVEMBRE 2008 - CONVEGNO FCLIS-FIEI SUL VOTO AGLI IMMIGRATI.   29/10/2008

Alla presenza della Senatrice Anna Finocchiaro e del Senatore Maurizio Gasparri, si è svolta mercoledì 22 ottobre nella sala conferenze stampa del Senato della Repubblica Italiana la conferenza stampa di presentazione del Convegno dal titolo: Integrazione: diritti, doveri. La partecipazione democratica dei migranti, strumento d’integrazione.
Organizzato dalla Federazione delle Colonie Libere Italiane in Svizzera (FCLIS), in collaborazione con la FIEI, il Convegno avrà luogo venerdì 7 novembre 2008 a Roma nella Sala Capitolare della Biblioteca del Senato.

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