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NORMATIVA
MINISTERO DELL'INTERNO : Uscita e rientro in fase di rinnovo - autorizzato il passaggio attraverso altri valichi di frontiera.

Ministero dell'InternoCon un telegramma urgentissimo il Ministero dell’interno ha autorizzato il rientro in Italia dei cittadini in fase di rinnovo del permesso di soggiorno da valichi di frontiera diversi da quelli di uscita.

Dal 31 gennaio 2009 non è più possibile per i cittadini stranieri, regolarmente residenti in Italia in fase di rinnovo o primo rilascio del permesso per lavoro o motivi familiari, attraversare paesi dell’area Schengen per recarsi nel paese di origine. 

Venute meno tali condizioni, molti cittadini stranieri tornati a casa prima del 31 gennaio 2009, hanno perciò avuto problemi nel rientrare in Italia attraverso lo stesso valico.
In particolar modo il consolato italiano in Croazia ha evidenziato la problematica in riferimento ai cittadini croati che erano rientrati in patria attraversando la frontiera slovena.

Il Ministero dell’interno con il telegramma urgentissimo del l’11 marzo 2009 al fine di facilitare il rientro sul territorio nazionale, ha perciò disposto che gli stranieri in fase di rinnovo o primo rilascio del permesso di soggiorno possano lasciare il territorio nazionale e farvi rientro anche attraverso una frontiera esterna italiana diversa da quella di uscita.
Continua ad essere valida l'interdizione all'attraversamento dei paesi Schengen per i titolari di cedolino o ricevuta postale.
Sarà il Ministero, dopo accordi in seno all'Unione europea, a emanare eventualmente disposizioni ad hoc, come successo negli anni passati.

CLICCA QUI per vedere il telegramma (PDF) 

Fonte Programma Integra


 N o t i z i e
  BARACK OBAMA: OSSERVAZIONI SU UNA POLITICA DELL'IMMIGRAZIONE INCLUSIVA.   09/07/2010

La questione migratoria è da sempre, negli Stati Uniti, argomento di aperto dibattito. All’inizio del secolo scorso, quando si pose il problema di limitare l’immigrazione europea, particolarmente quella meridionale e orientale; alla fine del New Deal, quando la mobilitazione bellica rese necessaria l’immigrazione di braccianti messicani; negli anni ’80, quando venne decretata l’unica grande sanatoria che regolarizzò la posizione di 3 milioni di immigrati. E nel decennio che ora si chiude, caratterizzato dai frustrati tentativi di risolvere la situazione di milioni di irregolari – prevalentemente latino-americani – fortemente radicati nel paese, ma con incerti diritti e a rischio di deportazione. A un anno e mezzo dal suo insediamento, varata la riforma sanitaria, Obama sembra deciso ad affrontare l’irrisolto problema. Il discorso del 1 luglio scorso all’American University di Washington è forse un primo decisivo passo. Ne presentiamo i passaggi più importanti.

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  LA PAGELLA DEGLI IMMIGRATI E QUELLA DEL LEGISLATORE.   09/07/2010

Un anno fa, la legge n. 94/2009 ("Disposizioni in materia di sicurezza pubblica"), introduceva nella nostra legislazione l’istituto dell’"accordo di integrazione" a punti (art. 25 di detta legge), una sorta di pagella che dovrebbe certificare il percorso d’inserimento dell’immigrato nella società, e quindi la sua idoneità a restare nel nostro paese. C’è adesso una bozza del regolamento attuativo, in attesa dell’approvazione del Consiglio dei Ministri, che dovrebbe rendere operativo tale accordo. Potosì l’ha letta e non gli è per niente piaciuta e ve ne riferisce nelle righe che seguono, con qualche commento. La motivazione principale del giudizio fortemente negativo è semplice: la permanenza dell’immigrato nel paese non è subordinata al fatto che faccia un lavoro utile, che non incorra in reati, che viva in pace col suo prossimo o che sappia badare a se stesso e ai suoi familiari, ma al fatto che "superi" una serie di prove previste dall’accordo stesso e che, in parte, non sono condizione necessaria di civile convivenza.

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  RIFUGIATI ERITREI IN LIBIA. CIR: NON C'E' PIU' TEMPO. SUBITO UNA SOLUZIONE.   05/07/2010

Dal centro di detenzione di Braq vicino Sebah nel sud del deserto libico arrivano allarmanti notizie sul rischio di vita a cui sono esposti i 245 rifugiati eritrei che, dopo i maltrattamenti subiti negli ultimi giorni, chiedono l’intervento internazionale per salvarsi.
"Abbiamo motivo di pensare che il governo italiano finalmente si stia muovendo, come dimostra anche il fatto che il Ministro degli Esteri Franco Frattini ha chiamato stamattina Savino Pezzotta Presidente del CIR. Ma non c’è più tempo da perdere. Ripetiamo con forza la nostra richiesta al Governo Italiano di trasferire e reinsediare i rifugiati in Italia" dichiara Christopher Hein, Direttore del Consiglio Italiano per i Rifugiati – CIR.

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