




Sebbene il fenomeno migratorio in Italia sia ormai consolidato e strutturale, stiamo vivendo un momento “unico”. Una parte molto rilevante delle cosiddette seconde generazioni (o più in generale i figli degli immigrati), infatti, è costituita da minori che “crescono” e formano la loro identità in compagnia di coetanei italiani. L’attimo fuggente Pochi dati per mostrare il forte incremento della presenza di minori stranieri in Italia: al 2003 quelli residenti erano poco più di 350.000 unità (2,9% dei residenti minori) ma al 2008 hanno superato le 760.000 unità (7,5%); ancora, i nati in Italia da almeno un genitore straniero erano circa 6.000 nel 1992 mentre al 2008 toccano la cifra di 73.000. Una buona parte dei figli dei migranti ha un’età quindi che presuppone la frequenza scolastica, la formazione di una cerchia di amici, lo sviluppo di nuovi interessi ecc. Se i processi di crescita e inserimento nei contesti adeguati alla loro età saranno efficaci, potremo contare su future generazioni di origine straniera in grado di confrontarsi, alla pari, coi coetanei italiani. Per “cogliere l’attimo” è utile prendere in considerazione più vie per l’integrazione. Tra queste ci pare fondamentale considerare la dimensione delle relazioni sociali grazie alla quale le nuove generazioni crescono imparando a convivere con “l’altro”.
I luoghi in cui i ragazzi di questa età si pongono in relazione e quindi socializzano possono essere diversi: certamente la scuola, ma non solo. Questa infatti è l’età in cui i ragazzi frequentano altri luoghi di aggregazione, partecipano a corsi o praticano attività sportive. Attraverso i dati raccolti con l’indagine ITAGEN2 su un campione rappresentativo di ragazzi di origine straniera (cioè con entrambi i genitori di nazionalità diversa da quella italiana o figli di coppia mista nel caso in cui uno dei due genitori sia italiano) frequentanti le scuole secondarie lombarde di I grado possiamo cogliere alcuni modi con cui essi si pongono in relazione coi pari. Diverse sono le domande del questionario utili a tal fine. Alcune più generiche sull’amicizia (Hai amici italiani? Hai amici non italiani? Ti vedi fuori scuola con questi amici?), altre circoscritte al gruppo dei compagni di classe formulate seguendo l’approccio di Social Network Analysis (Quali sono i tuoi migliori amici in classe?) e utili per misurare due dimensioni importanti di ogni ragazzo: il grado di espansività e quello di popolarità; altre ancora legate al modo di trascorrere il tempo libero (Di solito, quante ore passi a giocare ai videogiochi? Ti alleni in una squadra sportiva?). Il panorama relazionale che viene tratteggiato mette in evidenza la capacità, soprattutto maschile, di tessere amicizie sia con italiani che con stranieri, capacità tuttavia più limitata quando il ragazzo è da poco giunto in Italia o proviene da comunità asiatiche. Entrando nelle classi, le ragazze appaiono meno popolari e meno espansive dei loro compagni, così come anche in questo ambito i ragazzi di origine asiatica, ma anche latino americana, sembrano avere più difficoltà nell’aprirsi a contatti e nell’essere citati come amici. L’andare bene a scuola, indipendentemente da altre caratteristiche del ragazzo/a, favorisce dinamiche relazionali positive (maggiore popolarità ed espansività) e per questo socializzanti.
Considerando simultaneamente alcune caratteristiche degli intervistati(Tab. 2) e la loro dimensione relazionale (Tab.1) si possono evidenziare quattro profili tipici:
Questa analisi mostra come tra ragazzi, anche con difficoltà nell’inserimento scolastico, l’appartenenza ad una squadra sportiva crei significative relazioni interpersonali. Questa dimensione relazionale crea il senso di appartenenza ad un gruppo di coetanei e di conseguenza facilita il processo di inserimento e quindi di integrazione sociale. I potenziali contesti di integrazione sociale per i preadolescenti possono andare quindi al di là di quello scolastico usualmente considerato. di Laura Terzera - Dipartimento di Statistica, Università degli Studi di Milano Bicocca
O. Casacchia, L. Natale, A. Paterno, L. Terzera (2008) Studiare insieme, crescere insieme? Un’indagine sulle seconde generazioni in dieci regioni italiane, FrancoAngeli, Milano Miur (2000) Alunni con cittadinanza non italiana Scuole statali e non statali a.s. 1999/2000 Miur (2009) Alunni con cittadinanza non italiana Scuole statali e non statali a.s. 2007/2008 Fonte neodemos.it
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