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Convegno “I migranti, l’Africa, le nostre responsabilità”

Si è svolto ieri (11 dicembre 2018) il Convegno “I migranti, l’Africa, le nostre responsabilità” con il patrocinio di Amnesty International.

Il confronto a più voci, che ha visto una grande partecipazione di pubblico, è stato moderato dal giornalista Max Civili ed introdotto da Gemma Vecchio presidente di Casa Africa e da Rino Giuliani vicesegretario FIEI.

Con l’iniziativa si è inteso prendere in esame le cause degli squilibri (economici, ambientali, sociali) che condizionano le economie dei paesi africani e che costringono milioni di persone ogni anno a cercare condizioni di vita migliori in altri paesi, in Italia e in Europa.

Il dibattito è stato introdotto dall’illustrazione del rapporto Honest Accounts 2017, da parte di Natalie Sharples portavoce di Health Poverty Action.

Da diversi punti di osservazione e con diversi strumenti di analisi si sono succeduti negli interventi programmati, esperti di economia e di geopolitica e testimoni diretti: Antonello Pasini fisico del clima del CNR, Andrea del Monaco saggista esperto di fondi europei, Ilaria Bifarini economista e scrittrice, Aly Baba Faye sociologo e esperto di immigrazione, Lifang Dong legale e esperta di internazionalizzazione, Jean Jacques Dikou giornalista, Udo Enwereuzor senior policy adsvisor Cospe, Giorgio Brocco PH.D Researcher- Dip. Antropologia Sociale Freie Unversitat Berlin e Franco Pittau Idos progetto voci di confine.

Il risultato del contributo collettivo, aperto, che verrà ulteriormente approfondito nel 2019, ha consentito di conoscere meglio con dati, analisi e testimonianze dirette alcune importanti dinamiche alla base delle migrazioni.

Circa 7 ore di registrazione video oltre alle relazioni scritte rappresentano un materiale interessante che presto sarà possibile scaricare dai siti FIEI, Filef e Istituto Fernando Santi.

L’iniziativa svolta all’indomani della giornata mondiale dei Diritti Umani ha voluto ricordare che oggi, più che mai, in presenza di razzismo, intolleranza e mancato rispetto dei diritti umani non ci può essere rassegnazione né presa d’atto. Occorre invece come in ogni altra circostanza difficile e complessa, agire perché ci sia una effettiva ripartenza ancor prima che nelle istituzioni, fra le persone.

Come cittadini dobbiamo auspicare che l’azione dei decisori politici si fondi sempre sui principi della Carta costituzionale. Con il decreto Salvini sull’immigrazione i dubbi di incostituzionalità sono noti, diffusi e ben motivati.

Rino Giuliani introducendo i lavori e riferendosi proprio al decreto Salvini ha osservato che “voler fronteggiare i fenomeni migratori con il bastone sarebbe come voler svuotare il mare con un secchiello, volere una Europa che adotti la politica del bastone verso i migranti vuol dire organizzare un’ulteriore maggiore instabilità ed insicurezza delle nostre società e rischi per la democrazia”. Per l’Europa e per l’Italia si pone invece la necessità assoluta di affrontare con altro spirito e altre politiche il terremoto in atto e gli scenari che dallo stesso stanno emergendo.

“L’Italia – ha ancora osservato Rino Giuliani – è un grande paese europeo, che naturalmente, storicamente, deve guardare molto di più all’Africa e lo deve fare in termini di cooperazione e di amicizia. É per questo che il governo italiano dovrebbe effettuare un cambio di paradigma nelle relazioni con i paesi africani innovando, con legami paritari, contribuendo al loro sviluppo (con una trasparente reciprocità di vantaggi), facendo la differenza con le scelte neocolonialiste praticate da altri paesi europei. Nel parlamento italiano si dovrebbe aprire una discussione franca sulle politiche di sfruttamento dei paesi africani, indicando una diversa strada, altre impostazioni nelle relazioni e richiedere analoghe scelte al parlamento europeo”.

(santinews)

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