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Inclusione sociale e qualificazione del lavoro di cura – Intervento di Rino Giuliani

Durante il convegno svoltosi il 10 novembre u.s. presso la Sala Tirreno della Regione Lazio, il Vicepresidente dell’Istituto Fernando Santi Rino Giuliani è intervenuto sul tema: “Inclusione sociale e qualificazione del lavoro di cura”.

Giuliani ha ricordato come la disgregazione delle reti familiari e sociali, accentuata dalla crisi economica, abbia determinato nell’ultimo decennio una situazione nuova, di “welfare residuale e separato”, del quale sono protagonisti a tutto campo gli assistenti familiari e le famiglie dei non autosufficienti.

Ha sottolineato anche come ci sia molto lavoro in nero e molta evasione contributiva, rimarcando in particolare “l’inclusione mancata o nel migliore dei casi di l’inclusione a metà” degli assistenti familiari.
Vorremmo – ha detto Giuliani – un’accelerazione dell’inclusione attraverso la formazione, l’aggiornamento e l’applicazione corretta degli obblighi contrattuali, oggi spessissimo inosservati”.

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Concludendo il suo intervento anche a nome delle altre strutture della Rete, Giuliani ha riassunto in alcuni punti quella che può essere considerata una vera e propria piattaforma d’impegno comune:

1) Raccordare permanentemente il sistema regionale dei servizi sociali al lavoro di cura degli A.F.

2) Definire una legge regionale di tutela degli A.F.

3) Consentire agli A.F. che hanno superato i corsi autorizzati da Roma Capitale, di ottenere la qualifica professionale attraverso percorsi formativi che ne valorizzino, con crediti formativi, la precedente formazione

4) Promuovere la definizione del profilo nazionale dell’A.F. da parte del Ministero del Lavoro

5) Consentire agli A.F. che hanno superato il corso a 300 ore, di poter acquisire la qualifica di O.S.S., in attuazione della citata Determinazione Regionale G05955 del 18/04/2014

L’assistenza familiare a Roma e nel Lazio evidenzia processi evolutivi di una professione da tempo radicata anche se non completamente emersa nel mercato del lavoro.

Questa evoluzione la avvicina ai servizi socio-assistenziali e la separa dalle colf.

Legittima è anche la volontà di crescita professionale e sociale degli A.F. attraverso l’acquisizione di maggiori competenze tramite i corsi di Operatore Socio sanitario (OSS).

La formazione anche per i prossimi anni resterà un elemento indispensabile per perseguire tre obiettivi fondamentali: inclusione sociale, crescita professionale, qualificazione del lavoro di cura.

Cliccando sull’immagine che segue, è possibile scaricare il testo completo dell’intervento:

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